Oggi in occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione, si apre a Pozzuoli la terza edizione della rassegna “906090 Anatomia di un Cambiamento. Donne oltre il mito”, un appuntamento divenuto ormai punto di riferimento per la valorizzazione del pensiero femminile nelle arti e nella cultura. L’evento, che si svolge in un contesto ricco di storia e suggestione come quello dei Campi Flegrei, propone una riflessione profonda e articolata sul significato della bellezza, sul suo legame con l’etica e sull’evoluzione del ruolo della donna nella rappresentazione artistica e cinematografica.
“Cosa è la bellezza? È ancora quella concezione antica che univa il bello al buono, o è qualcosa di diverso?”, si chiede provocatoriamente il concept dell’edizione 2026. Il termine latino pulcher, usato per esprimere “bello”, racchiudeva anche un’idea morale, suggerendo che la bellezza fosse specchio di virtù. Ma oggi, davanti all’arte contemporanea e al cinema d’autore, spesso dissonanti e provocatori, quanto resta di quella visione? E cosa accade quando a raccontare la bellezza sono le donne, in un sistema culturale che per secoli le ha relegate al ruolo di musa e non di autrici?
L’inaugurazione della rassegna si apre alle ore 14.00 con i saluti istituzionali di numerosi rappresentanti del territorio: Luigi Manzoni, sindaco di Pozzuoli; Vincenzo Cirillo, consigliere della Città Metropolitana di Napoli; Mariasole La Rana, assessora alla Cultura di Pozzuoli; Roberto Della Rocca, direttore dei Beni Culturali della Diocesi puteolana; Michele Assante del Leccese, delegato alla cultura per Procida; Mauro Cucco, assessore alla Cultura di Bacoli; Raffaella De Vivo, assessora e presidente della CPO di Quarto; Marilù Marasco, vicesindaca di Monte di Procida; Carla Ilenia Caiazzo, presidente della CPO di Pozzuoli; e Maria De Martino, presidente della Consulta delle Donne di Quarto.
A moderare l’incontro è Gianni Ambrosino, direttore di VG21, che introduce una serie di interventi di alto livello. Maria Giambruno e Anna Russolillo aprono il dibattito, seguite da Giuseppe Borrone, critico cinematografico e scrittore, che analizza il fermento delle nuove registe italiane, e da Titti Improta, giornalista e consigliera nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, che approfondisce il nesso tra educazione mediatica e lotta alla violenza di genere.
Il programma prosegue con la regista Giuliana Boni, che presenta il cortometraggio Dolly Make Up, una riflessione sull’identità e l’autenticità nella società dell’immagine. Raffaella De Vivo propone un intervento dedicato a Vittoria Colonna, figura emblematica di intellettuale rinascimentale, mentre Anna Abbate, presidente di Edu Campania, esplora il mito e la tragedia al femminile attraverso le figure di dee ed eroine. Gea Palumbo, docente dell’Università Roma Tre, conclude la prima parte con una riflessione sulla bellezza come strumento educativo, sospeso tra armonia e disarmonia.
Nel pomeriggio, Gennaro Maione, critico cinematografico, analizza il capolavoro di Jean-Luc Godard Vivre sa vie, interpretando il corpo e la libertà della donna come elementi centrali della narrazione. Il sociologo Bruno Acconcia affronta il tema dell’appartenenza e della percezione culturale del corpo femminile, sottolineando come l’educazione giochi un ruolo fondamentale nel superare stereotipi e disuguaglianze.
A chiudere la giornata, l’attrice e regista Giusi Cataldo, con il cortometraggio Ha toccato!, e Sonia Gervasio, presidente dell’associazione Projecta, con un contributo dedicato all’attivismo culturale al femminile.
Alle ore 17.30, la rassegna si apre alle arti visive con l’inaugurazione della mostra “Sobject no Object! Donne che dipingono donne”, che coinvolge 15 artiste visive e si propone come atto di restituzione dello sguardo. L’arte, da oggetto di contemplazione maschile, si fa strumento attivo di educazione e consapevolezza, ribaltando la centralità del soggetto: la donna non è più rappresentata, ma è colei che rappresenta.
Espongono Giulia Avallone, Cinzia Bevilacqua, Ilaria Di Fiore, Mariella Di Gennaro, Aida Guardai, Paola Iotti, Barbara Melcarne, Jole Monaco, Gilda Pantuliano, Silvia Rea, Flora Rucco, Marina Scg, Arianna Spizzico, Pina Testa e Katalin Visky.
La mostra è ideata da Anna Russolillo e curata insieme a Barbara Melcarne, Anna Abbate e Gea Palumbo, e prosegue fino al 31 gennaio con un finissage e una sessione di Live painting 906090 a cura di Melcarne.
La rassegna gode del patrocinio della Regione Campania, della Città Metropolitana di Napoli e dei Comuni di Pozzuoli, Quarto, Procida, Bacoli e Monte di Procida. È sostenuta da sponsor privati come Il Capitano 1890, Il Blamangieri, AIS Campania e Villa Elvira, ed è realizzata in collaborazione con la Biblioteca della Diocesi di Pozzuoli, l’Accademia dei Campi Flegrei, l’Ordine dei Giornalisti della Campania – CPO e BM Spazio Arte.
“906090 Anatomia di un Cambiamento” si conferma così un laboratorio di pensiero e creatività, dove le donne non sono più soltanto protagoniste, ma vere e proprie autrici del cambiamento culturale ed educativo. Un’occasione per interrogarsi sul presente, rileggere il passato e immaginare nuovi futuri dove la bellezza sia, finalmente, anche giustizia.
Educazione, arte e narrazione al femminile: una riflessione sulla bellezza e sul ruolo culturale delle donne attraverso cinema, arte, storia e società.



