Furia al pronto soccorso. Muore il parente: rompe monitor, pc e barelle

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Ida Trofa | Un uomo di 54 anni è morto a seguito di un malore nella notte tra sabato e domenica ed è stato trasportato al PO Anna Rizzoli di Lacco Ameno. Vana la corsa, l’uomo è deceduto. Stando alle prime indiscrezioni cliniche si sarebbe trattato di un infarto fulminate o di un possibile aneurisma che non ha dato scampo al 54enne molto noto nel comune di Ischia. L’imprenditore era molto conosciuto, apparso sempre nel pieno della sua vita senza palesare particolari patologie. Secondo le prime notizie l’uomo sarebbe giunto al Rizzoli dove era stato chiesto ai sanitari di intervenire per alcuni dolori lancinanti compreso un forte mal di stomaco. Nella notte l’arrivo e la richiesta di aiuto al pronto soccorso dell’ospedale di via Fundera: le sue condizioni, sarebbero state già critiche causandone il decesso improvviso.

A quel punto è esplosa la rabbia dei parenti, che hanno danneggiato il Pronto Soccorso.
In particolare un congiunto avrebbe distrutto alcuni computer e monitor del reparto oltre ad alcune barelle.
Gli animi surriscaldati e la gravità del momento in termini umani e per la tragedia appena consumatasi, ha reso necessario la richiesta di intervento al 112. I sanitari del pronto soccorso dell’ospedale hanno constatato danni ad arredi e attrezzature nonché l’assenza delle condizioni igienico-sanitarie tali da non permettere lo svolgimento delle attività assistenziali di emergenza in sicurezza sia per i pazienti che per gli operatori. Per questa, di fatto, si è resa necessaria la sospensione del servizio di pronto soccorso e in sostegno dei Carabinieri agli Ordini del Capitano Angelo Pio Mitrione, anche per provvedere al meglio per gli altri pazienti presenti, sistemati temporaneamente nei reparti dello stesso presidio ospedaliero o, con ausilio del 118. Non sono mancati gli atti di accusa e le considerazioni avverso l’operato dei medici, forse ritenuto tardivo e causa del decesso. Nel mirino anche l’eccessiva attesa al Triage.

In questo, anche il Covid, ci avrebbe messo il suo. Con una sanità troppo fossilizzata solo i pazienti Covid i ritardi ascrivibili (ove mai vi fossero, ndr) al caso sarebbero stati anche imputati agli eccessivi comportamenti assunti in relazione al virus con gli ospedali, compreso il Rizzoli, dove si cerca di fare spazio ai pazienti Covid riconvertendo reparti e spostando il personale prima dedicato ad altri pazienti. Solo all’alba è stato possibile riaprire il pronto soccorso danneggiato che, in ogni caso, potrà funzionare a mezzo servizio in attesa che sian fornite altre attrezzature. Al provvedimento di sospensione temporanea dell’attività del Pronto Soccorso ha fatto seguito uno sforzo importante dei sanitari in servizio e delle forze dell’ordine.

Il copro dell’uomo è stato restituito immediatamente ai familiari per la celebrazione del rito funebre, mentre nel merito dei danneggiamenti e dell’accaduto saranno i militari dell’arma a fare chiarezza. La morte di un uomo, specie quando così improvvisa e inspiegabile, nel meglio degli anni è sempre una tragedia, ma inaccettabile è quanto accaduto subito dopo, soprattutto, per aver potenzialmente cagionato lo stop all’assistenza e la mancanza di cure per gli altri pazienti.

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