Farmacia a Casamicciola: supponenza dentro, pericoli fuori.

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Ci sono storie che fanno schifo. E non tanto perchè la ragione sia da una parte o dall’altra, ma perché ci rendiamo conto che stiamo perdendo anche le più piccole scorte di umanità.

La storia di Napoli e dalla donna incinta è un esempio. Quello che vi raccontiamo, oggi, invece, è di Casamicciola e ha a che fare con una “farmacista”, non un controllore dei biglietti del bus, non un operaio, ma una persona che ha studiato e che dovrebbe avere a cuore la saluta degli altri.

Ecco il racconto di questa mamma, giustamente, schifata e arrabbiata.

Gentile Direttore, ti contatto per segnalarti un episidio accaduto stamattina 17 agosto. Protagonista è la farmacia di Casamicciola all’angolo del bar Topless. Come si vede dalle foto allegate all’esterno del negozio sporgono una vetrina e un espositore sul marciapiede. Mia figlia di 5 anni è accidentalmente sbattuta con la testa vicino all’espositore. Sono entrata in farmacia e ho chiesto del ghiaccio sintetico perché la bimba piangeva in seguito all’urto.
Mi è stato dato il ghiaccio, poi mi è stato chiesto cosa dovevo prendere. Ho fatto i miei acquisti e mi è stato fatto pagare anche il ghiaccio sintetico (euro 5,20) perché
“adesso chi ce li deve mettere questi soldi?”. Ho pagato, non ringraziato. Oggi è sabato e non è possibile fare un esposto nelle giuste sedi per capire la legittimità di quella vetrina e di quell’espositore arrugginito. Chiederei alla meticolosa farmacista: “lo pagate il suolo pubblico? Vetrina ed espositore hanno ricevuto i nulla osta necessari? Sono a norma? Rispettano gli standard di sicurezza?”

Fa bene questa mamma a chiedersi la legittimità della vetrina, ma più che altro ci chiediamo quale dovrebbe essere il comportamento di un farmacista che vede, nel suo locale, una bimba di 5 anni piangere perché è urtata contro una sua vetrina? Siamo certi che il comportamento corretto sia quello di far pagare una busta di ghiaccio sintetico alla mamma!

Di questi tempi, al farmacista è andata di lusso a trovare una mamma educata e arrabbiata. Immagino al reazione di una Mamma “mao mao”. Altro che suolo pubblico. Altro che esposto. Ci sarebbero stati ben altri articoli di giornale…

“Di tutta la faccenda – conclude la mamma di questa triste storia – la supponenza è stata la cosa più irritante. Ovvero creare un pericolo e fottersene”

2 Commenti

  1. Auguriamoci che la Signora vada avanti con l’esposto.
    La venale ed arrogante farmacista invece potrebbe far installare quel bidone del distributore all’interno della già ampia vetrina (che è soprattutto sporgente: sembra un balcone!) visto che è lì solo per esporre cartelloni pubblicitari. Ho i miei dubbi che lì abbiano fatto richiesta e pagato per occupare il suolo pubblico; del resto l’occupazione abusiva con vasi, fioriere, ombrelli, tavoli, sedie, espositori, paletti, ringhiere e cabine è l’attività preferita tanto del commerciante quanto dal privato cittadino isolano, che nella sua smania di possesso pensa “il muro è mio, quindi anche i dintorni”; anzi, c’è ancora chi crede che tale pratica sia consentita purchè l’ostacolo non tocchi fisicamente per terra!

  2. A Casamicciola nessuno paga il suolo pubblico. Il sindaco non vuole. (del resto da anni non lo paga) I suoi amici ambulanti non possono pagarlo. Quindi perche’ farlo pagare ad una farmacia. Meglio che i dipendenti dell ufficio tecnico e i vigili, si riposino da UNICO. E’ estate…

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