Le immagini dei raid missilistici su Dubai hanno attraversato in poche ore il mondo, arrivando anche sulle banchine dei porti isolani e nei salotti di tante famiglie che in queste ore seguono con apprensione l’evolversi della situazione. Se a Napoli il sindaco Gaetano Manfredi ha attivato un contatto diretto con il Prefetto Michele di Bari per verificare eventuali necessità dei concittadini rimasti bloccati negli Emirati Arabi Uniti, anche a Ischia l’attenzione è alta. Perché Dubai, negli anni, non è stata solo una meta esotica o un simbolo di modernità. È diventata, per molti ischitani, un pezzo di quotidianità.
C’è chi si trova negli Emirati per lavoro, chi per una stagione imprenditoriale, chi per una semplice vacanza invernale. L’isola ha saputo conquistare la città degli sceicchi con le sue eccellenze, con i suoi sapori, con la capacità tutta ischitana di fare impresa lontano da casa senza perdere identità. Ristoratori, professionisti del turismo, consulenti, operatori del settore immobiliare e dell’hospitality: una piccola comunità che negli anni ha costruito relazioni, investimenti, opportunità. Dubai, per molti, è stata una scommessa vinta.
Ora però la cronaca impone prudenza. Il raid missilistico ha acceso l’allarme e costretto le autorità italiane a monitorare costantemente la situazione attraverso l’unità di crisi della Farnesina. A Napoli è stata rafforzata anche la vigilanza alla Base Nato di Giugliano, sede dell’Allied Joint Force Command, con un invito alla massima attenzione rivolto a personale e famiglie, pur in assenza di minacce specifiche o credibili. Un segnale che racconta il clima di queste ore, sospeso tra cautela e attesa.
Tra gli ischitani presenti a Dubai c’è chi racconta di controlli più rigidi, di voli riprogrammati in attesa della riapertura dello spazio aereo e di una città che continua a funzionare ma con un’attenzione diversa negli sguardi. Altri stanno organizzando il rientro, in attesa del via libera, così come ci sono altri ischitani in vacanza in zone limitrofe considerate a rischio. Il Mediterraneo resta lontano, ma la percezione di una “zona calda” che si allarga è sufficiente a spingere molti a rivedere programmi e permanenze.
Ischia, del resto, è abituata a misurarsi con il mondo. Lo fa da sempre, esportando professionalità e accogliendo flussi internazionali. La presenza nella città degli Emirati non è casuale ma frutto di una vocazione imprenditoriale che ha saputo parlare la lingua globale senza rinunciare alle radici. Dai sapori della cucina isolana alle competenze nel settore turistico e alberghiero, fino alle nuove generazioni impegnate in ambiti innovativi, l’isola ha trovato a Dubai uno spazio di crescita.
Oggi però la priorità è la sicurezza. Le famiglie attendono notizie, i telefoni restano accesi, i collegamenti vengono monitorati con attenzione. In un mondo dove le distanze si annullano in un clic, anche un’esplosione a migliaia di chilometri diventa un fatto di casa.
E mentre le istituzioni seguono l’evoluzione degli eventi, Ischia fa quello che ha sempre fatto nei momenti delicati: resta unita. Con lo sguardo rivolto a chi è lontano e con la speranza che presto questa nuova tensione internazionale si sciolga, consentendo a tutti di tornare alla normalità. Perché dietro le cronache geopolitiche ci sono volti, famiglie, storie. E molte di quelle storie parlano, con accento inconfondibile, la lingua dell’isola.







