Enpa in azione, ma il cacciatore si dà alla fuga

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M.M., baranese, dovrà rispondere alla accuse di rifiuto di generalità a Pubblici Ufficiali, resistenza e fuga

 

Lo scorso 5 dicembre, in un sentiero boschivo, in zona denominata “Lanternino” ricadente nel territorio di Barano d’Ischia, durante un controllo d’istituto delle guardie zoofile ENPA (l’Ente Nazionale Protezione Animali), sono stati incrociati due cacciatori armati di fucili semiautomatici che sul ciglio del sentiero erano in chiaro atteggiamento di caccia con l’ausilio di un cane pezzato di razza breton.

Come da prassi, le guardie hanno chiesto di visionare i documenti di caccia e l’iscrizione all’anagrafe canina dell’animale al seguito. Uno dei due cacciatori rifiutava di mostrare i documenti, e per tal motivo è stato richiesto immediatamente il supporto di una  pattuglie dei carabinieri, ma mentre gli agenti erano intenti a visionare i documenti dell’altro cacciatore l’uomo armato si dava a precipitosa fuga dirigendosi verso un auto parcheggiata sulla strada sterrata, e dopo aver immesso con forza il cane nell’autovettura velocemente si allontanava. Gli agenti però sono riusciti a rilevare il numero di targa e a segnalare il fuggitivo M.M. residente a Barano, alla Procura della Repubblica per reati penali quali: rifiuto di generalità a Pubblici Ufficiali, resistenza e fuga. Oltre che alla Procura della Repubblica un articolata denuncia è stata presentata anche ai carabinieri ed alla polizia di Stato, al fine di verificare la corretta tenuta dell’arma ed i titoli in possesso, nonché tutti i versamenti delle tasse dovute previste dalla legge per poter esercitare l’attività venatoria.

Si precisa per non incorrere in altri episodi del genere, che possono avere gravi conseguenze penali, che l’Ufficio per gli affari della polizia amministrativa e sociale del Dipartimento della pubblica sicurezza ha ribadito che le guardie zoofile, come le guardie venatorie volontarie di nomina provinciale, sono Pubblici Ufficiali e, quindi, il cacciatore sottoposto al controllo deve, se richiesto, declinare le proprie generalità ed esibire i titoli autorizzativi. Inoltre la legge sulla caccia n.157/92 all’art. 28 recita quanto segue: “I soggetti preposti alla vigilanza venatoria ai sensi dell’articolo 27 possono chiedere a qualsiasi persona trovata in possesso di armi o arnesi atti alla caccia, in esercizio o in attitudine di caccia, la esibizione della licenza di porto di fucile per uso di caccia, del tesserino di cui all’articolo 12, comma 12, del contrassegno della polizza di assicurazione nonché della fauna selvatica abbattuta o catturata”. Ed inoltre una nota della prefettura di Napoli precisa che il Ministero dell’Interno considera “del tutto evidente che la disposizione statale quadro in materia di vigilanza venatoria, recata all’art. 27 della Legge 157/1992, nell’elencare i soggetti abilitati ai relativi compiti, fa riferimento alle sole guardie zoofile riconosciute “da leggi regionali”, precisazione di cui non può non tenersi conto”. E ancora: “A tali guardie vanno aggiunte, ai sensi dell’art. 37 della stessa legge quadro le guardie zoofile volontarie dell’Ente nazionale per la protezione degli animali, le quali- peraltro- sono ammesse all’esercizio di tali compiti a norma dell’articolo 27, comma 1, lettera b)”.

Oltretutto per gli animali d’affezione vale anche la qualifica di Agente di Polizia Giudiziaria stabiliti dalla legge 189/04, in relazione al Codice di Procedura Penale e così come confermato dalla Cassazione”. Infine le guardie dell’E.N.P.A sono le uniche a poter esercitare in base a dispositivi, leggi e regolamenti anche le funzioni di Polizia veterinaria e di vigilanza sulla pesca. Congiuntamente anche alle altre forze di polizia presenti sul territorio, i controlli sul rispetto delle leggi di tutela fauna ed ambiente proseguiranno anche per le prossime settimane  e non solo sull’attività venatoria.

2 Commenti

  1. Povero stupido,intanto speriamo che per questa sua bravata si sia giocato il.porto d’armi,così uno in meno!

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