Emergenza Senza Fissa Dimora. Maria D’Ascia: “Senza dimora e non senza una dignità!”

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Maria d’Ascia per il Presidio di LIBERA e Fausta Piccolo per il Comitato Solidali Pro Mensa, hanno scritto una nota ai sindaci di Ischia in merito all’emergenza dei senza tetto sull’isola d’Ischia. Eccola.

E’ sempre tempo di lottare per l’eguaglianza.

Il Presidio di LIBERA di Ischia e Procida “Gaetano Montanino” e il Comitato Solidali Pro Mensa sono uniti per un nuovo condiviso appello a favore dei Senza Fissa Dimora dell’Isola d’Ischia. Secondo una definizione dell’Istat, Senza Fissa Dimora è considerato chi versa in uno stato di povertà materiale e immateriale e soffre l’impossibilità di provvedere autonomamente al reperimento e al mantenimento di un’abitazione in senso proprio; Senza Fissa Dimora è chi vive negli spazi pubblici (per strada, in baracche, in macchine, in roulotte) o nei dormitori notturni.

I Senza Fissa Dimora non sono un gruppo omogeneo: le cause della loro condizione sono simili… la perdita del lavoro, della salute, della famiglia… ma le loro storie sono tutte uniche e tutte diverse. Quello che possiamo fare per dare valore a queste storie e a queste vite è riconoscere l’iscrizione anagrafica ai SFD, dar loro “la residenza”, la certificazione di esistere, la certezza di avere dei diritti civili e di poterli esercitare. Alla residenza anagrafica è infatti legata la possibilità di ottenere la carta d’identità, la tessera sanitaria e quella elettorale e con esse la fruizione dei servizi sanitari, socioassistenziali e abitativi, erogati dagli enti locali. L’emergenza sanitaria ha moltiplicato le criticità ed estremizzato l’annoso problema dell’esclusione dei Senza Fissa Dimora dal Servizio Sanitario Nazionale (istituito – ricordiamolo! – su principi di universalità, uguaglianza ed equità) e con essa dalle periodiche campagne di screening e in qualche caso, addirittura! dall’accesso in Ospedale.

L’iscrizione all’anagrafe comunale è un diritto soggettivo riconosciuto dal nostro ordinamento (Legge n. 1228 del 24.12.1954) a tutti i cittadini che ne hanno facoltà, italiani e stranieri, comunitari e non, regolarmente soggiornanti sul nostro territorio.

Tutte le prassi discrezionali – la titolarità di un rapporto di lavoro, la disponibilità di un’abitazione, l’occorrenza di legami familiari – imposte da alcune amministrazioni per il rilascio della residenza, sono di fatto arbitrarie e violano la legislazione nazionale. L’Articolo 43 del Codice Civile prescrive che ai Senza Fissa Dimora, che non risultino risiedere e dimorare in un Comune specifico, venga attribuita la residenza in considerazione del domicilio, il luogo in cui i SFD stabiliscono – effettivamente e volontariamente – la sede principale dei loro interessi; il posto in cui gravitano le loro attività. Per molti di loro, sulla nostra Isola, questo luogo è la Mensa del Sorriso, la mensa sociale che si trova a Casamicciola Terme, condotta dal Comitato Solidali Pro Mensa.

In quanto organizzazione territoriale impegnata a servire pasti, la Mensa del Sorriso osserva e analizza fenomeni di povertà e di esclusione sociale: l’ambiente conviviale in cui opera si presta all’ascolto delle esperienze di grave marginalità che coinvolgono i suoi ospiti, rappresentati per il 50% da homeless.

I volontari della Mensa, sono disponibili ad offrire alle Istituzioni un supporto per approfondire la conoscenza delle problematiche dei SFD sull’Isola nonché per definire gli interventi da promuovere.

Già in precedenti occasioni chi scrive ha sollecitato le Istituzioni ad adottare soluzioni e misure – temporanee o definitive – ma nessuna di esse ha finora dimostrato di volersi mettere nei panni poco confortevoli di questi vituperati cittadini.

Dobbiamo rispettare i diritti fondamentali e rispondere ai bisogni materiali immediati dei SFD: è improcrastinabile la definizione di soluzioni abitative nonché l’istituzione di un Piano di Inclusione Sociale per sostenere la realizzazione dello sviluppo umano integrale di questi emarginati. Serve un cambio di paradigma e servono interlocutori affidabili e strumenti efficaci: gli scriventi chiedono di costituire una rete di soggetti pubblici e del Terzo Settore con il coinvolgimento dell’ambito territoriale socio-assistenziale per far convergere risorse umane ed economiche ed istituire un tavolo di co-progettazione, anche per scongiurare il potenziale aumento del popolo della strada, perché la crisi economica sta compromettendo definitivamente la situazione dei lavoratori isolani, già estremamente drammatica a causa del lavoro stagionale, del lavoro precario, del lavoro nero e della disoccupazione… fattori atavici di emarginazione e povertà della nostra Isola .

Le persone senza dimora, che eleggono il domicilio in un Comune al solo fine dell’iscrizione anagrafica possono essere iscritte in una via fittizia, territorialmente non esistente ma equivalente sotto il profilo giuridico. L’istituzione di una via fittizia – prevista dalla Circolare Istat n. 29/1992 – è funzionale al rilascio della residenza e dei diritti connessi, nonché all’identificazione della persona e della sua storia sociale. Queste azioni consentono di soddisfare un duplice obiettivo del nostro ordinamento e della nostra Costituzione: promuovere il legame di ogni cittadino con il territorio e conoscere le caratteristiche della popolazione presente.

Viviamo un tempo complesso ma il futuro che ci riguarda deve includere la crescita culturale e sociale dei più deboli. E’ necessario condividere un progetto comune che tuteli i diritti fondamentali – libertà, uguaglianza, fratellanza – valori essenziali della nostra identità europea. Ci auguriamo che i Sindaci dell’Isola d’Ischia si assumano la responsabilità del benessere dei Senza Fissa Dimora e predispongano al più presto gli atti necessari per conferire loro la “residenza”. Se così non fosse, LIBERA, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie avrà l’obbligo di segnalare inadempienze e procedimenti discriminatori alle autorità competenti.

“La cittadinanza politica progredisce mentre regredisce la cittadinanza sociale. Questa lacerazione della democrazia, di cui la crescita delle disuguaglianze è al contempo indizio e motore, è il fenomeno principale del nostro tempo, portatore delle più terribili minacce. Se dovesse persistere tale situazione, il regime democratico potrebbe vacillare”. N. Bobbio

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