fbpx

Emanuele D’Abundo, ecco perchè lascio l’Ischia Calcio e la riconsegno ai tifosi

Must Read

Il futuro dell’Ischia Calcio è ad un bivio: o il gruppo dei tifosi ritira il titolo e subentra nelle quote della SRL costituta da D’Abundo (come accade in ogni SRL di questo mondo!) o D’Abundo sceglie tra le 3 opzioni che ha sul tavolo. Questa è l’estrema sintesi.

In una lunga intervista, esclusiva (pubblicata prima di tutti sui social!), Emanuele D’Abundo ci ha raccontato le sue motivazioni e le sue ragioni. Ragioni che hanno un filo logico e di coerenza.

«Volevo fare una dichiarazione visto il momento. Mi avete sempre tacciato di non parlare e io non ho parlato per un motivo abbastanza semplice, perché ritengo che avendo parlato all’inizio, cioè quando ho preso l’Ischia e aver detto qual era il progetto che volevo portare avanti e la tempistica in cui lo volevo portare avanti, poi, nel mezzo dovevano parlare le persone che lo portavano avanti. Io avrei parlato alla fine se si fosse realizzato oppure no» inizia così D’Abundo e chiarisce il primo punto critico con cui, spesso, è stato al centro delle attenzioni. Non c’è bisogno di conoscerlo, ma pensare che non ha mai proferito una sola parola sul mondo dei trasporti marittimi, sarebbe dovuto essere un biglietto da visita valido anche per il mondo del calcio che, fino a prova contraria, si muove sulle gambe degli uomini.

«Visto che sono un po’ di mesi che ho maturato la convinzione – continua D’Abundo – che il mio ciclo con l’Ischia sia arrivato al termine, ho deciso di passare la mano e, in questo momento, appunto, ho deciso di riparlare. Molto semplicemente ho letto di tutto in questi giorni. Senza polemica, ovviamente, senza fare inutili questioni, così come avevo concordato con i tifosi che, a differenza di come qualcuno dice, non avevamo messo per iscritto nulla quando i tifosi mi diedero il titolo e me lo diedero gratis, proprio come poi è stato scritto, ci fu un accordo morale, sulla parola e non per iscritto. Qualora io avessi deciso di lasciare, avrei restituito il titolo a loro. E visto che per me la parola data vale più di un contratto scritto, a quello mi sono attenuto» difficile essere più chiari. Magari si può accettare o meno, ma questo è il dato che non apre a nessuna “seconda domanda”.

«Tanto è vero – chiosa il presidente dell’Ischia – che ho chiamato la delegazione dei tifosi che all’epoca mi ha consegnato il titolo dell’Ischia, che oggi (ieri, ndr) sono venuti qui in ufficio a Napoli e a cui ho comunicato questa decisione. E l’ho comunicata a quel gruppo di tifosi che mi aveva all’epoca consegnato il titolo dell’Ischia. Ora, se vogliono, mi dicono, gli esisti e le loro decisioni e io gli restituirò il titolo. Poi loro vedranno cosa fare e che come andare avanti?»

Presidente, tu restituisci il titolo. Di queste voci di possibili acquirenti e di possibili cessioni, cosa vuoi dire?

«Ma, ogni tanto si avvicina qualcuno, ma pure negli anni scorsi, non solo quest’anno. A me fa ridere che quest’anno è uscito, ma anche l’anno scorso, anche due anni fa sono venute fuori persone che volevano ed erano interessate a prendersi la società. A parte il fatto che il 90% delle volte sono rimaste voci, nel senso che sono venuti qua, hanno parlato di tutto lo scibile umano, più o meno, e poi dopo sono sparite. E così pure quest’anno è successo, ma non solo da… Ho letto di una trattativa, una due diligence, cosa che non c’è stata, insomma che non c’è non c’è stato niente di tutto quello che ha scritto il tuo giornale» fin qui il racconto di D’Abundo. Lo abbiamo già spiegato in un’altra parte del giornale, ma noi abbiamo scritto, con tutte le certezze del caso, di cose che lo stesso D’Abundo dopo averle smentite, conferma: «Ci sono stati degli interessamenti da parte di 2 o 3 persone per l’Ischia, poi sono rimasti tale perché nel momento in cui avevo preso la decisione di lasciare, ho chiamato i tifosi per dire: “Guardate, io lascio a voi”. Se poi loro non la volessero, a quel punto vedrò a chi affidarlo»

E’ inutile continuare con la polemica sulle possibili cordate. Tutto confermato, anzi più avanti saranno anche allargate!

Ma già c’è qualcuno?

«Più di uno mi ha contattato anche quest’anno, ma ripeto, anche l’anno scorso fui contattato da un paio di persone perché volevano il titolo dell’Ischia, cioè volevano subentrare e volevano gestire l’Ischia. Non è solo quest’anno, succede più o meno ogni anno a fine campionato».

Cosa ha detto e cosa da ai tifosi? La società e la proprietà?

«Ai tifosi ho detto, semplicemente e con molta serenità, ripeto, perché non ce ne sarebbe motivo di avere altri sentimenti al momento, che ritengo concluso il mio ciclo e quindi restituisco la società col titolo sportivo di eccellenza a loro che me l’avevano data. Aspetto da loro, diciamo, decisioni in merito su come ritirarla e sul quando e chi saranno i nuovi soci e il nuovo presidente, insomma. Decideranno loro e poi mi faranno sapere».

Quindi, di fatto, ci sarebbe la cessione della proprietà e delle quote della SRL che ha, al suo interno, anche il titolo sportivo.

«Sì, esatto!»

Qual è stata l’impressione. Secondo te i tifosi sono pronti?

«Non te lo so dire. Insomma, loro si sono presi i loro tempi e poi dopo vedremo.»

Mentre le persone interessate al progetto Ischia Calcio che mi avevi detto e che in qualche modo ti avevano già contattato, sono restano ancora interessate? Potresti essere anche ponte volendo? Anche perché, mi sembra di sentirti tra l’amareggiato e il liberato.

«No, sono molto sereno, ti devo dire la verità. Quando prendo una decisione ci penso per molto tempo prima di prenderla, ma quando la prendo poi, sono convinto della mia decisione, e quindi divento molto molto sereno nella decisione. Sono sereno così come quando ho deciso di iniziare e tutti mi dicevano che ero pazzo. Le persone che mi hanno contattato quest’anno, ovviamente, le ho tenuto in stand by in attesa di sapere cosa vogliono fare i tifosi.»

Quindi attendi. Adesso la palla è andata nell’altra metà del campo, diciamo nella parte del campo dei tifosi

«E’ giusto che sia così. Perdonami, loro mi hanno dato l’opportunità di iniziare questa avventura. Loro mi hanno consegnato il titolo, è giusto che loro abbiano questa prelazione o preferenza, come vogliamo chiamarla, insomma, per riprendersi la squadra»

In che stato versa la società. E’ in attivo o in passivo, ci sono pendenti…

«Io consegno una società “zero a zero”. Senza debiti”.

Mi raccontavi che un po’ che gli stessi dirigenti remavano contro il mister designato dopo una sconfitta, dopo un pareggio, dopo due partite, dopo tre…

«Non è che remavano contro, è che molti dirigenti dell’Ischia, dove io non mi trovavo e andavo molte volte in scontro con loro, è che ragionavano con la pancia e non a freddo. E allora tu vincevi due partite, eravamo diventati il Real Madrid, perdevi una partita o pareggiavi una partita e allora c’era acqua da buttare, bisognava cambiare Mister, bisognava cambiare questo, bisognava cambiare quell’altro».

Qual è il rimosso che si porta Emanuele D’Abundo?

«Forse l’unico dispiacere più che rimorso e anche delusione, è la finale dell’anno scorso dove abbiamo toccato, veramente, con mano la serie D.»

Hai seguito un po’ il campionato di quest’anno? Quest’avventura con Iervolino? Un mare di polemiche, molte anche alimentate dalla me e dal mio giornale. Il Presidente come l’ha vissuta questo campionato?

«Devo dire che ti portavo per buon augurio, perché quando parlavi male poi vincevamo. Mi preoccupavo quando non scrivevi più. Nel calcio ci sta, nel senso, vengono attaccate le squadre di serie A che vincono il campionato, figurati se non posso pensare che venga criticata l’Ischia. Penso che poi ognuno ha le sue idee, le sue opinioni e io le rispetto sempre tutte».

È finito il tuo tempo, ma la motivazione principe qual è stata?

«E te l’ho detto, perché poi tra le varie cose che ho letto e ho sentito e mi hanno riportato, insomma, mi sono reso conto che, evidentemente, il mio progetto, quello che avevo presentato, non è più quello apprezzato dalla piazza. E quindi, visto che a me non piace imporre la mia presenza, né le mie idee ho deciso di fare un passo indietro».

Nel frattempo, però c’è la gioia Juniores.

«Ah sicuramente, quella è una grande gioia. Ieri hanno diritto pure. Quindi se anche in modo netto e speriamo di portarla fino alla fine e magari sarà il nostro fiore all’occhiello quando lasceremo che diremo però… non lo dico perché sono abbastanza scaramantico.»

Qual è, invece, il momento che più ti ha fatto arrabbiare. La critica più forte che ti è arrivato oppure il momento più difficile da affrontare come squadra, qual è stato?

«Forse il momento più difficile, come squadra, forse è stato il primo anno quando eravamo in promozione. A metà del primo anno, ad un certo punto mister Bilardi decise che voleva andare via, io non ero d’accordo. Insomma, successero un po’ di tensioni all’interno dello spogliatoio è quello che è stato forse l’unico momento, un poco più così»

Nel comunicato stampa c’è quella frase “Il progetto continua”. Però mi sembra che dalla tua voce mi sembra che la posizione di Emanuele D’Abundo sia chiara

«Il progetto continua, perdonami, perché l’ho spiegato anche a qualcun altro che me l’ha chiesto, il progetto continua perché il progetto per me, va avanti a prescindere dalle persone, nel senso che anche questi che erano venuti per l’Ischia mi avevano detto che avrebbero portato avanti lo stesso progetto…»

Per queste persone che sono venute per l’Ischia non ci vuoi dire niente.

No.

Io la domanda te la devo fare.

«E io ti ho risposto. Te l’ho detto su chi prende e chi non prende… mi hanno chiamato tre gruppi. Prima erano due, adesso ultimamente, leggendo pure che io volevo parlare, mi ha chiamato una terza persona; quindi, siamo a tre che mi hanno chiamato e sono tutti interessati e farsi davanti.»

Quindi sono tre gruppi.

«Sì, ma vedremo cosa decidono i tifosi…»

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

In evidenza

Ischia, PACO FROLA ha bisogno del nostro aiuto. Ha rischiato di morire!

Paco Frola, chef ischiano e da anni trasferito negli USA è attualmente ricoverato in terapia intensiva all'ospedale di Morristown...