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Fermare il traffico di stupefacenti sia la missione possibile per Ischia!

Gaetano Di Meglio | L’arresto che vi abbiamo raccontato nel dettagliato servizio di Paolo Mosè non può e non deve passare come il solito servizio di cronaca giudiziaria perché rappresenta un punto di svolta importante nella lotta al traffico delle sostanze stupefacenti sulla nostra isola.

Con Don Carlo Candido alcuni giorni facemmo una riflessione (che vi proporremo nei prossimi giorni) proprio su questo fenomeno dello spaccio locale. Non staremo qui a fare ragionamenti facili, né vogliamo scendere nella diatriba tipica della “droga libera” o “droga non libera”.

Restiamo su un binario sociale e civile che riguarda famiglie, genitori e figli e un binario di malavita organizzata e che criminalità che meritano la nostra attenzione.
L’arresto di ieri, appunto, per la prima volta mette in evidenza come l’agire dei Carabinieri di Ischia e della Procura di Napoli stia cambiando direzione. Non è più solo il sequestro di quanto ritrovato e della “merce” ma questa volta si va al sequestro preventivo dei beni. Questa volta, l’arresto non è in flagranza. Non ci troviamo davanti al corriere che sbarca dal traghetto o alla perquisizione domiciliare dopo un fermo, ma siamo davanti ad un’indagine portata avanti con maggiore attenzione che ha portato al fermo di uno degli spacciatori più grossi dell’isola.

Il comunicato ufficiale parla di “provvedimenti cautelari emessi dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli VII Sezione, che ha diretto e coordinato le indagini” e di un “decreto di sequestro preventivo di beni acquistati con i proventi dell’attività di spaccio. In particolare un gommone, un’auto, una moto, nonché orologi e gioielli di pregio, del valore di circa 120mila euro”.
Una ricostruzione minuziosa e dettagliata non solo del traffico di sostanza stupefacente ma anche dei proventi che questo garantisce. Ed è questa l’ottica entro cui l’Arma dei Carabinieri di Ischia intende muoversi anche nel futuro: sequestrare non solo la sostanza stupefacente, ma anche il patrimonio illecitamente accumulato fino a quel momento.
Il processo avrà il suo percorso e la sua storia, ad oggi, però, vorremmo che le attenzioni della comunità andassero oltre i nomi, tra l’altro noti, dei destinatari delle misure cautelari in carcere ma si focalizzassero sul fenomeno.

Questa volta i Carabinieri di Ischia hanno lavorato bene, facendo ancor più squadra. Con attenzione, con dettaglio e con disegno più ampio. Questa volta, dopo il maxi sequestro dei questo inverno con i 750 grammi di cocaina, è stata scoperta e fermata una vera e propria via dello spaccio. Una fonte di approvvigionamento importante (destinato soprattutto al mondo della movida in questo periodo estivo) che è stata bloccata e che avrà a che fare con le maglie della giustizia per non poco tempo.
L’argomento spaccio sembra aver perso di attualità. Eppure, così come era convinto anche don Carlo Candido, ci siamo lasciati distrarre dal covid, dai vaccini, dalla crisi e abbiamo perso di vista un obiettivo che, invece, è ancora più caldo e riguarda, soprattutto, un’ampia fascia dei nostri giovani.

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