Esclusiva. Disastro ambientale per il blackout del 2009, tutti assolti!

    Sindaci, liquidatori e titolare dell’impresa si salvano grazie ad assoluzioni e prescrizioni

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    Nessuna condanna nel processo che vedeva imputati i sindaci in qualità di componenti del consiglio di amministrazione dell’Evi o i loro delegati e i liquidatori dell’azienda, nonché il titolare della società che si occupava della manutenzione per la fuoriuscita di liquami dalla condotta fognaria di Cava Ruffano a seguito del blackout del 10 agosto del 2009. Il gruppo elettrogeno che doveva far fronte alle emergenze, infatti, non entrò in funzione. Processo che vedeva imputati Giovanni Buono, all’epoca dei fatti presidente del Cda della Evi spa; Domenico De Siano, attuale senatore della Repubblica e già sindaco di Lacco Ameno, nella qualità di consigliere del Cda Evi spa; Cesare Mattera, all’epoca consigliere del Cda Evi spa; Giuseppe Ferrandino, attuale sindaco di Ischia, all’epoca consigliere dell’Evi; Giuseppe Gaudioso, componente del Cda Evi spa; Maurizio Pirulli, nella qualità di consigliere delegato del comune di Casamicciola nell’Evi spa; Francesco Regine, all’epoca sindaco di Forio e consigliere del Cda Evi; Domenico Pirozzi, ex direttore generale del comune d’Ischia all’epoca dei fatti presidente liquidatore dell’Evi spa; Renato Borsò, nella qualità di componente del collegio liquidatori Evi spa; Vincenzo Rando, nella qualità di componente del collegio liquidatori Evi spa; Saverio Caronte, rappresentante legale della società “Elci Impianti srl”.

    Le accuse erano di disastro ambientale, inquinamento delle spiagge e del mare, getto di cose pericolose e alterazione dell’ambiente marino, in particolare ricadente nell’Area marina protetta.

    Con sentenza predibattimentale, come richiesto dalla difesa, il giudice ha assolto i sindaci in quanto all’epoca erano già cessate le funzioni del consiglio di amministrazione, dopo la messa in liquidazione dell’Evi.

    Per i liquidatori e il titolare della “Elci”, il giudice ha ritenuto persistente l’ipotesi di disastro ambientale, ma ne ha dichiarato la prescrizione, come pure per il getto di cose pericolose e l’alterazione con danno ambientale marino. Mentre li ha assolti dall’accusa di inquinamento legato alle spiagge.

     

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