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E il «Mazzella» ritorna gialloblù

Dal Quartograd alla Palmese. Nel mezzo, sedici mesi di partite a porte chiuse. Oggi pomeriggio si riapriranno i cancelli del “Mazzella” per consentire a poco più di settecento tifosi di sostenere l’Ischia. Potevano essere di più ma, rispetto alle problematiche strutturali che presenta lo stadio di Fondobosso intitolato all’immenso ex sindaco e assessore regionale, il numero è più che adeguato. Società e amministrazione comunale hanno fatto un ottimo lavoro, consentendo anche ad una cinquantina di tifosi provenienti da Palma Campania di accomodarsi nel (super caliente) settore ospiti. «L’ingresso allo stadio Mazzella sarà possibile per chi ha prenotato il posto – ricorda l’Ischia Calcio sulle proprie pagine ufficiali –. I supporter dell’Ischia potranno accedere dal lato tribuna coperta, dalle ore 14.30 alle ore 15.50, esibendo un documento di riconoscimento valido. Ricordiamo a tutti di indossare la mascherina e mantenere il distanziamento sociale. Forza Ischia!».

La tribuna ma soprattutto la gradinata inferiore del “Mazzella” ritornerà a colorarsi di gialloblù. I tifosi hanno distribuito bandierine e gadget affinché ognuno possa indossare qualcosa con i colori sociali. I tifosi organizzati in questi ultimi giorni stanno invitando i tifosi «a sostenere e non fare lo spettatore passivo». E’ il “karma” di Ciro Curci utilizzando tutti i canali possibili. «Chi viene è un privilegiato in questo momento storico ed è suo dovere venire allo stadio per incitare e non fare lo spettatore passivo, dobbiamo essere l’uomo in più», sottolinea Curci.

Ischia Calcio Unofficial è la pagina di “Facebook” che da più anni tratta le vicende dell’Ischia. «Riaprono i cancelli di Fondobosso mercoledì 23 giugno dove i tifosi gialloblù mancano dal 23 Febbraio 2020. Era un Ischia-Quartograd terminata 4-0 – scrive la pagina gialloblù –. L’Ischia venne dichiarata vincitrice del campionato di Promozione qualche mese dopo. Adesso ci stiamo giocando un altro importante obbiettivo: tornare nella serie che avevamo diritto sportivamente di stare. Si perché l’Ischia doveva fare la serie D ma non vogliamo nemmeno più ricordare perché non stiamo giocando in quarta serie, ci siamo scocciati. Per risalire la china abbiamo chiamato gli ischitani. Sia in società che in mezzo al campo – prosegue Ischia Calcio Unofficial – abbiamo scelto l’attaccamento alla maglia degli indigeni. Perché anche il poco attaccamento alla causa gialloblù ci ha portato a disputare la Prima Categoria dalla Lega Pro. È stato il secondo errore che abbiamo commesso dopo quello del 1998 (dinamiche diverse risultato uguale). Che sia l’ultimo! Perché quando non ci si iscrive ad un campionato la colpa è anche la nostra. L’Ischia deve stare, per passione, storia e tradizione nei campionati nazionali. Non ce ne voglia nessuno. Ce la stiamo sudando sul campo e tutte le nostre vittorie sono state decretate dal rettangolo di gioco poi successivamente cancellate da….vabbè lo sappiamo tutti. Noi non dimentichiamo per non commettere più lo stesso errore. Ragazzi che giocate nell’Ischia e siete i primi tifosi: completiamo l’opera senza paura con personalità e con le vostre ottime qualità tecniche. Peppe Billone Monti scrivi l’ennesima pagina di storia per questa società».

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