lunedì, Marzo 8, 2021
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Fatture false, il pm vuole tutti alla sbarra

I difensori ribadiscono la liceità delle operazioni. Il gup Quatrano si è riservato la decisione su un maxiprocesso a rischio prescrizione

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Il comune preme sulla Curia per restituire al culto il sacro luogo. L’occasione è data dalle imminenti festività pasquali. Castagna tuona:“Non posso esimermi dall’informarVi che nulla osta all’utilizzo dell’immobile, pertanto a partire dal 15 marzo 2021 sarà cura del comune assicurare l’apertura della Basilica tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13 esclusi il sabato e la domenica, salvo ulteriori disposizioni“

Il giudice dell’udienza preliminare Nicola Quatrano ha riunito i due procedimenti penali per il confezionamento e la gestione di false fatturazioni al fine di aggirare il fisco: Fatture che erano state emesse – come evidenziato dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza – per interventi edilizi che non sarebbero mai stati realizzati, ma che servivano ad abbassare di molto gli utili di bilancio soprattutto di società e di professionisti. Il maxiprocesso coinvolge coloro che vengono ritenuti i beneficiari, con a capo gli ideatori o comunque i legali rappresentanti delle società costituite con questo scopo, mentre nell’altro procedimento riunito compaiono i fratelli Elia, che rispondono di più episodi e di cui si sono interessati due pubblici ministeri diversi.
Il pm ha confermato la volontà già espressa con la richiesta di rinviare a giudizio per tutti i cinquantatre imputati. Il nutrito schieramento difensivo ha invece sostenuto che per quanto riguarda gli imputati imprenditori e legali rappresentanti di attività alberghiere e commerciali, o titolari di immobili importanti, la trattativa con i rappresentanti delle ditte edili è avvenuta alla luce del sole, per eseguire interventi murari necessari al recupero delle strutture. Ripercorrendo i vari passaggi intercorsi, dalla richiesta e dall’ottenimento delle autorizzazioni alla progettazione degli interventi, al pagamento delle spettanze, depositando coordinate bancarie e copie degli assegni. Per quanto attiene i titolari delle società edili, i difensori hanno ribadito che le operazioni erano lecite e c’è stata un’errata interpretazione da parte di chi ha svolto le verifiche, acquisito la documentazione ed ascoltato alcuni dei coinvolti.
Il gup si è riservato la decisione. Un maxiprocesso che vede coinvolti anche personaggi importanti del mondo economico ed imprenditoriale, ma per la sua complessità e il numero degli imputati e dei difensori, rischia di concludersi con un nulla di fatto per una dichiarazione di prescrizione che potrebbe arrivare durante il dibattimento di primo grado.


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