Enzo alla prova del nove: o lo massacri, o perdi

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E’ vero, il mio binge watching produce effetti, forse, indesiderati e tra “Frank Underwood” (meravigliosa la presentazione della season 4) e “Harvey Specter” della meno nota (rispetto ad Houses of Card) “Suits” credo che gli ultimi eventi del comune di Ischia abbiano segnato il vero giro di boa per Enzo Ferrandino.

Un giro di boa che mina alla credibilità politica della sua potenziale leadership e che segna l’intera carriera politica dell’attuale vicesindaco del Comune di Ischia.

Anche perché non siamo davanti ad un gesto estremo e condannabile come quello di Carmelo Buono contro Carmine Barile, ma ci troviamo in una condizione completamente diversa.

Sia al Marconi che alla Media Scotti si rompono gli impianti di riscaldamento, il vicesindaco prova la via bonaria per la risoluzione del problema ma la macchina amministrativa del comune di Ischia si incaglia nelle reti larghe di quei dipendenti pubblici “cancro della nostra nazione che aspettano lo stipendio a fine mese”, almeno in linea generale. Nello specifico parliamo degli stessi dipendenti che volevano “azzuppare” il loro biscotto nella torta del GAC senza aver fatto nulla e senza aver lavorato. E’ questo l’andazzo, ma torniamo all’aspetto politico.

Enzo Ferrandino, come giusto che sia, scrive ai dirigenti dei vari settori una nota dai toni duri e, come reazione, riceve uno schiaffo in pieno volto dal fratello di Salvatore Mazzella, il consigliere comunale, Raffaele. Il dirigente, infastidito dalla nota del vicesindaco, risponde al richiamo del vicesindaco con una nota ancora più severa e, invece di limitarsi all’esposizione della sua versione o alla sua difesa, attacca in maniera frontale il suo “datore” di lavoro.

Secondo il dirigente, infatti, “tutto quanto riportato nella nota del vice sindaco Vincenzo Ferrandino è completamente privo di fondamento e falso” e ancora «venga data smentita alla nota protocollo n.66 del 15.12.2015 del Vice Sindaco dott. Vincenzo Ferrandino con il medesimo clamore, scalpore e tumultuosità sui media locali giornali e televisione. Si avverte che in mancanza, come già comunicato verbalmente alla giunta alle ore 18,30 del 15.12.2015, si adiranno le vie legali per il rispetto, la salvaguardia e la difesa della sua persona in ogni campo, sindacale, amministrativo, civile e penale».

Uno scontro che non è rimasto segreto e che valicando la soglia del palazzo di Via Iasolino assume, oggi, tutto il clamore, lo scalpore e la tumultuosità che lo stesso Mazzella richiama.

Un fatto politico a tutti gli effetti e che, come ho già evidenziato, mina alla credibilità politica della leadership di Enzo Ferrandino.

Davvero un dipendente comunale può mettere alla berlina, come ha fatto Mazzella, Enzo Ferranino? Davvero si può pensare di consentire ad un dirigente di scrivere che un atto sottoscritto da un amministratore in carica sia “completamente privo di fondamento”. Se sì, allora Enzo Ferrandino si deve dimettere oggi stesso. Se no, invece, bisogna dimostrarlo prima con i fatti e poi prendere provvedimenti contro il dirigente.

Il fatto grave, però, è che se la lettera l’avesse firmata Giosi Ferrandino, Salvatore Mazzella (anche se credo che il fratello di Salvatore, abbia fatto l’ariete per Saurino e gli altri) non avrebbe mai reagito in questo modo. Ne sono convinto al 100%. Raffaele Mazzella ha reagito così perché non riconosce la leadership di Enzo Ferrandino. E se Enzo Ferrandino lascia passare e sceglie la strada del “volemose bene” allora significa che non è all’altezza. La verità è che questa vicenda non coinvolge solo il vice sindaco (che poi dovrebbe essere anche il futuro sindaco e l’attuale capitano se consideriamo Giosi ai box) ma riguarda l’intera giunta. L’intera maggioranza. Abbiamo un vicesindaco “cazzaro” che scrive note “completamente prive di fondamento”? Personalmente credo in Enzo Ferrandino. Per quanto ne so, gli uffici stavano giocando ai preventivi e alle letterine scaricabarile. Salvatore Sirabella, in una nota, lo conferma: manca la determina dirigenziale e l’impegno di spesa.

Lo scontro non è più “privato” ed è prettamente politico.  E in gioco c’è la credibilità di Enzo Ferrandino. Vediamo che succede.

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