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Fiumi di cocaina, party, lusso e tanti clienti: l’isola e gli affari di Graziano Mattera

Si tappa la bocca e non risponde al gip. E’ la scelta del difensore di fiducia, l’avv. Mauro Zollo, che punta a discutere l’ordinanza cautelare dinanzi al tribunale del riesame. Per ottenere per Mattera gli arresti domiciliari in una comunità

Paolo Mosè | Nessun sussurro da Poggioreale. Sia Graziano Mattera che Vincenzo Iafulli si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Hanno preferito rimanere in silenzio dinanzi al giudice per le indagini preliminari Vincenzo Caputo, che ha emesso nei loro confronti la misura custodiale carceraria. Un silenzio presumibilmente concordato con il difensore di fiducia di entrambi, Mauro Zollo, che ha il compito gravoso e difficile di trovare qualche soluzione, soprattutto per la posizione del Mattera, che si ritrova con una muraglia accusatoria ampia e complessa. Dovendo soprattutto confrontarsi sulle dichiarazioni che furono rese dai tre suoi custodi di sostanza stupefacente, vale a dire Michele Conte, Agostino Iacono e Giovanbattista Di Costanzo detto “Nino”.

Ed ancora con una caterva di episodi singoli per cessione di sostanze stupefacenti. Difficile trovare una soluzione allo stato che non sia quella del prolungamento a Poggioreale. Mentre per l’altro indagato, Vincenzo Iafulli, l’avv. Zollo intende affrontare il nodo delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, sulla effettiva identificazione se fosse realmente il proprio assistito a colloquiare con il Mattera. Essendo presenti diverse persone all’interno del garage di Porta Nolana dove ci sarebbe stato lo scambio della sostanza stupefacente. Ed ancora se tutti i decreti autorizzativi delle intercettazioni sia telefoniche che ambientali sono in regola e con le ultime disposizioni della Suprema Corte di Cassazione, che si è pronunciata anche a Sezioni unite.

Quest’ultimo aspetto potrà essere sciolto solo dopo aver acquisito tutta la documentazione che il pubblico ministero trasmetterà al tribunale del riesame, per la determinazione della difesa di affrontare soprattutto i gravi indizi di colpevolezza per quanto riguarda Iafulli, mentre per Mattera la strada più percorribile è quella di evidenziare che è un soggetto tossicodipendente, registrato al Sert dell’Asl, e che quindi ha assoluto bisogno di essere trasferito dal carcere presso una comunità di recupero. E’ allo stato l’unica possibilità per trovare un argomento che possa convincere il collegio della “libertà” quando sarà chiamato a decidere.

DISPONIBILITA’ FINANZIARIA
Le indagini sono state molto approfondite e significative, tant’è vero che si è scoperto che per acquistare 5 grammi di cocaina l’acquirente ha dovuto sborsare anticipatamente 400 euro. E senza sconti. E in questa ordinanza di custodia cautelare vi sono una miriade di persone che sono diventate sempre più “affascinate” dalla cocaina, facendo richieste molto insistenti. Vi sono operatori commerciali di Ischia, Barano e Sant’Angelo che nel tempo sono diventati dei fedeli acquirenti. E che con Graziano Mattera vi era un rapporto anche divenuto amichevole.

Tanto che in diverse occasioni lo spacciatore e il tossicodipendente a braccetto si recavano al ristorante con le rispettive compagne a consumare luculliani pranzi o cene. Il tutto innaffiato da vini pregiati che il Mattera chiedeva espressamente. E se il ristoratore ne era sprovvisto, come d’incanto con una telefonata (presumibilmente a qualche altro consumatore suo affiliato) arrivava in un battibaleno. Bottiglie pregiate che costano da 1.000 euro a salire. Tanta era la disponibilità economica del Mattera. E questa sua disponibilità la mostrava in modo palese, in pubblico, dando anche quel pizzico di arroganza che non guasta mai. Questo atteggiamento lo ha appalesato durante i colloqui intercettati con le “cimici” un po’ ovunque e soprattutto nella sua autovettura, una Smart di ultima generazione.

Una ricchezza sfrontata che non trovava alcuna giustificazione sui riscontri che sono stati eseguiti dai carabinieri del Nucleo operativo coordinati dal luogotenente Sergio De Luca presso l’Inps e l’Agenzia delle Entrate. A quest’ultima non risulta neanche che abbia “sottoscritto” una dichiarazione dei redditi. In tutta la sua vita solo in tre occasioni è risultato dipendente di tre società, ma per periodi molto limitati.

IL MODUS OPERANDI
Un passaggio investigativo che si è dimostrato determinante per consentire il sequestro di tutti i beni da lui posseduti, in quanto acquistati con un’attività illecita. Molto illecita. Tale da rendere questa “professione” redditizia assai.

La sua capacità finanziaria l’ha raccontata alla giovane compagna, anche lei indagata, allorquando chiedeva se fosse meglio acquistare un altro Rolex di oltre 30.000 euro o se invece il potente gommone con due motori fuoribordo, talmente potenti da schizzare sull’acqua. Natante che avrebbe voluto poi riutilizzare con un noleggio per ricavare altro denaro. Secondo gli inquirenti l’acquisto dei Rolex, della barca, dei preziosi aveva un fine ultimo, di rivenderne in parte per ottenere un guadagno. Soldi poi reinvestiti nell’acquisto di ulteriore e sempre più crescente quantitativo di sostanze stupefacenti. Partendo da cifre modeste e utilizzando questo meccanismo, in pochissimo tempo Graziano Mattera ha realizzato una fortuna. Grazie ad un giro sempre più amplificato di clienti che erano sicuri di trovare sempre la sostanza richiesta.

E a quanto pare vi sono anche personaggi insospettabili, professionisti e imprenditori che erano diventati suoi costanti interlocutori per acquistare la cocaina. Non tutti individuati, sia ben chiaro. Ma molti altri sono stati segnalati al prefetto per quanto di competenza, perché ritenuti abituali consumatori. E questi ultimi non acquistavano meno di 5 grammi e più la possibilità di sborsare cifre importanti, più circolava la cocaina a ritmo vorticoso. C’è, infatti, una festa particolare durante le festività pasquali in una nota villa, o meglio una proprietà ampia e di gente danarosa, durante la quale la droga è corsa a fiumi. Più di un testimone ha sussurrato che tanto erano “fatti”, che alcuni di questi amanti della coca hanno imitato le scimmie, arrampicandosi sugli alberi. Una festa in piena regola con la soddisfazione dei presenti. Tutto passato sotto silenzio, nessuno si è accorto di nulla.

Tornando ai tossici, oppure ai clienti non troppo abituali, l’elenco è lungo. Vi sono personaggi che già da tempo risultano essere schedati come cocainomani e di gestire importanti attività imprenditoriali. Altri invece sono i consumatori di tanto in tanto, che preferiscono “annaffiare” le feste, gli incontri anche amorosi con una spinta in più: la forza penetrante della cocaina.
Per lo spaccio dell’hashish, la politica del Mattera era ben precisa. Non vendeva mai piccoli quantitativi. Chi era interessato alla sua merce, ne doveva acquistare come minimo un panetto da 100 grammi. Le altre richieste rispedite al mittente.

In ultimo c’è da specificare che tra coloro che si sono innamorati della polvere regina vi è anche qualche tutore dell’ordine, che sono stati individuati e che sono stati identificati quali appartenenti ad un Corpo ben preciso, le cui esatte generalità non sono state per il momento trasmesse al pubblico ministero in quanto le indagini sono tuttora in corso.

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