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Gianni Matarese: «Il nuovo candidato sindaco dovrà saper aggregare diverse anime e coinvolgere anche altre realtà»

«Non è una mia aspirazione candidarmi a primo cittadino». Il bilancio di due mandati del “Papa”: «Il risultato principale è stato quello del risanamento del bilancio, non visibile ma fondamentale, perché oggi Forio ha delle prospettive importanti di finanziamento. Ora bisogna dare continuità, partire dalle basi solide e realizzare le altre opere necessarie»

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Proseguiamo l’analisi dell’attuale momento politico di Forio incontrando l’ex vice sindaco Gianni Matarese.

Oggi sei consigliere comunale, dopo cinque anni da vicesindaco. Un ruolo diverso. Ce lo vuoi raccontare?
«L’esperienza da vicesindaco è stata molto interessante, era anche la mia prima esperienza amministrativa. Avevo partecipato per la prima volta nel 2000 ma eravamo all’opposizione, per cui è stato un battesimo, diciamo così, di fuoco. Anche per gli impegni professionali che avevo ho deciso così, anche perché l’impegno da vicesindaco è molto gravoso. Ho preferito continuare la mia azione politica come consigliere comunale perché ritengo che chi vuole fare politica a livello locale non ha bisogno di cariche per poter incidere nel tessuto sociale. Anche come consigliere comunale con deleghe, e io mi sto occupando dello sport, si può incidere e fare qualcosa, anche senza essere in giunta».

– Forio sta vivendo un momento particolare, come sempre quando si avvicina il momento delle elezioni e non si ha un candidato certo, in questo caso Francesco Del Deo ha terminato la sua esperienza da sindaco, almeno consecutiva. Come vive questo momento Gianni Matarese?

«Nel 2023 l’Amministrazione Del Deo arriverà al voto dopo due mandati. Il sindaco Del Deo non si potrà ricandidare a primo cittadino, eventualmente come consigliere comunale, ma ritengo che essendo una Amministrazione uscente debba dare continuità con un candidato che lo possa fare. E ha la possibilità anche di ampliare un po’, senza limitarsi all’ambito politico che caratterizza questa amministrazione. Ci sono tante capacità all’interno del paese e, secondo me, bisogna riuscire ad aggregare intorno ad un progetto politico che coinvolga le anime che riescono ad incidere politicamente. Potrebbe anche ampliarsi ad altre componenti che non fanno parte dell’amministrazione. Questa come mia osservazione.

Certo ci sarà la continuità dell’azione amministrativa perché questa amministrazione è stata caratterizzata da fatti secondo me importanti che sono quelli caratterizzanti, più che altro il risanamento del bilancio comunale, quindi il comune di Forio ha delle prospettive importanti di finanziamento. Chi verrà successivamente, chiunque sia, potrà incidere nel tessuto sociale del paese».

SCELTE SCELLERATE DEL PASSATO

– Ma i cittadini comprendono che è bastato risanare il bilancio?

«Questo è stato un primo passo. Teniamo conto che il presente è sempre frutto del passato, Forio aveva una situazione non semplice, ci sono dei problemi che sono gravi e diretta conseguenza delle amministrazioni che nei decenni scorsi si sono succedute. Mi riferisco, ad esempio, al fatto che non abbiamo un’area ecologica, oggi difficile da realizzare. Se si guarda una immagine dal satellite, ormai il territorio è talmente urbanizzato che è difficile trovare un’area. Quando l’opposizione e alcune forze sociali si lamentano, ad esempio, per i camion al piazzale di Citara, effettivamente era insostenibile, ma il sindaco non ha una bacchetta magica per risolvere alcuni problemi.

Ma vi sono state anche scelte scellerate, come quella dell’Amministrazione Monti di acquisire a patrimonio comunale tratti della ex SS270 da Cavallaro alle suore del Cuotto, che ha determinato un aggravio enorme sul bilancio del Comune. In altri comuni è l’Anas o la Regione a provvedere alla manutenzione di quelle strade, mentre a Forio deve essere il Comune. Quei fondi potrebbero essere investiti in altre aree comunali.

Tra le altre scelte per me scellerate, quando si è creata la doppia carreggiata a Monticchio: poteva essere una occasione storica per creare un parcheggio interrato invece è stato gettato materiale di risulta… si sono trovate delle situazioni affrontate dall’Amministrazione Del Deo entrante. Oltre a questo penso ad altri problemi di natura economica, penso al problema della Colombaia, della Torre Saracena… sono state chiuse delle voragini che sicuramente non soddisfano il cittadino perché visivamente non vedi un miglioramento oggettivo, anche se molte cose sono state fatte, ma sono il presupposto per andare a incidere in un secondo momento. Non si può risanare con una bacchetta magica dalla sera alla mattina».

LA POSIZIONE DI FRANCO REGINE

– Ti ha accarezzato l’idea di candidarti a sindaco?

«Ti dico la verità, la politica per me è un hobby, lo faccio per fare qualcosa di buono per il paese, non ho mai avuto velleità di fare il candidato sindaco, sinceramente. Qualcuno ne parla, ma chiunque sarà il candidato sindaco, secondo me, deve essere un candidato che deve riuscire a coagulare varie anime del paese e anche forze che attualmente non fanno parte di questa maggioranza. Io personalmente non ho mai avuto questa velleità, hanno fatto anche il mio nome ma non è una mia aspirazione, comunque è anche troppo prematuro».

– Il caso Gianni Mattera come lo hai vissuto? Cosa ne pensi?

«Io penso che sia stato un fatto personale tra il sindaco e Gianni. Una questione che deve essere risolta tra di loro a livello personale».

– Potrebbe anche non essere politica?

«Si sta dando una veste politica, però io penso che ci sia qualcosa di personale che non è stato chiarito ed è stato trasfuso nell’ambito politico».

– L’attivismo di Franco Regine come lo vive Gianni Matarese?

«Franco Regine mi ha sorpreso da un lato. ma me lo aspettavo anche. Quando qualche anno fa parlavo con Franco Regine, con cui sono grande amico, e lui mi diceva che finalmente non aveva più problemi, io non ci credevo. Franco “è un animale politico”, certamente se si ripresenterà come sindaco dovrà porre a base della sua candidatura i risultati della sua azione amministrativa. Un candidato che ha fatto dieci anni da sindaco e vicesindaco, deve portare agli elettori i risultati di una azione amministrativa e chiunque si confronterà con lui dovrà confrontarsi con cosa ha fatto Franco Regine nel passato».

UNA TRIBUNA COPERTA PER IL CAMPO SPORTIVO

– Le accuse mosse all’Amministrazione Del Deo sono diverse, qualcuna sul waterfront, sulla gestione ordinaria, qualcuno richiama la disattenzione alle periferie… come vengono vissute queste critiche? Vi è un processo di analisi?

«All’interno c’è una grande dialettica su questo, non è che viviamo sulla luna. Certo vi sono molte altre cose che vanno fatte. Ad esempio, come mia azione personale, ho detto al sindaco che non dobbiamo fare la politica dei gelsomini, come si faceva prima, cioè l’apparenza. Bisogna andare sulla sostanza, ma ci sono alcune cose che andrebbero maggiormente curate».

– Ad esempio?

“Il Piazzale del Soccorso lo andrei ad abbellire diversamente, è quello che è il salotto della nostra isola. Ma ci sono anche altre criticità. Sto seguendo un po’ l’edilizia sportiva. E’ scandaloso che il campo sportivo di Forio non abbia una tribuna coperta. Ringrazio il sindaco che mi ha dato la possibilità di seguire questa cosa e sto curando la realizzazione di una tribuna coperta. Abbiamo fatto in passato figure pessime. Ora abbiamo predisposto un progetto che dovrebbe essere approvato quanto prima oltre ad un restyling. Anche per Panza. I lavori si stanno sbloccando».

IL CASO FORIO BASKET

– Il caso che ha fatto parlare un po’ è il caso Forio Basket. La partecipazione all’agone politico del presidente ha in qualche modo influito sull’atteggiamento dell’Amministrazione?

«Io ho seguito personalmente sia la polemica nata per l’hub vaccinale, in cui abbiamo cercato di collimare gli interessi del Forio Basket e dell’hub vaccinale, con la collaborazione dell’ASL riuscimmo a far svolgere la partita. Per quest’anno ho parlato più volte con Vito e devo dire che non c’è stato boicottaggio politico. Il Forio Basket è un fiore all’occhiello dello sport isolano non solo foriano, la serie B credo sia stata raggiunta anni fa con l’hand ball, diciamo abbiamo raggiunto un buon livello. Qui si è aggiunta una difficoltà di agibilità perché non vi era la possibilità di poter rilasciare immediatamente la certificazione e c’è stato un problema di comunicazione tra l’Ufficio tecnico del Comune e la Federazione per determinate certificazioni che hanno impedito lo svolgimento delle attività. Un problema tecnico che, visto il ruolo che svolgeva Vito Iacono, ha avuto un risvolto politico, però ti devo dire che, anzi, il sindaco l’ho più volte coinvolto e si è mostrato disponibile, con l’ufficio, a velocizzare il tutto. Smentirei, quindi, l’idea di un filone politico in questa vicenda».

– Un’altra accusa che è stata fatta è il famoso triumvirato: sindaco, vicesindaco…

«Cesare, Pompeo e Crasso. Io penso che vi sia solo Cesare qui a Forio».

– Tu pensi che non ci sia?

«Io posso dire una cosa. Chi parla di questa cosa dice che decidono solo loro. Ma io posso dire una cosa, dal mio punto di vista personale: ogni volta che ho voluto seguire qualcosa e mi interessava approfondirla, il sindaco mi ha sempre dato carta bianca. Per cui se un consigliere comunale vuole interessarsi di un determinato settore, e si impegna, Francesco Del Deo ha sempre reso possibile ciò».

– Ma non tutte le dita di una mano sono uguali, non si può pensare che tutti abbiano il peso di Gianni Matarese, il tuo approccio può avere un valore, magari quello di un altro consigliere è diverso…

«Questo rientra nell’ambito degli equilibri di maggioranza di una amministrazione. Ad esempio una cosa che io farei è convocare ogni tanto una riunione di maggioranza per stabilire quelle che sono le strategie più importanti da seguire. Certo non è che il sindaco deve chiamare tutti gli amministratori per dire che dobbiamo mettere due lampadine. Forse quello che c’è da fare è coinvolgere maggiormente».

L’ATTIVISMO DI SAVIO

– Ma possiamo dire che nella maggioranza Mario Savio è Pirata e tu sei il Principe?

«Mario Savio è encomiabile da questo punto di vista, prende servizio alle otto di mattina ed effettivamente svolge un lavoro a tempo pieno sul comune di Forio, ha la possibilità e la capacità di seguire tanti aspetti della vita amministrativa, che sono tantissimi, ricordo che amministrare Forio non è una cosa semplice. Per cui entra direttamente in determinate problematiche e ha conoscenza di molte situazioni, probabilmente si impegna anche maggiormente su determinate problematiche».

– Sembra che ci sia un po’ una fase di stasi della Giunta, leggo dall’esterno un po’ come se, veramente, gli assessori non avessero un ruolo evidente come prima, non emergono. E’ una scelta dell’amministrazione? Nonostante siano presenti, proprio come narrazione dell’amministrazione, manca il pezzo che dovrebbe essere il braccio operativo del comune di Forio…

«Non ho questa sensazione. Molto ha inciso la problematica del Covid che ha “sedato” tutte quelle che erano le attività che si svolgevano nell’ambito del comune. Un risultato di questa amministrazione, ad esempio, è stato quello di rivitalizzare un po’ la vita economica del paese. Questo devo dire, e in passato me ne sono occupato io direttamente, è avvenuto con i protagonisti del settore commerciale. A volte vi sono state incomprensioni con i rappresentanti di alcune associazioni, ma in passato si è lavorato in sinergia tra amministrazione e operatori commerciali. Forio, è sotto gli occhi di tutti, è diventata viva da un punto di vista economico, di vita, di ragazzi… prima non avveniva. Noi come amministrazione non ci prendiamo meriti non nostri, abbiamo supportato le iniziative degli operatori, e questo è stato fondamentale. Nessuno deve essere protagonista, tutti dobbiamo lavorare insieme nella stessa direzione».

IL NODO TRIBUNALE

– La vitalità di Forio è sotto gli occhi di tutti. Ma facciamo uno switch, il Tribunale di Ischia vive un momento particolare. Mancano delle figure…

«La situazione è grave, io tempo addietro me ne occupai perché ho la fortuna di essere molto amico di quello che è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e anche ministro, Claudio De Vincenti e, su sollecitazione anche dell’Associazione Forense e degli altri sindaci facemmo degli incontri anche a Roma per risolvere il problema. Poi vi è stata l’attività dei sindaci, Francesco Del Deo si è molto interessato a questo. Io temo che ci sia una volontà a monte, da parte dell’organizzazione di chiudere il Tribunale».

– Faccio una domanda cattiva. Penso che il nostro nemico sia Napoli, io resto fermo alle parole ingiuste a noi rivolte.

«Quella è stata una pagina molto brutta, ma io credo che tante cose siano strumentalizzate perché vi è la volontà di chiudere questo Tribunale, per questo sia da parte della classe forense che da parte della classe politica amministrativa bisogna muoversi fermamente per il mantenimento di questo fondamentale presidio di giustizia.

Fondamentalmente c’è che i magistrati non vogliono venire, i cancellieri si danno malati quando devono essere trasferiti a Ischia. Effettivamente è una situazione disastrata, poi ci sono stati episodi che hanno coinvolto i magistrati secondo me dolorosi e gravi. Ma a monte penso che vi sia la volontà in alto di volerlo chiudere».

– Rientra anche la favola che ci raccontiamo da un po’ di Ischia “zona disagiata” e anche le difficoltà delle isole minori?

«Secondo me quello potrebbe essere un ottimo incentivo, perché è vero. Molti magistrati con i quali ho parlato anche in passato mi hanno manifestato il loro disagio di recarsi quotidianamente a Ischia. Il venire a Ischia non è facile, una cosa è andare dal Vomero al Centro Direzionale…».

– Poi abbiamo scoperto anche che la residenza del giudice diventa argomento…

«Potrebbe non essere opportuna, perché ha un ruolo come quello che era un tempo del maresciallo dei Carabinieri. Però dare incentivi come zona disagiata è una buona idea».

UN CANDIDATO DONNA?

– Tra i tuoi colleghi chi vedi più lanciato a capitanare le prossime elezioni?

«Secondo me potrebbe anche essere una donna… l’importante è trovare una persona che deve riuscire a mediare, farsi rappresentante delle varie anime dell’amministrazione perché, ti ripeto, secondo me quando c’è un passaggio da una amministrazione che ha avuto per due volte lo stesso candidato sindaco, diventa un animale acefalo anche se il sindaco c’è, per cui deve avere la capacità di coaugulare le persone, evitare diaspore e cercare di accorpare anche altre realtà».

– Serve l’imprumatur del sindaco?

«Dopo due mandati non si può non riconoscere l’aziona amministrativa. Francesco Del Deo dalla sua esperienza ha dato un grosso contributo che è quello di aver risanato il bilancio senza aumentare le tasse. Il discorso si deve fare a lungo raggio. Questo risanamento, oltre le opere pubbliche che sono state fatte, sono il primo passo per poi agire ulteriormente con altre opere nel paese, completare il risanamento di Forio».

– Irene Iacono viene eletta sindaco di Serrara Fontana, porta una diversa sensibilità nello scacchiere della politica. Come la vivi, cosa può significare questo anche nei rapporti intercomunali?

«A me ha fatto piacere, anche perché la conosco, ma al di là di essere una donna, dire sempre che è la seconda donna sindaco dopo Tuta Irace sembra quasi discriminare. Invece penso che Irene sia una donna che ha agito bene nell’ambito amministrativo del suo paese e lavorativo, quindi penso che sia un giusto riconoscimento alla sua posizione, è una naturale continuità dell’azione politica di Rosario Caruso. Sono contento della sua elezione, ma rivalutando non perché è una donna che fa il sindaco, ma proprio per quello che ha rappresentato e rappresenta».

– Quindi una candidata sindaco donna dopo Del Deo tu la vedi?

«In linea di principio potrebbe anche essere. Basta che riesca a racchiudere e raffigurare l’identikit che dicevamo. Francesco Del Deo, il Papa, è stato un equilibratore, raggiungere la sua capacità penso sia inverosimile. Al primo turno non dimentichiamolo ha eliminato tutti… come strategie è bravo».

– Un tuo giudizio sull’amministrazione?

«Secondo me il risultato principale è stato quello del risanamento, non visibile ma fondamentale. Il comune aveva delle zavorre che rischiavano di farlo andare in dissesto. Ci sono tante cose da fare, tante cose che non vanno bene. Penso alla passeggiata di Citara, alla sistemazione di Cava dell’Isola, di Sorgeto… sono state fatte opere pubbliche, l’irrigimentazione delle acque, ma il sindaco – ripeto – non poteva avere una bacchetta magica per risolvere tutto anche in dieci anni. Per cui bisogna dare continuità, partire dalle basi solide e realizzare le opere necessarie».

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