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Eccellenza. Ischia, è il week-end decisivo?

ECCELLENZA | SAREBBERO DUE LE PROPOSTE SULLA SCRIVANIA DI D’ABUNDO

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Giovanni Sasso | Tutto lascia pensare che questo sarà il week-end decisivo per la cessione dell’Ischia Calcio. Ormai siamo alle “strette”, come si suol dire. Emanuele D’Abundo, dopo aver confermato pubblicamente di volersi fare da parte, avrebbe (usiamo il condizionale, anche se potremmo farne anche a meno) sulla scrivania due proposte. Non più tre, perché l’imprenditore “settentrionale” che inizialmente aveva mostrato il proprio interesse a rilevare l’Ischia, è uscito dai radar societari.

Qualcuno dice che è stato fatto “scomparire” appositamente perché ritenuto poco affidabile, alla luce di gestioni in precedenti club (anche professionistici), da molti addetti ai lavori ritenute “allegre”. Non il massimo per una piazza come Ischia che sogna il ritorno nel calcio che conta. D’Abundo nei giorni scorsi ha ricevuto una richiesta di acquisizione del club da parte di un imprenditore campano con precedenti sportivi ma non nel mondo del calcio. Una persona a cui l’isola piace tantissimo. Se ci sarà qualcosa oltre il calcio, beh, questo interessa poco a chi a ha cuore le sorti dell’Ischia. Questo imprenditore avrebbe incontrato un personaggio calcistico molto noto sull’isola (e non solo), stabilendo un programma di massima che riguarderebbe anche la questione tecnica e la gestione del settore giovanile. Insomma, idee molto chiare.

La seconda ipotesi sembra meno gettonata perché D’Abundo rimarrebbe a capo della società con una quota del 50%. A supportarlo, ci sarebbero quattro imprenditori isolani con una quota paritaria, pronti a detenere l’altro 50%. Conditio sine qua non di questa mini-cordata, l’assenza di debiti rilevanti. Sul tappeto ci sarebbero da subito qualcosa come duecentomila euro, da incrementare attraverso campagna abbonamenti, ricavato biglietteria, cartellonistica, sponsor e merchandising se una volta e per tutte si riuscirà a “piazzare” un corner gialloblù in uno dei tanti store di articoli sportivi presenti sull’isola. Uno dei quattro imprenditori è uscito allo scoperto «per evitare che si diffondessero notizie inesatte». D’Abundo cinque giorni fa disse chiaramente che c’erano tre situazioni in ballo, queste due appena citate sono quelle accreditate a portare avanti il discorso calcistico nell’anno del centenario della fondazione della “Robur”, la mamma dell’Ischia.

Ieri pomeriggio ci siamo recati al “Rispoli” per incontrare una parte del gruppo di tifosi che venerdì scorso si sono portati a Napoli per discutere con il presidente D’Abundo. Uno dei presenti ci ha tenuto a sottolineare che, a scanso di equivoci, non sarà alcun rappresentante del gruppo né della tifoseria organizzata a “trattare” con chi realmente interessato a rilevare il club gialloblù. Dunque non ci sarà alcun precedente passaggio tra il patron della Medmar e un rappresentante del tifo, così come era sembrato di comprendere dopo l’uscita pubblica dello stesso D’Abundo.

«Ci siamo incontrati col presidente per capire qual era la situazione, visto la preoccupazione che serpeggiava. Noi ci auguriamo che, se D’Abundo dovesse realmente cedere la società, la affidi a persone capaci, imprenditori in grado di gestire l’Ischia in maniera seria». E’ questo il pensiero di massima del gruppo. Abbiamo fatto chiarezza su questo aspetto perché in questa fase di transizione, ogni passaggio, anche la minima parola può essere equivocata. Sul giornale di ieri sottolineammo che i tifosi avrebbero dovuto comunque rilevare la società davanti a un notaio non essendo più da tempo una semplice Asd, accollandosi successivamente onori e oneri ma il riferimento era alla proiezione futura e non alla gestione finora sostenuta. Anzi, abbiamo appreso che D’Abundo ha fatto partire i bonifici per la corresponsione degli ultimi pagamenti pattuiti con i tesserati ed i collaboratori. Un’altra prova che siamo alla redde rationem. Quello a cui stiamo assistendo non è il primo né sarà l’ultimo passaggio di mano. Uno dei tanti, lo ha vissuto in prima persona lo scrivente e dunque massima attenzione e grande rispetto per chi sta per salutare e per chi sta per subentrare. L’importante è che si facciano le cose perbene, nell’interesse dell’Ischia, della sua storia, della sua tradizione sportiva, del suo impatto sul sociale.

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