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Furbetti dei buoni spesa, incastrati in 15. A Forio devono restituire tutti i soldi

Risparmi in banca o altre somme percepite. Una denuncia e una ben magra figura pur di fregare poche centinaia di euro allo Stato. Privando del sostegno altre famiglie realmente bisognose…

Gaetano Di Meglio | Lo avevamo previsto che dei buoni spesa erogati dai Comuni avrebbero fruito anche i soliti “furbetti”, ovvero nuclei familiari o soggetti non realmente bisognosi, che però ci hanno provato a fregare lo Stato. Ma sono stati incastrati dalla Guardia di Finanza. Nel caso specifico, l’esito delle indagini riguarda i buoni spesa erogati dal Comune di Forio.
Come è noto, con l’Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 658 del 29/03/2020, in relazione alla situazione economica determinatasi per effetto delle conseguenze dell’emergenza Covid-19 e per venire incontro alle esigenze indifferibili di quei nuclei familiari in difficoltà, era stata disposta la distribuzione e il pagamento di un importo complessivo di euro 400.000.000 in favore dei Comuni, da impiegare nell’acquisizione di buoni spesa da utilizzare per l’acquisto di generi alimentari presso esercizi commerciali.

Il Comune di Forio, nello specifico, con Delibera di Giunta n. 41 del 03.04.2020 aveva stabilito di «Approvare lo schema di Avviso Pubblico per l’individuazione dei nuclei familiari in particolare condizione di disagio economico derivante dall’emergenza epidemiologica da virus Covid 19 predisposto dall’ufficio Servizi Sociali – Responsabile IX Settore, il modello di istanza di accesso ai buoni spesa» nel quale, al punto 6 “VERIFICHE” veniva stabilito che qualora in seguito alle verifiche di tutte le circostanze dichiarate dal richiedente, anche successive alla fruizione del beneficio, si sarebbero riscontrate dichiarazioni mendaci le stesse avrebbero comportato l’obbligo della restituzione del beneficio e la denuncia alla competente autorità giudiziaria.

E così è stato. Oggi le verifiche conducono ad un viaggio tra i ben 15 furbi foriani che sono stati beccati dalla Guardia di Finanza di Ischia. Sorpresi con cospicui risparmi depositati in banca o con bonifici incassati a fine mese per varie motivazioni. E tutto per “fregarsi” poche centinaia di euro. Siamo di fronte ad una ben magra figura da parte di questi personaggi e, soprattutto, dinanzi alla sottrazione di risorse economiche che sarebbero dovute andare a chi, davvero, ne aveva bisogno.
Bene, iniziamo il viaggio.

Il primo foriano dovrà restituire euro 318,51 perché il nucleo familiare beneficiava di una disponibilità finanziaria immediatamente smobilizzabile pari a complessivi euro 30.227,13.
Il secondo furbetto, invece, dovrà restituire euro 286,66 perché il nucleo familiare aveva una disponibilità finanziaria immediatamente smobilizzabile pari a complessivi euro 33.044,12 e risultava essere beneficiario di indennità di Bonus Bebè per un importo di euro 80,00 mensili.
Il terzo, invece, dovrà ridare indietro euro 318,51 perché uno dei componenti del nucleo familiare risulta locatrice, assieme ad altri due comparti, di “immobile diverso dall’uso abitativo”, per un valore dichiarato pari ad euro 15.000 annui”.
Il quarto foriano che verserà al Comune i 286,98 euro percepiti come “buoni spesa” è quel foriano che era, al contempo, percettore di “Reddito di Cittadinanza”.

Altri 286,66 euro saranno restituiti al Comune di Forio da quel nucleo familiare che aveva una disponibilità finanziaria immediatamente disponibile pari a complessivi euro 9.432,97 e altri 286,66 euro, invece, saranno versati all’Ente da chi aveva una disponibilità finanziaria immediatamente disponibile pari euro 19.104,25 e per completare il terzetto dei 286,66 da restituire, arriva la famiglia con una disponibilità finanziaria immediatamente pari a complessivi e 16.316,47 euro.
Un ristoro un po’ più consistente, euro 382,21, è quello che dovrà essere versato all’Ente da chi «risultava svolgere attività lavorativa per l’intera annualità 2020, percependo mensilmente lo stipendio. Inoltre, il nucleo familiare beneficiava di indennità di invalidità erogata dall’Inps, per un importo pari ad euro 520,29 mensili, a partire dall’anno 2020, come potuto accertare dai verbalizzanti dalla copia del libretto postale ordinario».
Figuraccia da euro 127,40 per quel nucleo familiare che aveva una disponibilità finanziaria immediatamente disponibile pari a complessivi euro 9.422,61.

Euro 286,66 saranno versati all’Ente dalla signora che risultava essere percettrice di indennità di reversibilità erogata dall’Inps per un importo pari ad euro 512,49 mensili.
Euro 254,81 saranno versati da un foriano che «beneficiario del buono spesa in argomento, risultava essere percettore di indennità di disoccupazione».

Nonostante percepissero l’indennità di disoccupazione relativamente agli arretrati del 2019 e redditi da lavoro dipendente c’è chi aveva ricevuto buoni spesa per euro 318,51. Ora li dovrà restituire in unica soluzione entro 60 giorni dalla notifica dell’atto, come tutti gli altri.
In una delle posizioni più alte di questa strana classifica c’è sicuramente quel foriano che ha fatto richiesta del buono spesa, ricevendo 286,66 euro, ma risultava essere percettore di indennità di disoccupazione NASPI e aveva una disponibilità finanziaria immediatamente disponibile nel complesso pari ad euro 21.488,97.

Con qualche soldino in banca, per la precisione 15.872,21 euro, questo foriano restituirà i 382,21 euro ricevuti senza averne titolo.
Così come non aveva titolo a ricevere 318,51 euro di buoni spesa il nucleo familiare beneficiario dell’indennità di disoccupazione.

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