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Gianni Sasso: «Che soddisfazione! Lo sport isolano? Bisogna mettere da parte i campanili…»

LA NAZIONALE CALCIO AMPUTATI NON PUÒ FARE A MENO DI GIANNI SASSO

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S’è preso l’ennesima soddisfazione della carriera. La Nazionale Calcio Amputati non può fare a meno del cinquantatreenne Gianni Sasso. Lo ha annunciato lo stesso calciatore della Roma Amputati che parteciperà ad una tre giorni a metà giugno in Polonia. Gianni vestirà l’azzurro così come Caterina Mattera nel basket. Simboli sportivi di un’isola d’Ischia che ha vissuto un vero e proprio annus horribiliis tra una marea di retrocessioni in quasi tutte le discipline sportive e mancati obiettivi.

«È stata una grande gioia ricevere la convocazione della Nazionale Calcio Amputati per il Torneo delle Sei Nazioni che si svolgerà in Polonia, dal 10 al 13 giugno – scrive Sasso sui propri canali social –. A 53 anni essere convocato per vestire la maglia azzurra è un onore e un privilegio che mi da grande soddisfazione e consapevolezza. Nonostante gli ultimi mesi siano stati difficili con l’infortunio tendineo e la riabilitazione, sembra che abbia trovato la strada giusta con la terapia a cui lo staff medico mi sta sottoponendo. La voglia di dare il mio contributo a questa squadra della nazionale mi da nuovi stimoli. Lo sport ci rigenera, lo sport ci da consapevolezza. Forza Italia. Verso il mondiale in Turchia».

La scelta di avvicinarsi a casa, dopo i fasti di Vicenza, non lo ha assolutamente ridimensionato. Gianni resta un leader carismatico in campo e fuori, qualcosa in più di un “Ibra” per il gruppo che vestirà la maglia azzurra e che si appresta a competere per qualcosa di importante. Gioie, racconti, aneddoti che Gianni sta raccogliendo per un libro che sarà pronto per l’autunno. «E’ un ulteriore stimolo, anche perché parliamo di una competizione seguitissima – aggiunge Gianni Sasso –. In Turchia per il mondiale cercherò di dare il mio contributo».

Gianni ha tanti amici, tra dirigenti di società, allenatori e atleti. Dialoga con tutti, anche se spesso è fuori dall’isola ha una percezione del territorio precisa. «In giro si parla di tutto, come ad esempio di una società che ha speso tanto ma alla fine non è riuscita a salvare la categoria (Real Forio, ndr). Il Forio Basket merita un discorso a parte: è motivo di orgoglio la sua partecipazione alla Serie B. La squadra di Vito Iacono ha avuto tante problematiche da affrontare», sottolinea Gianni.

Per l’azzurro isolano, con una olimpiade alle spalle, è giunto il momento di fare “sistema”, in tutte le discipline sportive. «Quante volte abbiamo discusso delle tante energie diffuse buttate letteralmente a mare e che invece dovrebbero essere convogliate in un’unica realtà per portare avanti l’eccellenza sportiva locale, per favorire il discorso giovanile, con una sola squadra di calcio, di basket, di volley, di qualsiasi disciplina che rappresenti il meglio dell’Isola. E non importa se questa si chiami Ischia, Forio o Casamicciola…».

Un’idea condivisa da molti ma chi gestisce le varie realtà per tanti motivi resta nel proprio orticello. «L’idea è chiara. Dobbiamo crescere o non vogliamo crescere? Noto un immobilismo preoccupante – sottolinea Sasso –. Sinceramente tutto questo mi dispiace. Ho avuto la fortuna e la capacità di disputare un’olimpiade. In quel momento gareggiava tutta l’Isola, non solo Gianni Sasso. Non abbiamo sviluppato la voglia di andare oltre, la nostra cultura si limita al campanilismo. Ci sono tantissimi giovani che hanno bisogno di essere stimolati. Di recente ho fatto dei PON a Ischia ed ho capito che questi ragazzi vanno spinti, incoraggiati, perché possono arrivare a fare delle cose, anche a livello sportivo».

Ritornando al discorso calcistico, la sua Roma è stata appena battuta dal Vicenza, la sua ex squadra. «Vicenza è casa mia, lì ho vinto tutto – spiega Gianni –. La scelta della Roma è stata innanzitutto i carattere logistico, oltre pe la presenza dell’ex nazionale Perrotta. Roma è più vicina, più comoda per me in un momento particolare. Ho rinunciato ad una operazione grazie allo staff della Roma e della nazionale che hanno scoperto una lesione e sono intervenuti. La nostra è una squadra giovane, può crescere e migliorare». Il cinquantatreenne Gianni Sasso non ha alcuna voglia mdi mollare. Nel suo “derby personale”, ha battagliato come un leone e lo farà anche con la maglia azzurra. Forza Gianni!

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