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domenica, Marzo 3, 2024

Eccellenza. Fuja fuja alla foriana e Amato apre il “cerottificio d’inverno”

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Francesco Fiorillo | Dubbi e perplessità alla base dell’incubo biancoverde. Abbiamo analizzato il momento, cercando di approfondire le varie ragioni su cui sta facendo leva il periodo buio. E una delle cause potrebbe ricercarsi pubblicamente, senza scrutare troppo nell’ambiente. Il presidente Luigi Amato ha dato tutto e ha investito (continuando a farlo) tanto per migliorare e sviluppare il progetto. Per il Real Forio però sembra essere venuto meno il patto con quei calciatori individuati per far compiere il salto in avanti, il classico “alzare l’asticella”. Qualcuno ha palesato problemi d’ambientamento, altri invece hanno motivato l’addio per questioni personali.

A pagare è stato il club che ha messo in gioco sforzi, capitali e lavoro, per portare sulla piazza giocatori che hanno dato scarso apporto alla causa. Tra infortuni, alternanza e staffette, è stato davvero fatto poco. In primis dai due attaccanti. E, appena c’è stata la possibilità, entrambi hanno ringraziato, salutato e abbandonato l’isola. Antonio Di Costanzo in direzione Monte di Procida, Nicolas Tano Musso ufficializzato dalla Molfetta. L’uno dunque diventato avversario proprio dei colori biancoverdi, con l’ambizione di contribuire all’ascesa del sodalizio flegreo; l’altro si è spinto fuori dalla regione, sposando il progetto del team barese, oggi in seconda posizione alle spalle della capolista Unione Calcio Bisceglie e giunto alla finale di Coppa Italia di Eccellenza pugliese.

Alle due partenze si è aggiunta anche quella del fantasista Pietro Guatieri, tornato sulla terraferma per dire sì alla proposta dell’Albanova. Eppure la squadra biancazzurra sta attraversando una fase di flessione e, considerati gli obiettivi fissati ad inizio stagione, si ritrova a dover rincorrere le concorrenti. Ha cambiato volto pure il reparto destro, con il Forio che ha comunicato di aver ceduto a titolo definitivo Gabriele Sirabella al Givova Capri Anacapri. Il laterale, che ha difeso la casacca per oltre cinque stagioni, indossando altresì la fascia da capitano, è arrivato al giorno dei saluti. Ha lasciato l’ombra del Torrione anche David Musella, giovanissimo portiere utilizzato col contagocce e ritornato all’Ischia Calcio.

La questione relative alle partenze apre di conseguenza due tematiche. La prima riguarda le aspirazioni individuali. Al netto della scelta del centravanti argentino, nessuno ha trovato un vero e proprio upgrade rispetto alla realtà foriana. Certo, in termini di classifica, gli isolani sono chiamati a recuperare tanti punti, ma la stagione è lunga e non c’è troppa distanza dalle altre compagini. Un filotto di risultati quindi potrebbe consentire ai ragazzi di Angelo Iervolino di poter riagganciare la fascia sinistra della graduatoria e proiettarsi verso l’alto. Eppure, il Forio ha la ghiotta chance della Coppa Italia: il sogno, come dichiarato dal club, è la finalissima. Tra lo sprint e il traguardo c’è soltanto la corazzata Sarnese. Un doppio impegno ostico sulla carta, ma giocarlo sarà una fortuna e un privilegio.

Qualche calciatore però sembra non aver dato troppa importanza alla seconda competizione dilettantistica, preferendo concentrarsi sul cammino in campionato con un’altra maglia. La seconda riconduce alle scelte fatte in sede di mercato ad inizio stagione. E non parliamo della natura tecnica dei giocatori, validissima e indiscutibile. Probabilmente, chi ha accettato la proposta di Amato, ha viaggiato per alcuni mesi su una lunghezza d’onda diversa oppure è stato frenato da fattori esterni, dall’ambientamento alle vicende personali. È curioso come proprio l’attacco, il reparto finito maggiormente sotto i riflettori per prestazioni non all’altezza, è stato rivoluzionato in corso d’opera. Qualcosa è andato storto e alcune cose non hanno funzionato, Amato si ritrova a dover intervenire per risollevare le sorti del suo Forio. È arrivato il tempo di nuove scelte, quelle che non ammettono errori in vista del futuro.

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