giovedì, Febbraio 25, 2021

Fondazione Annali dell’Architettura e delle Città inizia virtualmente in attesa della sua mostra in presenza

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La Fondazione Annali dell’Architettura e delle Città ha avviato, a partire dall’11 dicembre, un ciclo di videoconferenze, lezioni e mostre virtuali sul cambiamento che sta avvenendo nei paesaggi del territorio contemporaneo. “Transitional landscapes” è questo il titolo dell’iniziativa, che consta di quattro videoconferenze, l’ultima il 12 febbraio 2021, in cui esperti del settore, architetti, geografi, docenti universitari, discuteranno di transizione e contemporaneità legate al paesaggio, ai suoi sviluppi e alle sue problematicità.

Liliana De Filippi, Presidente Annali dell’Architettura, che ha organizzato questo evento, ha dichiarato: “Paesaggi in transizione vuol dire puntare lo sguardo verso il cambiamento proprio per riuscire, non solo a monitorarlo, ma anche a governarlo. è la sfida veramente importante importante che abbiamo noi come architetti e come cittadini. Dobbiamo fare tesoro del degrado e dei disagi che questa pandemia ha messo in evidenza, e reagire imprimendo un cambiamento forte al nostro modo di vivere”.

Grande rilievo nella presentazione è stato dato inevitabilmente alle riflessioni sui cambiamenti che la pandemia ha apportato nella ridefinizione dello spazio. Michelangelo Russo, docente dell’Università Federico II di Napoli è intervenuto a riguardo: “La pandemia richiede una nuova forma dell’uso dello spazio. Il paesaggio diventa identità delle comunità e dei territori, consente di allargare le possibilità di abitare i nostri territori. Molti studiosi si stanno interrogando in questo periodo se è ecologico continuare a vivere nei grandi insediamenti, nelle grandi conurbazioni, o piuttosto – fondando proprio sulla capacità della rete di costruire delle interconnessioni orizzontali – non sia proprio il caso di pensare l’abitabilità di un territorio più allargato, esteso anche alle aree interne, a quegli insediamenti che consentono un senso molto forte di appartenenza, di identità”.

Lo spazio abitato diventa una forma espressiva dell’identità personale e sociale attraverso le nuove situazioni architettoniche e strutturali in cui viene riqualificata la propria abitazione, in un’ottica di sostenibilità ambientale in cui l’attenzione all’inquinamento e allo spreco di risorse fondamentali è perno della ristrutturazione della propria casa.

La Legge di Bilancio 2021, per incentivare questo sguardo collettivo ecologico (promosso anche dall’UE) ha erogato una vasta gamma di incentivi che coprono i vari lavori di ristrutturazione e riqualificazione ambientale delle abitazioni con l’Ecobonus del 110%: detrazione fiscale si applica a tutti quei lavori di isolamento termico degli edifici, installazione di impianti fotovoltaici, interventi per migliorare l’efficienza energetica.

Molte persone, durante questa pandemia, hanno rimesso mano alle proprie abitazioni iniziando piccoli lavori di ristrutturazione che altrimenti avrebbero delegato in epoca precovid. I social sono stati invasi oltre che da esperimenti culinari, anche da chi ha riscoperto il fai da te per impossibilità di ricevere professionisti e per fare economia; non solo per piccoli interventi, ma anche lavori più sofisticati sugli impianti che richiedono maestria nel maneggiare attrezzature come il rilevatore di tubi e cavi elettrici che individua dove bisogna collocare le condutture dell’impianto di riscaldamento o le pinze da imbutiture per raccordare le tubazioni.

La pandemia ha cambiato il modo di vivere il quotidiano delle persone, e – com’è stato sottolineato dalla Presidente degli Annali dell’Architettura – “farne tesoro” è una ricchezza, in larga e piccola scala. Per ascoltare le conferenze e vedere le repliche, basterà collegarsi alla pagina youtube della Fondazione Annali dell’Architettura e delle città.

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