EVI e la grana dei 300mila: i sindaci “scappano” e non decidono

L’Evi ha un debito di 300mila euro con il Cisi ma vanta un credito di oltre un milione nei confronti dei Comuni. Dopo che Enzo Ferrandino ha ribadito che non ci sono soldi per pagare, ogni decisione è stata rinviata… a quando?

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Ugo De Rosa | La gestione e manutenzione della rete idrica e fognaria grava sul bilancio già in perdita dell’Evi in liquidazione. Ma i Comuni non vogliono farsene carico. E l’ultima assemblea del Cisi alla fine non ha preso una decisione.
In discussione c’era infatti anche il punto dell’ordine del giorno che aveva ad oggetto «Spese straordinarie su rete idrica e fognaria: disposizioni del Socio Cisi».

Il presidente di turno Del Deo ha quindi dato la parola al liquidatore unico Pierluca Ghirelli, che senza mezzi termini ha evidenziato, «in merito alle spese straordinarie idriche, che molti dei Comuni soci hanno palesato problemi finanziari per la liquidazione delle spese stesse, ma il credito pendente pari, oggi, ad oltre un milione di euro che grava sui bilanci Evi spa non è più sostenibile dalla società stessa. Tali spese già nel 2015 furono poste a carico dei Comuni Soci con delibera assembleare e, successivamente nel 2019 si ritenne di porre a carico una volta revocato lo stato di liquidazione».
Ebbene, l’assemblea non ha a tutt’oggi proceduto alla revoca dello stato di liquidazione e dunque Ghirelli ha chiesto ai sindaci «delle indicazioni chiare sulla copertura di tali spese, poiché la società stessa non potrà gravarsi ulteriormente di interventi straordinari, anche in considerazione della circostanza che annualmente viene pagato al Cisi un canone di circa 300.000 euro per l’utilizzo delle reti».

Il liquidatore ha dunque invitato l’assemblea «a valutare l’opportunità di affidare ad altro soggetto pubblico la gestione delle reti» per assicurare la necessaria continuità nella gestione oltre che «per assicurare una piena capacità di investimento e di gestione di finanziamenti pubblici, al fine di procedere ai necessari interventi infrastrutturali per il rinnovo delle oramai vetuste reti».
In alternativa, Ghirelli ha invitato «nuovamente a valutare l’adozione di tutti gli atti per poter eliminare lo stato di liquidazione in capo all’Evi spa, un percorso che ormai dura da anni e che per eventualmente concludersi richiederà comunque almeno ulteriori sei mesi».

Storia vecchia, con gli investimenti bloccati. Ma anche stavolta è finita con un buco nell’acqua. Infatti è intervenuto il sindaco di Ischia, che ha fatto presente «che le spese in argomento devono gravare sul ciclo integrato delle acque e, pertanto, non potranno essere poste a carico dei bilanci comunali, considerato che i Comuni soci hanno delle difficoltà finanziarie per il pareggio dei conti».
Alla fine, «dopo articolata discussione in merito e non essendoci ulteriori interventi, l’assemblea non procede per il momento ad assumere alcun provvedimento», si legge nel verbale.
Dopo l’intervento di Enzo, si è deciso… di non decidere. Il bilancio dell’Evi resta gravato da gestione e manutenzione delle reti. Mentre i disservizi causati dalla mancanza di interventi di rinnovo delle stesse reti, ormai vecchie e spesso soggette a cedimenti, gravano sugli utenti, ovvero sulla intera comunità.

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