martedì, Aprile 13, 2021

Dopo la batosta al Tar, Forio rettifica la graduatoria dei vigili

Esclusi i cinque candidati che avevano dato la risposta errata. Il rup aveva valutato di impugnare le tre sentenze, ma il legale del Comune ha confermato che bisogna eseguirle senza discutere

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Dopo l’ultima batosta ricevuta dal Tar Campania, di cui abbiamo riferito qualche giorno fa, e le analoghe sentenze nei confronti di altri due candidati ingiustamente penalizzati, il Comune di Forio incassa la sconfitta e provvede a correggere la graduatoria del concorso per l’assunzione di cinque vigili urbani a tempo indeterminato e part-time al 50% conclusosi nel 2019. Provvedendo ad escludere dalla graduatoria i candidati che avevano dato una risposta errata a un quesito. Errore non rilevato dal cosiddetto correttore automatico, che l’aveva giudicata esatta.

Errori marchiani nello svolgimento del concorso, la cui commissione era presieduta dal dirigente del X Settore Ciro Raia e composta dal maresciallo Ciro Verde, da Francesca Guarracino e dal geom. Aniello Amalfitano come segretario. Ma quel che più rende ridicola la posizione del Comune è che per la correzione dei quesiti a risposta multipla era stata incaricata una ditta specializzata, pagando il relativo servizio. Doveva rappresentare una garanzia per i candidati e invece sappiamo come è andata.

In sentenza i giudici del Tar evidenziano che in forza di questo ingiustificabile errore cinque candidati non solo avevano ricevuto un punteggio più alto, ma non si erano visti attribuire alcuna penalità e la conseguente esclusione dalla graduatoria. Il tutto a danno dei tre ricorrenti. Bocciando sonoramente l’operato del Comune ricordando che «nelle prove concorsuali articolate su quesiti a risposta multipla, come nel caso di specie, non è configurabile alcuna discrezionalità in ordine alla valutazione delle risposte date alle singole domande, dovendosi prevedere con certezza una sola risposta univocamente esatta, con esclusione di ogni ambiguità ed incertezza di soluzione, onde evitare una valutazione dei candidati in violazione del principio della par condicio»

Adesso il rup Vincenzo Rando prende atto della bacchettata e provvede a rettificare le due determine con le quali era stata approvata e verificata la graduatoria finale del concorso. In forza delle sentenze del Tar che hanno dato ragione a Nello Di Maio, Giovanni Luongo e Giovan Giuseppe Aiello.
Per la verità, con assurda caparbietà, il Comune aveva valutato di opporsi a quanto sentenziato dal Tar. Ma il legale interpellato ha precisato «che non vi sono margini di impugnativa al Consiglio di Stato e che pertanto bisogna eseguirle adeguando la graduatoria ai dispositivi delle tre sentenze». Sconfitta piena e senza appello.

E così Rando procede alla “correzione”, scrivendo in determina: «Di prendere atto che dai riscontri effettuati verrebbero esclusi dalla graduatoria finale i seguenti concorrenti, che all’esito del riconteggio non avrebbero raggiunto il punteggio minimo di 21 alla prova scritta: Calise Giovanni; Ciaramaglia Marianna; Alfano Martina; Finzi Roberto; Baiano Alessandro; Barbieri Piergiuseppe».
E ritiene dunque «di dover riformulare la graduatoria finale in applicazione delle tre Sentenze del Tar Campania».
Una figuraccia colossale.

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