Enrico Buonocore, il “Maradonino di Ischia”

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Oggi, 14 ottobre, é una data molto particolare per il mondo dello sport isolano, anzi, per il calcio isolano.
L’Acr Messina ha ricordato in un bellissimo articolo il “Maradonino di Ischia”, Enrico Buonocore, che proprio in questo giorno d 15 anni fa si rese protagonista di uno splendido match, segnando un goal da cineteca.
Il 14 ottobre 2001 allo Stadio “Giovanni Celeste” di Messina – scrive l’Acr Messina – è in programma il derby con il Palermo valevole per la 9° giornata del campionato di Serie B. Un calciatore fantastico, stellare e soprattutto non umano, mette la firma su quell’indimenticabile match giocato fino all’ultima stilla di sudore. Naturalmente stiamo parlando de “IL PIBE DE ORO” biancoscudato, di Enrico Buonocore, ribattezzato giustamente il “Maradonino di Ischia”.

Il “Catino” di Via Oreto è stracolmo, i botteghini fanno registrare il “Sold Out”, neanche un posto libero è rimasto sugli spalti, c’è aria di festa e di partita importante. A Messina giallorossi e rosanero tornano a contendersi il derby isolano in cadetteria dopo parecchi anni anonimi in categorie inferiori. Il tecnico dei peloritani è Arrigoni che con la sua spalla Apuzzo schiera il seguente undici iniziale: Manitta, Portanova, Bertoni, Campolo, Di Meglio, Marra S., D’Alterio, Obbedio, Godeas, Buonocore, Gutierrez. Nella panchina rivale siede, invece, un allenatore che poi farà la storia nella città dello Stretto, stiamo parlando evidentemente di Bortolo Mutti. Tutto è pronto… dirige il match, una sfida così importante per blasone e punti in palio, la giacchetta nera più prestigiosa del panorama nazionale e internazionale, Pierluigi Collina di Viareggio. C’è tensione sul terreno di gioco e nessuno vuole perdere, questa è la “Gara”, un appuntamento affascinante e dal sapore antico, basti pensare che il primo incontro della storia calcistica di entrambi i club fu proprio tra le due antiche e nobili capitali di Sicilia il 18 aprile 1901, data in cui, anche se molti anni dopo, nascerà Arturo Di Napoli, ma ritorniamo al derby in questione e alla sfida del Celeste. Nonostante le due compagini siano in fase di studio, è la squadra di casa quella che sembra voler prendere le redini del gioco, è il Messina che vuole fare bella figura dinanzi al suo pubblico che con passione e amore incita i propri beniamini chiedendogli di non mollare mai con la speranza di ottenere il bottino pieno. E alla prima vera azione pericolosa mentre si è giunti al 34’ accade ciò che tutti hanno sognato prima del match. Per una trattenuta in area ai danni di Gutierrez, Collina non ci pensa sù e senza tentennamenti decreta il penalty per i messinesi. Sbloccherà il risultato Denis Godeas grazie ad un rigore eseguito in maniera perfetta e chirurgica. Il Celeste impazzisce, è una bolgia infernale, finisce così il primo tempo con i biancoscudati avanti per una rete a zero. Si ritorna in campo e avviene quello che non ti aspetti: il colpo di genio del regista che si inventa una perla d’autore per il suo prossimo film, ma stavolta non è finzione cinematografica bensì il gesto tecnico di un calciatore vero, reale… ciak si gira…

…Gutierrez sull’out di destra passa la sfera a Buonocore il quale spalle alla porta si gira a sinistra con l’intento di ripiegare verso il centro del campo, aggira abilmente due calciatori per l’esattezza Montalbano e Valoti, il primo tenta in tutti i modi di rincorrerlo, ma inutilmente. Il 10 giallorosso inizia a puntare la porta nemica, tra lui e il goal, tra lui e quello che sembra impossibile, ci sono molti calciatori rosanero, ma Maradonino vuole entrare nella storia del club, così inizia una serie di dribbling innestando la modalità: “Magia”.

Evita, come un bambino potrebbe bere un bicchier d’acqua, prima Amerini e poi Guerra che provano invano a fermarlo. Il fuoriclasse del Messina li salta entrambi con un sinistro-destro micidiale che tramortisce e fa saltare l’intera retroguardia avversaria. Il fantasista peloritano giunge in area, in solitaria, a tu per tu con l’estremo Sicignano. L’unico che prova ancora a intervenire sul fantasista ischitano è il numero 5 Chionna, ma anch’egli ormai è in netto ritardo sul campione biancoscudato. Enrico, di fatto, con la sua giocata impensata fa saltare tutti gli schemi e tra la normalità e l‘apoteosi c’è solo il numero uno rosanero pronto a contrastarlo e a dirgli di no, ma il Pibe campano calcia da autentico fuoriclasse e senza esitazione lascia partire un tiro angolato e preciso verso la porta palermitana; il portiere rivale è ormai battuto e non può più intercettare il pallone che gonfia il sacco: goal, goal rete!!!

Esplode la Sud, urla la nord, salta in piedi in tripudio la gradinata, batte le mani vigorosamente la tribuna coperta e tutti fanno fatica a credere ai loro occhi e a comprendere esattamente cosa sia accaduto al minuto 58’ di quella disputa inebriante. Al “Celeste” va così di scena un minuto e mezzo di “standing ovation”, tutta, per il fantasista giallorosso che si ritrova accanto il compagno di squadra Sasà Marra pronto a lustrargli quello “scarpino” che ha deliziato con i tocchi magici la platea della “Bombonera” di Viale Gazzi sinceramente sbigottita e felice.

L’indomani le testate nazionali e locali a tutta pagina scriveranno in termini entusiastici dell’ impresa di Enrico Buonocore. Tuttosport scriverà: “Buonocore una meraviglia”; la Gazzetta dello Sport: “Gioiello di Buonocore”; la Gazzetta del Sud: “Buonocore in versione Dieguito” e successivamente altri titoloni quali: “Dammi tre parole Sole, Buonocore e amore”, Prodezza alla Maradona”, “Buonocore, un goal da campione”, “Magia di Buonocore” e molti altri ancora che immortaleranno quella giornata indimenticabile per gli uomini di Aliotta e per tutta la tifoseria messinese

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