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Ehi Giò! Stai nata vot ccà! Identikit di un topolino scritto a troppe mani

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Ida Trofa | E la montagna partorì il topolino. Si svela, l’«inutile» di Legnini. Paventata, studiata, rimaneggiata e, infine, copincollata dal solito e fallimentare Centro Italia.
Annunciata come la salvezza, è solo l’ultimo ritrovato dei guazzabugli normativi, rigorosamente condita in salsa al sugo di coniglio ischitano, si intende. Basterà buttare i bucatini e il pasto è servito: l’ordinanza delle ordinanze di Giovanni Legnini.
L’ultimo vertice chiamato dal PD alla guida del Terremoto di Ischia griffa la prima! Hip hip urrà e la delusione supera di gran lunga le aspettative.
Oggi pomeriggio si svelano 24 pagine e 19 articoli più 4 allegati che stigmatizzano l’ovvio per puntellare il nulla che mette nei guai il terremoto e fa bene all’esercizio sterile del potere. Le nostre sciagure, la loro fortuna. Restano salde poche certezze. Tra queste c’è la consapevolezza che moriremo terremotati, nel mentre si confermano le previsioni per un’altra pletora di incarichi egualmente divisi tra Regione e Governo Centrale, tra affidamenti diretti e incarichi veicolati attraverso i soliti carrozzoni di Invitalia e Ifel.

Dopo cinque anni e tre commissari, lo Stato consegna alla storia l’ennesima versione, rimaneggiata e corretta, degli accordi politici sotto banco. Basta fermarsi all’articolo 2 per scorgere l’andazzo. Doveva essere strumento di semplificazione e, invece, ripropone la consueta confusione di ruoli e strategie, semplicemente il caos.
È lo stesso Legnini ad ammetterlo nelle note ufficiali che annunciano l’ennesimo week end ischitano e “la prima definizione di un programma formativo – informativo per l’attuazione dell’Ordinanza Commissariale n. 17 del 31 maggio 2022”. Ma ci rendiamo conto? Il medico studia e il paziente muore…
Addentrarsi nel suo contenuto è come perdersi in un articolo di una finanziaria. Almeno 40 riferimenti normativi, richiami, elisioni e rinvii ingolfano la n. 17.
Ben lungi dal salvifico richiamo a Santa Restituta, appare piuttosto la rilettura della smorfia napoletana: ‘A disgrazia.
Complessa da leggere, impossibile da attuare, scritta da un rigoroso, è ovvio, ufficio legislativo dai comodi uffici romani per i quali le audizioni ed il confronto restano pura recitazione.
Quanto ai contenuti, occorre concentrarsi (è un eufemismo) per capire come districarsi in alcuni casi. Sembrano tempi abbastanza definiti 5, 45 e 90 giorni, ma chiaramente tutto da verificare all’attuazione. Se le istituzioni si concedono molta calma per i propri uffici, ai cittadini viene ancora scaricato l’onere di fare presto e di fare da solo entro agosto 2022.
E così, alle 16.30 di oggi, presso la sala consiliare del comune di Lacco Ameno, ci sarà lo “spiegone” alla cittadinanza.

Niente di niente per il popolino, la certezza dell’introito per esperti e studiosi
I temi cruciali, i nodi che dovevano risolversi, restano tali. Sul “condono” niente. Sul silenzio assenso niente. Sulla demo-ricostruzione niente di trascendentale, eccetto nei traballanti paletti di un complesso normativo che c’era già. Sul rischio idrogeologico peggio ancora del niente. Non esisteva e non esiste la perimetrazione dei territori. Non ci sta un piano di delocalizzazione.

Tra un appetitoso 50% e il pubblico servizio
Ciliegina sulla torta, per ricostruire sarà il tecnico a dover asseverare il tutto, questi si fa esercente di “pubblico servizio”. Se fino a ieri, era impossibile e trovarne uno che si impelagasse nella rogna della ricostruzione sismica, dal 1° giugno sarà come inseguire il Messia. A suon di euro, certamente.
Così, proprio, sui tecnici che inseguono l’ultima vena dell’oro, l’ordinanza, dove si è buttato tutto ed il contrario di tutto, si supera con il rischioso 50%. Ovvero la previsione delle anticipazioni del 50% dei compensi ai professionisti e pagamento diretto dei Sal alle imprese, sono i punti principali di una strategia che ripercorrendo il triste passato ha dato già i suoi frutti.
Diamo subito il 50% ai tecnici e poi, se il progetto non si attua e il cittadino non ha il finanziamento, il tecnico è stato pagato e il cittadino rimane in mezzo ad una strada.
Di queste storie, ahi noi, ne è piena la cronaca anche regionale con milioni di casi. A breve ve ne narreremo una made in Casamicciola (opera finanziata e mai realizzata, progettisti incaricati e pagati per un progetto che non si farà mai).

Poteri speciali ce ne sono? Commissario Legnini batta un colpo…
I poteri speciali, meritano una digressione a parte. Egregio dottor Legnini, se ha davvero questi poteri speciali (speciali di che?), se li ha, per carità, li applichi!
Per ora, qui, con l’ordinanza 17 avete fatto solo un richiamo ad una Legge, un’altra…

Il vecchio impianto va avanti. Per fortuna o forse no
Restano in piedi le ordinanze precedenti firmate sin qui dal Prefetto Carlo Schilardi. Il vecchio impianto va avanti, non si cambia niente. Immancabile, ovviamente, la conferma delle innumerevoli formazioni di esperti, dell’allegra brigata di Invitalia e la sua convenzione milionaria a cui si aggiungono le super commissioni di scienziati di stato (“s“ minuscola) che fanno il paio con gli elucubrati del Piano di Ricostruzione (altro nome iconoclastico per giustificare altri incarichi). Quelli che hanno riscoperto la SCIA e rispolverato l’ipotesi appalto pubblico o intervento sostitutivo d’ufficio, per specifiche mega UMI, unità minime abitative o aggregati maxy, dove lo si Stato si sostituirebbe al privato inerte.

Riecco la scheda del fabbisogno. 20 agosto 2022: ora o mai più
Uno detta, l’altro scrive, un altro rilegge e il popolo deduce. Il dubbio atroce che siamo finiti nelle mani di analfabeti funzionali si fa certezza.
La chicca più succulenta, se non ci fosse da piangere ci verrebbe da ridere, è affidata alle battute centrali. “Al fine di assicurare – scrive Legnini – una efficace programmazione degli interventi di ricostruzione privata, entro il termine del 20 agosto 2022 (prima era il 31 luglio 2022) tutti i soggetti legittimati alla richiesta del contributo devono presentare una dichiarazione di manifestazione della volontà di richiedere il contributo per la riparazione, consolidamento, ristrutturazione, contenente principalmente: “una breve relazione o scheda della tipologia di danno e i dati identificativi dell’edificio danneggiato e degli aventi diritto al contributo, con la stima sommaria del danno sulla base dei costi parametrici”. Azz, nel 2022 e dopo quasi cinque anni dal 2017. E il 20 agosto 2022 è un altro termine indicativo e non perentorio!
Ma ci rendiamo conto!?, riponiamo la scheda del Fabbisogno, bloccata nel novembre 2017 perché i nostri soloni avevano ritenuto che “non fosse buona”.

Dopo cinque anni in cui nessuno sapeva “per andare dove doveva andare, per dove si doveva andare”. Un povero terremotato dovrebbe saper stimare, in meno di un mese, quanto costerà ricostruirei l’immobile?! È perché non lo abbiamo fatto cinque anni fa? Perché all’epoca non era buona? E oggi lo è? Francamente ci sembra una barzelletta. La verità è che quelle schede di Protezione Civile, furono solo sospese con una dubbia procedura e mai annullate con un provvedimento normativamente valido.

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