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Enzo Di Maio: «Il Bilancio? Un bel libro dei sogni…»

Ennesimo Consiglio comunale deludente a Forio. Nessuna risposta dalla maggioranza anche sulla questione water front

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Ugo De Rosa | Quello che si è svolto nelle settimana scorse è stato l’ennesimo Consiglio comunale a Forio in cui la maggioranza si è sottratta al confronto con l’opposizione su temi importanti come il bilancio e le opere pubbliche. Vediamo come ha vissuto la seduta il consigliere Enzo Di Maio.

Consiglio comunale sul bilancio, importante momento di confronto tra opposizione e maggioranza. Ma sembra che la maggioranza non lo abbia preso sul serio o stia giocando un po’ con il pallottoliere, con i numeri per mettere a posto le carte, poi nella sostanza il bilancio non produce effetti sul territorio…
«Posso correggerti? Il confronto non c’è perché noi come opposizione stiamo trovando una serie di incongruità, di chiacchiere sul bilancio ma in realtà non ci danno risposte concrete. E quando facciamo domande non ci rispondono. Non abbiamo avuto una risposta in tutto il Consiglio comunale. Abbiamo indicato una serie di criticità di questo Consiglio comunale preventivo. E’ un bel libro dei sogni ma in realtà non ci dicono realmente come spenderanno questi soldi. Io ho chiesto di dare una risposta su quali sono gli investimenti per turismo, cultura, agricoltura perché non sono indicati. C’è una bella premessa, un bel copia e incolla con tante parole, ma poi alla fine la considerazione finale quale è? Considerazioni su una serie di opere pubbliche che sono probabilmente quelle che vorranno fare e sulle quali siamo ancora più preoccupati. Se saranno come quelle realizzate ora, in cui sono stati buttati un sacco di soldi, tipo il palazzo comunale in cui sono stati buttati 1 milione di euro e ora la metà non è agibile, ciò mi fa sorridere se non piangere. Quelli sono soldi del nostro comune e ci piange il cuore. Oggi che abbiamo veramente tutti dei problemi, anche per spendere 1 euro, bisognerebbe ragionare di più. Cosa che questa amministrazione non fa».

Che risposta vi hanno dato sul water front?
«Non ci sono sottoservizi. Le strutture che loro consideravano vetuste le hanno abbattute, chiaramente con una pressione sugli esercizi commerciali, chiamiamola pressione. Ma la cosa più grave è che non riusciamo a far capire loro un concetto. Il progetto ci può anche stare, noi lo avremmo fatto diversamente, ma l’idea di rimettere a posto quella zona ci sta, però contestualmente va fatto un ragionamento di un parcheggio a monte perché quella zona andrebbe chiusa al traffico veicolare. Mancano tutte queste cose. Anche le iniziative che come idea andrebbero bene, poi mancano gli aspetti fondamentali per farle funzionare per bene, sembra che vogliano solo fare il lavoro e poi basta. Lì non ci sono sottoservizi, noi siamo anche preoccupati perché a lungo andare creeranno dei problemi».

Ad un certo punto voi ponevate delle domande per interloquire con Davide Castagliuolo, ma lui non c’era.
«Si era assentato, io su questo sono sempre dispiaciuto. Io presto attenzione a tutti gli interventi, prima cosa perché è mio dovere farlo, la gente mi ha dato questa responsabilità. Ma la cosa grave è che spesso il tavolo di presidenza è assente. Se il Consiglio comunale deve diventare una cosa formale, solo di voti, loro chiaramente hanno la maggioranza e sarebbe preferibile non farlo. Ma non per la minoranza… io ho spiegato ai consiglieri che noi siamo lì non per rappresentare noi stessi, ma i cittadini e penso sia doveroso spiegare loro come spendiamo i fondi. Purtroppo evidentemente questi signori badano molto di più ai loro interessi che a queste cose».

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