Don Marco D’Orio, il prete in stand by. “…ho concordato da mesi con il vescovo per un tempo sabatico”

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Gaetano Di Meglio | Ha pigiato il dito sul tasto pausa. Ha fermato le sue cure alla Parrocchia dello Schiappone e ora riflette e si riposa.
E’ questa la sintesi della crisi di un altro prete della Diocesi di Ischia retta dal Vescovo Pietro Lagnese. Un vescovato al centro di una continua crisi.

La cacciata o lo fuga di Don Mariano Montuori lontano dall’isola che abbandona la Parrocchia del Cuotto, poi lo scandalo di Don Giovanni Trofa a Fontana e di Don Nello Pascale allo Schiappone, poi la vicenda dei “Gemellini”, il caso di Zaro ancora aperto, la storia della parrocchia di Fiaiano con la vicenda arcinota di Don Gianfranco Del Neso che è si evoluto da padre a papà, la vivace vicenda del parroco con il piacere delle pagine “maschie” su facebook scoperto dall’escort per uomini, l’avvocato Francesco Mangiacapra che negli anni scorsi aveva denunciato di avere tra i suoi clienti anche un parroco ischitano e che dopo il nostro articolo ha ripulito il profilo facebook da tutti i mi piace imbarazzanti sono il corollario delle vicende di Don Luigi Trani e, appunto, di Don Marco D’Orio.

Il primo, Trani, è dovuto rifugiarsi un po’ a Loppiano per ritrovare se stesso e fare un corso di aggiornamento focolarino, il secondo, D’Orio, invece, come avevamo già scritto, ha deciso di prendersi un “tempo sabatico” e lo ha annunciato anche ai suoi parrocchiani con un messaggino whatsapp

«Carissimi fratelli e sorelle ho concordato da mesi con il vescovo per un tempo sabatico. Non si tratta di nessun problema ma di un periodo di riflessione e di riposo. Non è in discussione la mia vocazione sacerdotale, della quale ringrazio il Signore. Non servono altri dettagli è importante per me vivere questo momento. Vi chiedo solo la cortesia di non farmi domande ma di pregare gli uni per gli altri. Grazie»

“Non si tratta di nessun problema” e “Non servono altri dettagli” è tutto un programma…
Proviamo a capire. Uno dei postulati che animano la pastorale vocazionale di Lagnese è la relazionalità. Lagnese ci tiene così tanto che, ad esempio, Don Emanuel vale in Diocesi quasi come Messi vale nei vari campionati di calcio. Il prete esperto di relazioni è quello che vorrebbe il vescovo esperto di relazioni. Vuoi mettere che porta a Ischia il presidente e il vicepresidente della CEI e che chiama in causa il buon Bergoglio per vincere contro i comune di Casamicciola e Forio nella battaglia del “diritto di patronato”. Più relazioni di queste…

E, di relazioni in relazioni è legittimo pensare che se “lo” mandi allo Schiappone, quali grandi “relazioni” possono nascere? Lì erano abituati a don Nello che in quanto “relazioni” aveva il suo da dire.
La verità che è Don Marco, da tempo, aveva deciso di non abitare in canina e di traferirsi dove si trova a suo agio, tra Lacco Ameno e Forio dove le “relazioni” sono più vive rispetto allo Schiappone e, al massimo, al Vatoliere. Da mesi, infatti, in parrocchia era uccel di bosco, ovvero non lo vedevano mai.

Se poi ci aggiungiamo che Don Marco e Don Gianfranco furono proclamati preti nello stesso giorno, il 27 giugno 2014, allora il discorso diventa facile facile: questione di relazioni.

Nessuno faccia allusioni. Siamo convinti che se il problema è la “relazionalità” e il campo d’azione è una piccola frazione con pochi eventi, pochi giovani e poca visibilità, può anche essere che uno si possa sentire un prete, come dire, serie b. Ecco che il paragone con Messi o Ronaldo diventa più calzante

1 commento

  1. Ma mi domando: al governatore di questa diocesi, o quel ke ne rimane, nessuno consiglia o impone un lungo periodo sabatico, un bel periodo di riflessione sul suo operato?

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