Francesco e la Chiesa che cambia | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del23 ottobre 2020

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Non sono particolarmente affascinato da Papa Francesco! Trovo alcune sue esternazioni più che discutibili. E ricordo a me stesso che, inizialmente, non lo ero neppure di Papa Wojtyla, dovendomi poi ricredere poco tempo dopo.

Una cosa è certa: Bergoglio, di tanto in tanto, mette a segno dei colpi che senza dubbio resteranno epocali; non solo a vantaggio del suo pontificato, ma dell’intera storia della Chiesa.

La lotta alla pedofilia, seppure non abbia ancora raggiunto i risultati sperati, ha sicuramente segnato una linea dura che oggi mette in guardia quei religiosi che fino a poco tempo fa si sentivano oltremodo liberi (e per certi versi anche protetti) nel coltivare i propri vizi privati tra la sacrestia e la canonica. Così come le inchieste che hanno portato, a più riprese, agli arresti di personaggi che, in un modo o nell’altro, hanno abusato dei loro ruoli legati agli affari patrimoniali del Vaticano o di suoi esponenti costretti, a loro volta, alle dimissioni, dimostrano che almeno qualche piccolo cambiamento sta finalmente avvenendo.

E in attesa -ne sono convinto- di una svolta imminente quanto delicata sullo spinoso argomento del celibato sacerdotale, ecco anche l’apertura del Pontefice sulle unioni civili gay. Sono sempre stato d’accordo sul fatto che una coppia omosessuale potesse in qualche modo tutelare i propri diritti grazie ad un matrimonio che, per quanto atipico, resta tale, al pari di quello di una coppia etero. Continuo a essere contrario, invece, ad un figlio con due genitori dello stesso sesso, con un no deciso alla maternità surrogata e ancora notevolissime perplessità sulla stessa adozione di bambini da parte di coppie gay. Credo che un figlio necessiti di un padre e una madre come guida, sebbene devo dire di conoscere, anche ad Ischia, bambini cresciuti alla grande da genitori omosessuali e che comunque, sempre a mio personalissimo giudizio, rappresentano piacevoli eccezioni che allo stato non bastano ancora a convincermi.

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