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Forio Basket. Markovic: «Bellissimo vincere a Forio»

Forio Basket in Serie B. Contro tutto e contro tutti. Più forte dei soprusi, delle avversità e delle difficoltà, tecniche e logistiche. A metà campionato, hanno cambiato il regolamento per tenere in corsa quattro e non più due squadre (un tentativo vano di arginare i biancorossi), ma alla fine non ce n’è stato per nessuno. Pareggio e vittoria in semifinale, doppia affermazione nella finale col Salerno che adesso affronterà Molfetta (vincitore del girone pugliese) per tentare di accedere alla terza serie nazionale dalla porta di servizio. “Tu ci togli il palazzetto, non prendendo in considerazioni altre location comunque favorevoli? Ci costringi a tre mesi da trascorrere sul campo di Pozzuoli oltre a quelli tra Campania e Calabria? E noi vinceremo lo stesso!”. E’ il messaggio che metaforicamente i giocatori del Forio Basket hanno rilanciato alla fine di ogni partita.

Durante i festeggiamenti per la promozione appena conquistata, tra tanta gioia anche un pizzico di tristezza. Non vedremo più Markovic al PalaCasale. «Qualche campionato l’ho vinto in carriera ma vincere qui è un’emozione unica! E’ una vittoria che dedico a tutta Forio e tutta l’isola – dice il pivot serbo, 31 anni, 212 centimetri di serietà e professionalità –. Con il gruppo abbiamo disputato una gran bella stagione, sconfiggendo Covid e altri problemi. Un successo contro tutti e contro tutto». Markovic evita polemiche ma si comprende bene che il pensiero è rivolto a chi ha costretto il Forio Basket a giocare sempre lontano dall’isola. Nella gara-2 di finale, ha giocato nonostante un infortunio al polso. Ad un certo punto della gara ha gettato via anche la fasciatura… «Questa è una partita che bisognava vincere, gli infortuni fanno parte del gioco. Ci sarà tempo per riposare e guarire». Lubo ha scritto una pagina bellissima del Forio. «Ringrazio la società, i giocatori che hanno avuto fiducia in me», afferma nel bel mezzo della festa. Purtroppo per il Forio Basket, il futuro del pivot è lontano dall’isola. «Vorrei vincere ancora, ho qualche anno di tempo per togliermi qualche altra soddisfazione. Purtroppo il regolamento non mi consente di giocare in Serie B. Vuol dire che porterò in B qualche altra squadra». Si sussurra che l’Agropoli farebbe carte false per averlo…

All’indomani dell’impresa, il capitano biancorosso Francesco IACONO: «Ancora non ho realizzato, sarà perché abbiamo fatto qualcosa di irrealizzabile. Avrei tante cose da dire, raccontarvi tutti i sacrifici ma mi limito a dire che siamo la storia! Grazie a tutte le persone che mi hanno dato fiducia, a papà, ai miei compagni di viaggio, a tutta la mia famiglia e soprattutto a Ludovica».

Domenico CAPEZZA, il più giovane del gruppo: «È un momento storico per tutta l’isola d’Ischia! E’ stato bellissimo tornare a casa dopo tanti anni in terraferma per sposare un progetto importante come quello del Forio Basket. Ringrazio veramente di cuore tutti i miei compagni di squadra che sono stati una famiglia per me e parte fondamentale di quest’annata meravigliosa….Inoltre ringrazio tutta la società in primis il presidente Vito Iacono e il coach Luigi Iovino che hanno subito creduto in me ed hanno reso possibile questo sogno insieme ad una fantastica dirigenza in un momento così difficile. Spero che questa fantastica storia continui. Nonostante tutto e tutti…. Siamo in Serie B!».

Fabio DI NAPOLI alla fine ce l’ha fatta a scendere in campo, andando a referto. «Non ero al top ma volevo esserci. Ho segnato anche un punto, come un giovanotto che entra a partita in corso… E’ stato un bellissimo percorso, dominato dall’inizio alla fine, con una sola sconfitta ma ininfluente. Il mio futuro? Spero che il fisico regga, per quanto riguarda la disponibilità quella c’è». Coach Iovino cercherà qualche pozione magica per far ritornare il play indietro nel tempo.

Alessandro GUZZON, l’“Americano Biancorosso”, con quei cinque punti in un battibaleno ha smorzato qualsiasi velleità del Salerno. «All’andata avevamo le gambe scariche, è stata una finale caratterizzata da tanti falli e con l’espulsione di Orsini a metà secondo quarto – dice la guardia –. Nonostante tutto riuscimmo a vincere. Al ritorno dovevamo confermare la nostra forza, potevamo farci condizionare dal +11 di gara-1 ma siamo stati sempre sul pezzo. Lo dovevamo per questo bellissimo pubblico, il sesto uomo sia a Salerno che qui a Forio». Alessandro vorrebbe continuare nel Forio: «Ne parleremo con la società, non avrei problemi a rimanere qui».

Riccardo CALLARA ha fatto emergere le proprie qualità quando in effetti ce n’era proprio bisogno. Tecnica, fisico, quel pizzico di esperienza che fa sempre la differenza. «Abbiamo dato una dimostrazione di forza, dedico questa vittoria alla mia famiglia», dice Callara mentre i compagni (Polito in testa) gridano nella telecamera l’indirizzo Instagram di “Riccardo “JJ” Callara”, influencer. L’ala in questi mesi ha postato immagini dell’isola, dai 787 metri dell’Epomeo al mare della Chiaia, risultando un ottimo veicolo propagandistico per l’isola.

Andrea VIGNALI e Fabio DAL MASO, mentre attendono il loro “turno” per il taglio della retina, mostrano tutta la loro felicità: «Tra andata e ritorno il Forio ha dimostrato di essere meritevole della Serie B, ce la siamo presa con grande merito». Arriva Sergio RUPIL che forse avrà bisogno di almeno altri tre o quattro anni in biancorosso per “spiccicare” due parole di italiano… «Mamma mia che tifo, grandi i nostri tifosi. Ci siamo esaltati, avanti con un’altra categoria!», urla l’argentino.

Simone ORSINI ha riscattato con gli interessi l’incubo di gara-1. «La partita era difficile ma siamo stati bravi ad allungare subito, mettendo un bel divario tra noi e Salerno – dice il play livornese –. Salerno era un osso duro ma noi abbiamo dimostrato di avere una marcia in più». Una in meno purtroppo per l’Apecar che trasporta quattro pezzi da novanta del roster biancorosso durante la sfilata per il centro di Forio, fino a Ischia. Su tutti il solito, scatenato Markovic che, dopo aver “attentato” per tre mesi e mezzo le plafoniere dei traghetti di linea, ha rischiato di andare a “prendere” i lampioni dell’illuminazione pubblica. Un giocatore unico, in tutti i sensi!

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