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Eccellenza. Iervolino: Napoli United, un altro test, ma a testa alta

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Domenica c’è il Napoli United, una sfida impegnativa, sicuramente rispetto a tante altre.
Anche se, da dopo Natale, abbiamo incontrato il Pompei e l’Acerrana, che comunque è una squadra che in questo dicembre ha fatto acquisti importantissimi per raggiungere i playoff. Ora arriva in Napoli United, una squadra che conosciamo e che sappiamo che tipo di gioco fa. Una rosa costituita da giocatori importanti, tecnicamente validi e soprattutto che fa molto affidamento anche alla forza fisica. È una di quelle che può dire la sua per la vittoria del campionato. È una squadra che mi ha sempre impressionato e, ovviamente, domenica è una partita complessa, difficile, ma che soprattutto si motiva da sola. Quello che abbiamo detto con i ragazzi è che dobbiamo stringerci e cercare di fare collaborazione collettiva per poter raggiungere il massimo obiettivo nonostante le assenze

Da tempo raccomandi ai tuoi giocatori di costruirsi il proprio destino e anche di avere un po’ di quel pizzico di arroganza in campo che poi alla fine permette di vincere, pensi di essere riuscito a far passare questo messaggio?
Penso che in linea di massima, per una buona percentuale, è passato. E domenica si è visto quando eravamo sotto. Lasciamo stare gli errori individuali che purtroppo possono accadere, per carità, anche ai migliori in serie A, però poi siamo stati sempre in partita, siamo stati propositivi anche nel secondo tempo dove l’avversario ha cercato di partire di rimessa, ma siamo sempre stati a trazione anteriore per poterla riprendere, così come è stato a Pompei. Due gare che abbiamo giocato a viso aperto. I nostri avversari avevano qualità importanti che fanno la differenza in ogni momento

Ai ragazzi ho detto che anche alla luce della partita di domenica, siamo una squadra che deve andare a prendere l’avversario e difendersi innescando l’errore dell’avversario. Non siamo una squadra che può subire per 90 minuti. Non abbiamo quella forza fisica e mentale per farlo. Quando dico crearsi il destino intendo proprio questo.
Non sono un estremista e so bene che in una partita ci sono momenti in cui devi subire e, in quei momenti, devi fare breccia, cercare di limitare i danni e quando l’avversario ti concede quel poco devi sfruttarlo e questo dovrebbe essere anche il nostro topic di domenica.
Dobbiamo essere obiettivi, il Napoli United è una squadra che palleggia benissimo, molto forte in fase di possesso e ci saranno momenti in cui avranno il pallino del gioco e lo gestiranno con forza, con cattiveria, con qualità e in quei momenti dobbiamo stare uniti, senza slegarci mentalmente, senza pensare che sia già finita. È questa la cosa principale che i ragazzi devono acquisire. Fare belle partite e belle prestazioni e poi non portare risultati a casa non serve. Dobbiamo acquisire questa mentalità nel volerla giocare a tutti i costi, nel non pensare alla partita come, “Vabbè, un’altra partita fatta, poi la prossima ci pensiamo…” Dobbiamo avere questo switch nella mentalità e non dobbiamo accettare la sconfitta. Questa è la cosa principale, però cambiare questo modo di intendere e di pensare è una cosa forse più difficile della tattica, quindi ci vuole tempo.

Parlando con alcuni calciatori dell’anno scorso, ci siamo detti proprio anche questo. Mi hanno detto: “Mister, vinci tutte le partite e magari quella con noi no”. Io ho risposto: “Sì. Dove posso firmare?” Perché così è e così deve essere.
In conclusione, ti sei fatto un po’ un’idea, al di là delle cose che ci siamo detti e che hai detto più volte e l’hai ripetuto e che mi sembrano pure siano coerenti l’una con l’altra, sia con le vittorie sia con i momenti non proprio felici? Uno potrebbe oscillare, invece tu resti coerente. Qual è adesso la previsione che fai e la visione che tieni davanti per le prossime gare
Io, come hai detto, cerco di essere, insieme con tutto lo staff, molto lucido sia quando vinciamo, sia quando perdiamo. Nell’analizzare entrambe le cose, anche quando vinciamo cerchiamo di analizzare il tutto. Quando vinci non è detto che sia andato tutto bene. Nella sconfitta come nella vittoria, il risultato non è legato alla prestazione. Cioè, vinci portandoti a casa una prestazione importante. Però, ripeto, noi cerchiamo ovviamente di guardare partita per partita, perché dobbiamo fare così!

Appena sono arrivato con i ragazzi ho detto questo: non guardiamo a lungo termine perché spesso, ma qualsiasi persona nell’essere umano, ti porta a perdere l’obiettivo perché si può abbassare l’attenzione perché dici “vabbè è lontano, ci arriverò, è lontano” poi, invece, vediamo che quando ci arrivi non è come pensavi. Ho chiesto di guardare a breve. Di darci dei piccoli obiettivi più brevi, dove li possiamo vedere proprio con mano. Vicini, come magari piccoli tornei. Proprio come quando magari ti giochi il torneo dei quarti, la semifinale o la finale, perché son tutte partite secche. Vedi i risultati tangibili piuttosto che guardare a sei mesi. E questo è quello che ho chiesto. Noi ci stiamo provando e lavorando anche, come vi dicevo, sulla parte mentale che è la cosa più complessa da fare. Poi quello che sicuramente è l’analisi del calendario che verrà, è ovvio che dobbiamo provare a fare più punti possibili in casa. È al Calise che dobbiamo, appunto, cercare di fare bottino pieno. In casa è vero anche che verranno delle squadre importanti e delle squadre toste, come l’Albanova. Ma noi dobbiamo cercare di fare punti, seppure e, attenzione, questa è una nota dolente, si vede che facciamo fatica in casa. Facciamo più fatica in casa che fuori casa dal punto di vista prestazionale. Sarà l’ansia? Sarà la pressione di dimostrare qualcosa in più quando si gioca davanti al tuo pubblico? Non lo so, però è una cosa che purtroppo sbagliamo e dobbiamo cercare di far girare questo trend. Adesso è importante andare in campo e di andarci come sappiamo farlo noi.

Vuol dire che in qualsiasi partita va in campo, bisogna cercare di non perderla perché l’obiettivo adesso è la somma di tanti punticini e ti può portare all’obiettivo, di scalare la classifica. Quando si va in campo bisognerà cercare di fare quello che tu pensi che sia giusto per la partita al fine di vincerla. Anche quando ti rendi conto che magari la partita, per tanti motivi, gira male. Quanto non ti viene lo stop o il passaggio non importa, conta solo stare in campo, restare compatti per cercare di vincerla e non di perderla.

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