Francesco Pezzullo: «Altro che emergenza Covid, siamo di nuovo invasi dagli ambulanti!»

Nulla è cambiato rispetto agli anni scorsi. Solo iniziative isolate di due vigili urbani, mentre Amministrazione e comandante della Polizia municipale ignorano il problema. E il sindaco continua a discriminare i commercianti del Corso Francesco Regine e Piazza San Gaetano. Inascoltate le proposte di delocalizzare le bancarelle di (vero) artigianato in zone decentrate

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Ci risiamo con l’invasione di ambulanti, in particolare a Forio. E il presidente di Confesercenti Isola d’Ischia Francesco Pezzullo, come ogni anno ormai, richiama l’attenzione sul problema. «Anche quest’anno – esordisce -, nonostante tutto quello che è successo, tra lockdown e restrizioni di ogni sorta che hanno messo in grande difficoltà il commercio, sono arrivati gli ambulanti: si vedono numerosi su tutto il territorio isolano ed in particolare a Forio».

Il che gli fa porre una serie di domande: «Ma non avevamo chiuso le frontiere a certi Paesi? Quali controlli vengono effettuati per l’accesso in Italia e per lo sbarco ad Ischia? Che tipo di controlli ha posto in essere l’Amministrazione comunale per reprimere il fenomeno dell’ambulantato in questo particolare momento in cui siamo ancora in stato di emergenza Covid-19?».

Come al solito senza peli sulla lingua, Pezzullo evidenzia che nulla è cambiato: «Fatto è che, come al solito, anche quest’anno stessi ambulanti abusivi, allo stesso posto in spiaggia e negli stessi posti fissi sul territorio (ad esempio, si legga zona Fortino, Forio centro e su tutto le spiagge foriane. Ricordando una vecchia canzone, è proprio il caso di dire: “Stessa spiaggia stesso mare”. Ed anche stessa casa in affitto: in via Gaetano Morgera a Forio…».

Del Deo ignora il problema e a tentare di arginare l’invasione sono sempre gli stessi vigili urbani: «A conferma della presenza di ambulanti sul territorio foriano alcuni giorni fa il maresciallo della Polizia municipale A. D’Aiello ed il vigile G. Impagliazzo hanno provveduto (in via autonoma) ad un sequestro/rinvenimento di merce. Per fortuna c’è chi in questo paese compie il proprio dovere. A loro il mio ringraziamento grazie e quello dell’intera categoria. Purtroppo però non è stato disposto, nonostante le mie innumerevoli segnalazioni e denunce, un apposito servizio per il controllo degli ambulanti abusivi. Solo la buona volontà dei citati vigili urbani non può bastare a reprimere un fenomeno così diffuso sul territorio».

LA MODIFICA DEL REGOLAMENTO

E qui Pezzullo ricorda una contestata (inutilmente) iniziativa di Del Deo: «Del resto se il Comune di Forio, nonostante le critiche dello scorso anno, anche questa volta senza interpellare la Confesercenti da me rappresentata ed i commercianti di Forio, approva una nuova delibera che modifica il vigente regolamento, si può comprendere come sia difficile aspettarsi da questa Amministrazione una adeguata tutela dei commercianti. La delibera infatti prevede: “Nelle strade comunali corso Francesco Regine, via Matteo Verde, via Filippo Di Lustro, via Erasmo Di Lustro e piazza San Leonardo può essere autorizzata, in via eccezionale ed in deroga ai divieti di limitazione contemplate nel presente Regolamento, l’occupazione temporanea, stagionale ovvero occasionale di suolo pubblico con banchetti e strutture di piccole dimensioni per la promozione e per scopi sociali, per finalità socio-assistenziali, ovvero per la esposizione e la vendita di opere di ingegno di artisti o di artigiani…”».

E qui arriva la bacchettata all’altra associazione di categoria: «Purtroppo c’è anche chi tra i commercianti fa da sponda ed avalla tali condotte: senza fare nomi, è evidente il tacito assenso della Confcommercio che su tale argomento e su tutte le altre iniziative dell’Amministrazione dà sempre il suo beneplacito. A dire il vero non ne conosco le motivazioni, posso solo immaginare una benevola e servizievole predisposizione verso il potere costituito».

Ben diversi erano i suggerimenti di Pezzullo: «Ebbene, sull’argomento la Confesercenti aveva da tempo proposto l’individuazione di una zona (Piazza del Soccorso o del Municipio) dove autorizzare l’esposizione e la vendita di prodotti di artigianato locale (purché si trattasse di prodotti artigianali, leggasi cesti in vimini, prodotti in raffia, di manifattura tipiche quali uncinetto o tombolo, ecc.) e solo occasionalmente creando anche all’uopo apposite scenografie. Tale proposta nasceva proprio dalla considerazione più volte espressa, a parole, dall’Amministrazione di volere tutelare il decoro del centro storico ed in particolare del Corso Francesco Regine, sul quale per tale esigenza è fatto divieto ai negozianti che ivi esercitano l’attività di esporre fuori dai propri esercizi i loro prodotti. Tale proposta ha ancora più ragione di esistere oggi, in periodo di emergenza Covid, perché favorirebbe il decongestionamento del centro storico ed il distanziamento sociale.

Ma evidentemente ci sono differenze anche all’interno del centro storico. Ciò che si consente agli amici di via Ignazio e Filippo Di Lustro lo si vieta ai non amici di Corso F. Regine!? Come se il centro storico di Forio non fosse unico. Ma il dado è tratto. Regole assurde ed ingiustificate diversificazioni».

PRODOTTI MADE IN CHINA

Le critiche del presidente di Confesercenti, alla luce dei fatti, non si fermano: «La realtà poi è ancora peggio. Nei giorni scorsi io non ho visto bancarelle esporre opere e manifatture di artigianato locale, ma piuttosto oggettistica di scarsa qualità e dozzinale. Forse anche di dubbia provenienza. Altro schiaffo a chi paga i fitti e tutte le tasse ed i servizi, alla categoria dei commercianti. Tutte le sere ci sono bancarelle che non espongono prodotti artigianali o di artisti. Invito, pertanto, l’Amministrazione ed il comandante della Polizia municipale a voler vigilare sul rispetto delle regole ed a verificare l’osservanza della detta delibera, che consente deroghe all’interno di precisi parametri: occasionalità, prodotti artigianali ed artistici, ecc. Non è occasionale chi occupa per giorni di fila lo stesso posto sul Corso, non è artigiano chi espone prodotti made in China. E si scelgano diversamente anche le postazioni dove collocare le bancarelle. Inopportuna e discutibile la scelta di far posizionare davanti alla storica fontana di Piazza Pontone, dove i turisti fanno spesso le fotografie, una bancarella in piena serata, quando sul Corso c’è il passeggio dei residenti e dei turisti».

Ultimi suggerimenti, che ovviamente il sindaco non ascolterà: «E se si chiede ai commercianti di Corso F. Regine il sacrificio di non ostacolare il passeggio con l’occupazione di suolo pubblico, si estenda lo stesso sacrificio a chi occasionalmente può vendere i propri prodotti artigianali, anzi si favorisca la loro presenza in zone meno trafficate e dove chiunque possa sostare con maggiore facilità. In proposito si rileva come il corso F.sco Regine diventi solo zona di servizio di carico e scarico e questo anche in orari di chiusura del traffico. Alla fine il sindaco dice che il Corso è la parte più storica e va salvaguardata, però di fatto le idee sono confuse, mette le bancarelle e apre il Corso al traffico. il tutto senza sottovalutare che non c’è la sicurezza per i pedoni. Che senso ha allora negare il suolo pubblico ai commercianti del Corso e Piazza San Gaetano?». Avrà un senso legato ad interessi politici…

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