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Fratelli d’Italia e la crisi di un partito in ascesa tra fallimenti e “via vai”…

Procida piange. In Fratelli d’Italia non c’è dibattito. Il Muro’s boy senza pietà: “Seguo la Rescigno. Anche la Meloni se ne è fregata...”

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Gaetano Di Meglio | Territori abbandonati e territori distrattati: è questo il sistema di base che, in qualche modo caratterizza l’azione di Fratelli d’Italia sul nostro territorio. Michele Schiano, candidato del nostro collegio e punto di riferimento del partito della Meloni, sta lasciando una scia che assomiglia più a quella della peggiore democrazia cristiana che a quella di un partito nato da una donna e che fa del rigore e della coerenza il suo punto di forza.

Imbarcare tutti a bordo e lasciare a terra i capaci è, certamente, una storia che un giorno, qualcuno analizzerà. Certo, se avrà voglia di perdere il tempo per quello che valgono. Nulla in Regione, nulla dall’opposizione e, in perfetto pendant con il disastro cinquestelle, la gestione Schiano si avvia sulla scia di quella che è stata la precedente gestione forzista. Ma l’isola è abituata.
Qualche giorno fa abbiamo evidenziato come Schiano sia un politico molto attento a certe dinamiche imprenditoriali che caratterizzano la nostra isola. Le vicende che lo avevano visto protagonista all’Augusto si sono replicate al Manzi. Particolare in comune? Due alberghi di pregio con la gestione commissariale e il fallimento imprenditoriale alle porte. Ma c’è un’altra storia imprenditoriale che mi ha colpito. Camminando per Forio mi sono imbattuto nel comitato elettorale di Fratelli d’Italia. E, al netto dello striscione messo male, quello che mi ha colpito è la location. Mi è sembrato più che interessante che quel comitato fosse attivo nella dependance dell’hotel di Matteo Cucinotta. Mi sono chiesto, come mai? E poi, ragazzi, è facile. Matteo è uno dei tre imprenditori foriani (con Pasquale Elia e Presutti) che stanno gestendo il fallimento della Bagattella che fu di Rosaria e Salvatore Lauro. Diciamo che della Meloni hanno preso la coerenza.

Ma se Ischia piange, anche Procida piange.

Fratelli d’Italia si avvia a ricevere un grande tributo elettorale grazie alla coerenza della sua leader che con lavoro e passione è riuscita a creare un successo politico figlio delle scelte e di questa strana politica che perde pezzi e non raccoglie cocci.
Mentre Luigi Muro prova a rinsaldare le fila e a sfruttare il momento politico nazionale per ribaltare il sentiment sul territorio ed evidenziare l’offuscamento dell’azione del PD di Dino Ambrosino, Michele Scotto, strappa e “via vai” passa alla Lega.
“C’è stato poco da ragionare – ci ha detto Michele Scotto – il primo settembre ho saputo della non candidatura della dottoressa Rescigno e, coerenemtente con chi è il referente politico di sempre, l’ho seguita nella Lega. Il nostro percorso è nato nel 2017 e per alcune vicende loro interne, purtroppo, ha subito non pochi maltrattamenti. Non ultimo la sua non candidatura. Questo è uno dei tanti motivi.

La cosiddetta goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Credo che il malessere in Fratelli d’Italia, dura da tempo. Ho provato pure a interfacciarmi con l’onorevole Meloni, dalla quale, però, non ho avuto nessuna risposta in merito a questa mia preoccupazione che le palesai già qualche anni. In ogni caso io sono sempre stato un uomo di squadra, non ho mai badato alle bandiere e non ho mai mirato a interessi personali, nonostante la politica nella vita mi abbia favorito. In questo momento, però, non mi sono proprio sentito di abbandonare la dottoressa Rescigno e, appunto, siamo entrati in questa nuova casa. Una casa vicina, cambia solo il colore della bandiera, ma i principi sostanzialmente sono quelli. Siamo stati accolti da un gruppo di persone, vecchi amici di AN, l’architetto Noto ex sindaco di Qualiano che ha dato tanto anche all’isola di Procida con il rilascio di molti condoni edilizi, con Gianluca Cantalamessa, Pina Castiello, Severino Nappi, Valentino Grant.

Noi non cerchiamo visibilità, non abbiamo voglia di lavorare, siamo gente dei territori. Soprattutto io che sono di una piccola isola come Procida dove le problematiche fanno più eco rispetto ad una metropoli, ho ritenuto opportuno conservare questo mio riferimento forte, politico. “

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