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ECCELLENZA | Antonio Buoninconti : «Il mio sogno? Ischia e Scafatese in D»

«Quello che inizierà l’11 aprile sarà un vero e proprio torneo. Le squadre collaudate e folte partono favorite»

Giovanni Sasso | Sogna la promozione della sua Scafatese ma sotto sotto fa il tifo anche per la “sua” Ischia. Antonio Buoninconti, ex team manager dell’Ischia durante la gestione Carlino, conosce molto bene il campionato di Eccellenza. E’ rimasto assai legato all’isola e segue con attenzione le sorti della squadra di Monti. Buoninconti ha iniziato la carriera dirigenziale a Procida come addetto agli accrediti. «Fui invitato da Nicola Crisano a vedere una partita e mi appassionai. Era il penultimo anno di Promozione. La stagione successiva – ricorda Buoninconti – con Citarelli in panchina, vincemmo il campionato. Durante l’estate Crisano accettò l’offerta dell’Ischia e iniziò così la mia esperienza gialloblù durata tre anni, dalla D fino alla conquista della C/1. Due campionati bellissimi, in cui le soddisfazioni non sono mancate. Alla fine dell’esperienza isolana, accettai la proposta del presidente Cesarano con cui collaboro ormai da sei anni».

Seconda stagione canarina con un ex Ischia e un ischitano doc: mister Macera e Gianluca Saurino.

«Al primo anno, la Scafatese raggiunse i play-off e la finale di coppa Italia. Nella seconda stagione, le cose non andarono per il verso giusto. Per tanti motivi che non sto qui a spiegare, la squadra non rendeva, perdendo i play-out in casa dopo aver sprecato otto punti di vantaggio sulla terz’ultima (il Valdiano). Purtroppo nel calcio può accadere di tutto. A volte la gestione dei calciatori risulta determinante. Spesso dall’esterno è difficile comprendere alcune situazioni che vengono a crearsi – spiega Buoninconti –. Comunque fummo anche sfortunati. Nella gara decisiva, tante occasioni da gol non furono sfruttate, colpimmo pali e traverse. La componente fortuna in queste partite a volte fa la differenza».

Passiamo alla stagione attuale. L’obiettivo iniziale della società canarina era disputare un campionato di vertice?

«A settembre il presidente ha investito e puntava a vincere il campionato. In panchina fu chiamato Angelo Teta, una persona che conosco, una sorta di “figlioccio”. Direttore sportivo è Ramon Taglianetti, ex Ebolitana promossa in D. Il mio incarico è direttore amministrativo, rispondendo direttamente al presidente Cesarano. La parte tecnica non è di mia competenza. La Scafatese in questo momento sta effettuando delle uscite. Per motivi personali o per impegni di lavoro, c’è chi ha scelto di andare via. Stiamo provvedendo a rimpiazzare questi calciatori con altri altrettanto competitivi. Abbiamo bisogno di un elemento per reparto per essere competitivi. Mannone è andato via e c’è bisogno di un difensore centrale. Mascolo, esterno alto a sinistra, si è accasato in D per sua scelta. Occorre un attaccante centrale. Siamo in trattativa con una punta che sostituisca Davide Evacuo».

L’Ischia nemmeno quattro anni fa è ripartita da zero. Che idea ti sei fatto della nuova proprietà? Per motivi di lavoro sei spesso sull’isola.

«Ho avuto modo di conoscere i D’Abundo. Negli anni in cui abbiamo vinto in D e C, la Medmar era nostro sponsor, quindi ho potuto conoscerli personalmente, compresi i dirigenti della compagnia. Il mio referente era Salvi Monti, attuale addetto stampa dell’Ischia. Emanuele D’Abundo è un grosso imprenditore, farà bene perché ha scelto come rappresentante Pino Taglialatela che è una certezza. Li avrei voluti più interessati all’Ischia Calcio qualche anno fa quando c’era Carlino alla guida – osserva Buoninconti –. Si sarebbe potuto creare qualcosa di ulteriormente importante contando sul loro sostegno imprenditoriale. Mario Lubrano come d.s.? Parliamo di un ragazzo a cui voglio bene tantissimo. L’ho conosciuto undici anni fa quando era giovanissimo. Rivelo un piccolo aneddoto. Un giorno il padre Gerardo, sindaco di Procida, non voleva che Mario partecipasse ad un evento canoro a S.Giuseppe Vesuviano. Abito nelle vicinanze, tranquillizzai Gerardo e così Mario venne a casa mia per un paio di giorni. Lo considero come uno di famiglia».

Condividi la scelta dell’Ischia di avere in organico calciatori unicamente isolani?

«La storia insegna che i campionati sull’isola si vincono avendo in squadra calciatori napoletani o campani in generale. Tuttavia le squadre protagoniste sul mercato, stanno attingendo calciatori in maniera smodata. Prendiamo come esempio il San Giorgio che ha sette attaccanti… L’Ischia ha il vantaggio di essere una squadra già rodata. I calciatori si conoscono bene e sono di qualità, avendo disputato categorie superiori. Florio in Eccellenza perché crede nel progetto? In tutta verità non me lo sarei aspettato – replica il dirigente scafatese –. Su Pippo avrei scommesso che sarebbe rimasto ad alti livelli. Florio stava disputando la C con regolarità. Non so che problemi abbia avuto in queste categorie, un motivo ci sarà stato. Ricordo quando con Bilardi allenatore fece il suo esordio in campionato. Pippo aveva quindici anni».

L’Eccellenza riparte l’11 aprile. Con due mesi di ritardo rispetto ad altri sport…

«Sarà un campionato molto diverso. L’11 aprile, per noi che facciamo i campionati minori, di solito significa penultima o ultima di campionato, praticamente la fine della fase regolare. Il calcio a livello regionale ha avuto difficoltà ad avere l’autorizzazione per farsi accreditare come di interesse nazionale. I rischi che si potevano e che si possono correre (perché non siamo tutelati completamente, abbiamo un protocollo che però non è una scienza esatta) potrebbero condizionare sia i risultati del campo così come le persone che gravitano attorno alle squadre».

Come la giudichi questa ripartenza? Mini-campionato, torneo estivo…

«Un torneo. Per me è un classico torneo. Si arriverà agli scontri diretti con partite secche. La formula tradizionale del campionato è a lunga distanza, questo sarà un vero e proprio torneo».

Alcune squadre erano già pronte per la D, altre si sono rinforzate in queste ultime due settimane. Difficile pronosticare chi arriverà almeno ai quarti?

«Se parliamo della Scafatese, noi siamo in un girone tosto. Quattro squadre tutte all’altezza per qualificarsi. Sarà già dura arrivare tra le prime tre. San Giorgio, Barrese e Pomigliano sono le big, Sant’Agnello e Vico Equense partecipano in tono minore. Quasi sicuramente giocheranno con tanti giovani. Le altre squadre si daranno battaglia. Il San Giorgio è quella che si è rinforzata di più ma in questo particolare torneo non è detto che vinca chi ha acquistato più calciatori forti. Attenzione poi alla componente caldo: alcuni elementi erano fermi da cinque mesi e quando si ripartirà bisognerà valutare la loro condizione atletica».

Se non sale la Scafatese, ti farebbe piacere ovviamente che lo facesse l’Ischia, l’isola dove hai tanti amici e sei stato apprezzato.

«Mi augurerei vederle nelle semifinali, Scafatese e Ischia impegnate nelle due gare decisive. Il che significherebbe avere ottime chance di rivederci a settembre in serie D. Con gli stessi colori». Amen…

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