ENEL proseguono i controlli la suoi Cavi: Ispezioni a la Fundera

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Dopo la paura dei giorni scorsi, il black out che l’8 aprile scorso ha messa paura all’isola proseguono le ispezioni. Enel controlla ancora la “salute” dei suoi Cavi in zona Fundera, a terra ed in mare. Dopo i controlli dello scorso marzo e le ispezioni sul cavo elettrico sottomarino affidati alla ABYSSLAB, gli operai ENEL, stanno controllando anche la tenuta dei cavidotti in località Fundera. L’arenile, punto d’approdo del cavo Kv 150 di Cuma,è stato smosso e scavato fino a raggiungere le condotte elettriche da verificare.

I lavori di ispezione dei cavi elettrici sottomarini Kv 150 Cuma – Lacco Ameno, per conto della Terna proseguono, dunque , sulla spiaggia e lungo le tracce stradali per garantire che nessun disagio possa registrarsi nei prossimi mesi,anche, in vista della stagione estiva.
Le ispezioni proseguiranno poi fino alla centrale elettrica di Via Fundera.

Non sono mancati, però, i malumori e le perplessità di alcuni cittadini preoccupati per il perdurare dei lavori e le possibili ripercussioni ambientali dei lavori in corso, con effetti è possibili agenti inquinati presenti sulla spiaggia ed in mare a causa dei lavori e del dilavamento di oli e sostanze fuoriuscite dai cavi elettrici e dai mezzi meccanici a lavoro. Al momento, però, i timori sembrano poter essere fugati con gli operai Enel impegnati ad assumere tutte le precauzioni del caso. In ogni caso massima allerta e controlli capillari delle autorità nell’area della Fundera.

4 Commenti

  1. sono gia’ stati segnalati sversamenti in mare, bisogna stare attenti, nel 2007 furono rilevati alti livelli di diossina per episodi simili, confidiamo nella stampa libera.

  2. Circa una decina di giorni fa, mentre passeggiavo per il lungomare, e prima che iniziasse lo scavo, si notava un liquido galleggiante sul bagnasciuga, di cosa si trattava?

  3. Ben vi sta. Lacchesi vigliacchi. Quando ho fermato le ruspe tutti dietro le finestre a fare la spia. Tutti sospettosi pur avendo l’appoggio del prof. Monti.E pensare che per le varie denuncie presentate è stata trovata anche l’autorizzazione alla centrale da parte di un ministero che non esiste. Ma tutti zitti. Avete arricchito alcuni sulla vostra pelle. E pensare che i cavi attraversano aree marine protette. e pensare che il progetto iniziale (A) era per la costruzione fuori del centro abitato a Punta Caruso, ma li un ex ministro che ha molta proprietà non volle.E pensare che la legge vieta queste installazioni nei centri abitati, e voi l’avete confinante con l’ospedale Rizzoli, con la scuola, col parco Fundera, le case popolari ecc… la stampa locale prima complice

  4. Come mai questo non è un “ecomostro” ? pur essendo stato realizzato in dispregio e con divieto esplicito della normativa Italiana ed europea di collocazione in centro abitato di impianti di trasformazione. Poi parliamo di trivellazioni. Mi vien da ridere….Perché gli ecomostri sono sempre i più deboli, ma quando si tocca l’industria più grande di Italia, ENEL tutti zitti anche quando vengono prodotti documentazioni fasulle. Che le diossine vi scanzino e elettromagnetismo vi risparmi…questione di tempo…vedremo

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