Franco Pezzullo: «Gli alberghi chiuderanno a giorni, prepariamoci alla crisi»

Salvati in parte dai turisti campani, troppo spesso disprezzati. E si chiede: «Che fine hanno fatto i famosi aiuti che il governo ha sbandierato nei vari decreti?». Durante il lockdown solo belle parole, poi ognuno è andato per la sua strada

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Ugo De Rosa | Quando si avvicina la fine della stagione turistica il presidente di Confesercenti Isola d’Ischia Francesco Pezzullo traccia il bilancio di una estate inevitabilmente in rosso.
«E’ passato il mese di agosto – esordisce – e gia abbiamo avuto un cattivo risveglio, con i primi cali di presenze negli alberghi, che chiuderanno a giorni. Si è sentita subito l’assenza dei turisti stranieri. Abbiamo registrato una presenza dell’80% di turisti della nostra regione. E sentire qualche operatore gridare “finalmente” mi fa rabbia. Avrei continuato così fino a fine anno. E mi fa ancora più rabbia sentirli appellati con termini dispregiativi come “mao mao”, “Cafonal”, eccetera. Invece dobbiamo ringraziarli, visto come al solito ci hanno risolto qualche problema. A prescindere che gli ospiti vanno rispettati sempre, è la prima regole di chi fa turismo».

Come sempre Pezzullo non le manda a dire e prosegue: «In varie videoconferenze nel periodo del lockdown con tutte le categorie e gli amministratori, a volte abbiamo avuto il piacere di ascoltare professori universitari, manager del turismo e dell’economia. Si è parlato a lungo di cosa poteva succedere e la maggior parte dei presenti era preoccupata, era chiaro che sarebbe stata l’estate dell’italiano in Italia, e più precisamente degli ospiti campani. Un turismo locale, insomma. Si è discusso a lungo delle strategie da mettere in campo, si è parlato come al solito di destagionalizzazione. In questo 2020 abbiamo capito l’importanza dei turisti stranieri e quanto sono necessari per la nostra economia. Però l’idea era ben precisa: cogliere l’occasione e cambiare strategia. Si stava presentando l’occasione di scegliere i nostri ospiti. Solo chiacchiere per perdere tempo in quel momento di “detenzione”. In realtà ognuno come al solito per la propria strada. E’ iniziata la paura di non lavorare e si è fatta la corsa a svendere, a ritirare i bonus vacanze. Poi si sono resi conto che il prezzo era basso e alcuni alberghi a 4 stelle hanno chiesto 8 euro al giorno per l’aria condizionata, 5 euro per il frigo bar. Non sono servizi inclusi per avere le stelle? Allora di chi è la colpa? .come recita il proverbio: “Chi è causa dei suoi mali pianga se stesso”».

FORIO E LE BANCARELLE DEL DISPETTO
Il presidente di Confesercenti non è ottimista sul futuro: «Prepariamoci alla crisi economica e sociale. E la crisi che sta nascendo preoccupa un po’ tutti. Forse è il momento di chiedersi che fine hanno fatto i famosi aiuti che il governo ha sbandierato nei vari decreti Cura Italia, liquidità e ripartenza, i 25mila euro e la cassa integrazione, solo per fare alcuni esempi? In questo momento sull’isola non c’è mercato, un’azienda senza incassi non può sostenere i costi fissi, i fitti accumulati non pagati, le tasse e gli impegni di pagamento da onorare. E’ una ghigliottina che quest’inverno taglierà la testa a tante famiglie. E’ venuto il momento di non trovare scuse, a criticare e far emergere le incapacità degli altri si diventa antipatici e scomodi, vedi i lavori pubblici, i favoritismi reciproci e tante altre situazioni che si leggono su Il Dispari. Come le bancarelle del dispetto a Forio. Perché dispetto? Perché si vendono solo bijoux, forse pensano di crearmi problemi… Meglio riderci sopra. Si preoccupano di vendicarsi invece di pensare al paese che è poco decoroso agli occhi degli ospiti».

Quindi Pezzullo chiude sempre in riferimento al caso foriano: «La Confesercenti ha richiesto l’accesso agli atti, aspettiamo i documenti e per dare risposte alle richieste degli associati che si sentono presi in giro. Giustamente vogliono conoscere il prezzo che pagano quei banchi per essere di fronte ai loro negozi. Ma questa è sicuramente una Amministrazioni poco “attenta”. L’artigianato e l’ingegno proprio sono ben altra cosa che i bijoux. La regola vuole che prima di assumere certe iniziative, vengano sentite le associazioni di categoria presenti sul territorio. Immagino con chi si sono confrontati gli amministratori, ma è importante fa capire chi fa veramente sindacato e chi i propri comodi… giusto per amore di verità».

4 Commenti

  1. È vero che i turisti hanno diritto al rispetto, ma che sia reciproco, altrimenti conviene farne a meno!
    Benvengano i turisti campani, ma soprattutto quelli che si sono rassegnati a trovare altre mete di vacanza, spesso anche meno belle, solo perché più qualificate e frequentate da turisti più educati al rispetto del territorio e del prossimo!
    Se non si scoraggiano cafonal, “mao mao” e gitanti del weekend, questo turismo-tsunami finirà per devastare irrimediabilmente l’isola ed i suoi abitanti, molto più del covid!
    È solo una questione di tempo e tra smartworking e didattica digitale, il turismo nel prossimo futuro, diventerà sempre più stanziale e destagionalizzato, ma non tutti saranno pronti a questa mutazione…

  2. Chiedete l’accesso agli atti per le migliaia di camere abusive, per gli impianti non a norma, per le regole non rispettate dai “Giganti” prima di tartassare chi cerca di sopravvivere…..

  3. Premesso che gli aiuti alle aziende sono dovuti,il presidente se ne accorge adesso che manca il turismo straniero o si parla di allungare la stagione di qualche mese.Solite chiacchiere:gli stranieri (soprattutto tedeschi) che ci facevano lavorareda fine marzo ormai mancano da oltre10 anni e con loro lavoravano anche i negozi di souvenir,bar e ristoranti oltre ai parchi termali.Con i “turisti” dello scorso mese oltre alla Caremar e Medmar chi ha tratto beneficio?Forse qualche ristorante della Riva Destra(se hanno pagato il conto).Per allungare la stagione senza qualche fiera,mostra e’ difficile e il periodo nemmeno aiuta.

  4. La politica locale dei permessi in quantità industriale, a case vacanza e b&b, hanno distrutto il territorio ed anche la solida industria turistica isolana, costituita dalle strutture alberghiere vere.
    Gli amministratori dovrebbero almeno frenare il fenomeno, normando le strutture extralberghiere per soggiorni minimi di almeno 10 giorni…

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