venerdì, Giugno 18, 2021

E’ la provocazione dell’avv. Alberto Barbieri: «Casamicciola muore, organizzo un funerale»

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La decisione del Banco di Napoli di chiudere l’Agenzia di Casamicciola ha provocato una dura reazione dell’avv. Alberto Barbieri, che durante la prima Repubblica è stato consigliere comunale e assessore. Lanciando una provocazione che ha il sapore di dimostrare che ormai questa cittadella termale è diventata più un luogo di passaggio e che la sua economia ormai è ridotta al lumicino. A causa di amministratori pavidi che non riescono «a guardare al futuro, a programmare un rilancio».

Cosa ha escogitato Barbieri da far rizzare i capelli? Come abbiamo detto, una vera e propria provocazione, dicendo testualmente per iscritto: «Vorrei organizzare a mie spese un funerale allegorico con tanto di carro funebre per farlo attraversare quel paese per celebrare la morte definitiva di Casamicciola».
E aggiungendo, come una chiamata alle “armi” per avere la partecipazione di tutti coloro che hanno a cuore le sorti di Casamicciola, chiedendo che «vorrei la massima partecipazione a questa mia idea bislacca e goliardica, ma che tanto plasticamente rappresenta la verità che tutti vedono, ma che molti vogliono nascondere».

E dichiara al Dispari l’impegno che il costo del funerale ricadrà interamente sulle sue finanze: «Non mi interessa quanto costerà questo funerale fatto con tanto di bara e carro funebre per girare l’intero territorio. E’ una iniziativa per smuovere coloro che si sono ibernati, iniziando da una classe politica che non c’è e che non riesce a far nulla per ridare impulso all’economia. Per richiamare quel mondo imprenditoriale che ha sempre avuto nei confronti di Casamicciola una certa attenzione nel passato».
Ricordando che «località La Rita era il punto di riferimento termale e che è diventato dopo il sisma un luogo di abbandono».
Per non parlare di cosa era una volta Piazza Marina, che con la chiusura del Bar Calise è diventata un luogo di passaggio e non più un punto di ritrovo. A questa crisi «nulla hanno fatto e nulla hanno pensato per trovare delle soluzioni. La stessa popolazione non reagisce più e c’è bisogno di una scossa, come quella dell’agosto 2017».

Per risvegliare le menti di chi ha a cuore un territorio che si ritrova sempre più spesso con «governanti che guardano al solo pannicello caldo, al piccolo orticello, ma senza avere una visione complessiva di ciò che è necessario a un territorio, a un paese, a una comunità».
E trova una soluzione altrettanto “innovativa” e pungente con una riunificazione tra i due comuni confinanti: «La soluzione potrebbe essere creare un unico comune, “Casalacco Ameno”. Il comune di Lacco Ameno è una realtà che comunque ha una sua progettualità, una sua struttura economica per la presenza di numerose strutture alberghiere che comunque producono ricchezza. Ha l’Agenzia del Banco di Napoli che invece ha chiuso a Casamicciola. E’ un aspetto di non poco conto. Per quest’ultima iniziativa sono disponibile, insieme ad altri che condividono questa scelta, per sottoscrivere una petizione alla Prefettura avvenga venga indetto un referendum».

Se si materializzasse il funerale con tanto di bara e cittadini al seguito affranti dal dolore per il decesso di un paese che lentamente va verso l’agonia, diventerebbe una notizia da richiamare l’attenzione di tutti i mass media e forse in questo modo costringerebbe tutti coloro che sono rimasti sul balcone ad assistere al degrado, a rimboccarsi le maniche per recuperare una realtà che un tempo era il vanto dell’isola d’Ischia.

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