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Eccellenza. Pino Taglialatela contro D’Abundo & Co: «Sono rimasto solo per il bene dell’Ischia»

ECCELLENZA | PER “BATMAN” «NON C’ERANO I PRESUPPOSTI PER PROSEGUIRE. IMPORTANTE IL RISPETTO DEI RUOLI»

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Giovanni Sasso | Avremmo voluto tracciare un bilancio sulla stagione dell’Ischia con il direttore generale, dopo averlo fatto a botta calda ad Angri con il direttore sportivo Mario Lubrano, soprattutto perché la proprietà non dialoga alcun modo con la stampa che, da che mondo è mondo, altro non è che il “tramite” con i tifosi e gli appassionati. Invece nel tardo pomeriggio di lunedì, a registratore acceso, Pino Taglialatela dice senza tanti giri di parole che «la mia avventura nell’Ischia è terminata domenica».

Dall’altro capo del telefono, un Pino sereno ma determinato nel raccontare la sua situazione di disagio, finalmente conclusa. «Non c’erano più i presupposti per proseguire. La mia figura era relativa, marginale. Sono rimasto fino alla fine solo per il bene dell’Ischia e dei suoi tifosi», sottolinea Taglialatela. Non una notizia positiva per il club che, indipendentemente se nei prossimi giorni cambierà proprietà (com’è probabile, come riportato ieri in maniera chiara e con dovizia di particolari), perde il suo uomo immagine per eccellenza. «Ho parlato con il presidente, rassegnando le mie dimissioni. Non rappresento più l’Ischia», ribadisce “Batman” che non si sottrae ad un bilancio della stagione 2021/22. «E’ un bilancio un po’ amaro. Ci sono state cose buone e altre meno buone. Per come la vedo io, la squadra aveva delle potenzialità da secondo posto – spiega l’ormai ex d.g. gialloblù –. Una squadra costruita negli anni secondo le indicazioni del presidente. Voglio sottolineare che sono stato d’accordo nell’impostare un discorso tutto isolano. So che di calciatori isolani ce ne sono e anche di bravi ed è stato dimostrato anche domenica col San Marzano, squadra molto forte. Ai ragazzi non posso fare altro che complimentarmi con loro. Da quarti, ci siamo trovati di fronte questa corazzata. Sono convinto che avremmo potuto andare avanti nei play-off. Bisogna analizzare perché siamo arrivati quarti e non secondi anche per effetto del rallentamento della Frattese».

STAFF TECNICO – Taglialatela parla dello staff tecnico, senza mai nominare Iervolino. «Ha portato una ventata di aria fresca, ma è mancato di esperienza. E’ una cosa normale. Anche per l’allenatore è stata un’annata importante anche se in qualche circostanza avrebbe potuto fare qualcosa di diverso nel corso del campionato, con la gestione diversa di qualche calciatore, ma sono convinto che questo staff negli anni può fare bene perché ha delle qualità. Ma a fine anno sono abituato a fare dei bilanci. Ripeto, è stato commesso qualche errore. Al tecnico abbiamo spiegato in alcuni frangenti che cosa andava e che cosa non andava. Non sempre ci ha ascoltato – sottolinea “Batman” –.

Quest’anno mi aspettavo una finale di coppa Italia perché la meritavamo. In finale ci dovevamo arrivare, poi si vinceva o no è un altro paio di maniche. Il quarto posto? Non mi è andato bene perché secondo me la squadra è forte, composta da giocatori validi, si poteva fare meglio. Si tratta di un processo di crescita, non sto colpevolizzando nessuno. Anzi, allo staff tecnico ho dato dei consigli per una crescita. Il calcio è tattica ma anche fatto di rapporti umani».

«NESSUN APPORTO» – Dunque le strade dell’Ischia e di Taglialatela si separano. «In questa stagione non ho potuto dare il mio apporto, non ho potuto fare quello che avevo in testa – ribadisce l’ex portiere di Napoli e Fiorentina –. La società ha deciso di dare carta bianca all’allenatore. Sono scelte che si fanno sulle quali si può fare poco. Se prendo le responsabilità, ci metto faccia, cuore e anima e chiedo scusa alla squadra se non ho potuto dare l’apporto dovuto alla squadra. Ho conosciuto Emanuele D’Abundo che è una persona perbene che ringrazio per questi quattro anni magnifici che mi hanno consentito di ributtarmi nel calcio. Ho un’altra attività ma era grande in me l’entusiasmo di ritornare a fare calcio a Ischia dove ci sono tifosi eccezionali che ringrazio (non dimentico cosa hanno fatto in questi anni, anche nella fase dell’anno scorso che ci ha portato alla finale play-off)».

Pino Taglialatela ci è rimasto male nell’apprendere «dal comunicato della società che il progetto va avanti, considerato che non sono stato interpellato, significa che si sta andando avanti con l’allenatore e dunque si va avanti come fatto in questa ultima stagione». L’episodio ci ricorda il giorno dell’ingaggio di Florio: comunicato stampa con foto del difensore col presidente D’Abundo, nel mentre direttore generale, direttore sportivo e allenatore non ne sapevano assolutamente nulla… «E’ vero che ci ho sempre messo la faccia ma hanno fatto tutti i dirigenti e l’allenatore, hanno preso delle decisioni che sono da me state accettate, col presidente ho un ottimo rapporto e avendo iniziato insieme questa avventura, non me la sono sentita di abbandonare la nave in corso d’opera. Ho atteso la fine della stagione.

Ho delle idee di calcio differenti, le mie sono diverse da quelle della società e dell’allenatore. I ruoli vanno rispettati e mai messi da parte, questo in questa stagione non è accaduto. Per quello che potevamo fare, ci siamo impegnati ma poi a tutto c’è un limite. Se la società si affida in toto all’allenatore, significa che ha fatto delle scelte, va bene così ma per quanto mi riguarda non posso continuare a avallare. Se devo continuare a fare il direttore generale, devo pure poter pendere delle decisioni, cioè scegliere l’allenatore, i calciatori, coordinare la gestione ma questo non mi è stato consentito ed è giusto che andassi via. Nessuno “strappo”, non posso lavorare con le idee degli altri. Mercoledì (oggi per chi legge, ndr), ci incontreremo con il presidente D’Abundo e ci saluteremo cordialmente. Mi spiace solo per la squadra a cui potevo dare un contributo diverso, non mi è stato possibile farlo perché è stato stabilito che l’allenatore prendesse le decisioni del caso. Dunque il direttore generale deve avere la possibilità di intervenire a livello tecnico, a livello organizzativo, prendendo la decisione che ritiene giusta ma sempre per il bene e per l’interesse della società. Stare lì, dare semplicemente una mano, è un conto, fare il d.g è ben altra cosa».

Il futuro di Taglialatela è in Toscana. «Lì sono stato tanti anni, ho un progetto lavorativo in Toscana con la mia agenzia di immagine e pubblicità». Ma ci riferiamo al “pallone”… «Ho avuto tanti apprezzamenti e per questo devo ringraziare l’Ischia e D’Abundo che mi hanno rimesso in gioco nel mondo del calcio. Sono stato contattato da club professionistici, farò le mie valutazioni nei prossimi giorni perché vorrei capire qual è la migliore soluzione, senza mettere da parte il mio lavoro che in questi anni ho tralasciato».

RINGRAZIAMENTI – Pino Taglialatela ringrazia innanzitutto i mister Bilardi e Monti, i massaggiatori De Novellis e Ascione, il magazziniere Fiore, i due custodi Peppe, Franco “Nirone”, Maurizio Pinto, Salvi Monti, oltre ai tifosi, alla proprietà con in testa il presidente D’Abundo, e in particolare Mario Lubrano “che è bravo e preparato e avrà una brillante carriera”.

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