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Domenico De Siano: «L’emergenza abitativa è una questione di pubblica utilità»

Lacco Ameno. Il senatore illustra l’iniziativa della minoranza per bloccare le demolizioni. Emergenza sisma ed emergenza Covid. Su Pascale: «Anche lui è sensibile a temi del genere, non ho difficoltà ad ammetterlo e dico che siamo rimasti soddisfatti dall'incontro che abbiamo avuto». Una assunzione di responsabilità: «Noi dobbiamo creare le condizioni di redigere un atto per dare una risposta concreta. Poi la Procura, la magistratura, i giudici ritengono che noi abbiamo approvato un atto che non va nella direzione della legalità? Beh, lo andremo a verificare nelle sedi opportune»

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Con Domenico De Siano commentiamo la richiesta di convocazione del Consiglio comunale da parte della minoranza di Lacco Ameno, ignorata dal sindaco Giacomo Pascale, con un unico argomento all’ordine del giorno. Un argomento caldo che ci portiamo dietro da un po’ e che interessa non solo l’isola, ma che calato a Lacco Ameno, con l’emergenza abitativa dovuta al sisma, è molto sentito. Parliamo della demolizione delle case abusive a seguito di sentenza passata in giudicato, un argomento che andrebbe trattato con maggiore intensità.

– Senatore, quale è la bontà di questa richiesta e quale è l’obiettivo che si vuole raggiungere?

C’è da parte della Procura una iniziativa tesa a perfezionare la procedura con Cassa Depositi e Prestiti, ha fatto richiesta ai Comuni di contrarre una serie di mutui finalizzati alla demolizione di alcune abitazioni abusive e sarebbe una vera e propria emergenza nella nostra comunità.

Abbiamo chiacchierato con il sindaco, diciamola tutta, noi ci conosciamo entrambi e sappiamo quella che è la gravità del problema di difficile risoluzione, abbiamo valutato la possibilità, insieme, di una iniziativa politica unitaria tesa a dare una risposta concreta dal problema.

Una risposta che può arrivare partendo da un assunto: noi crediamo che in un comune come Lacco Ameno, che è un comune terremotato dall’agosto 2017, un comune in cui vi è stata l’emergenza per la pandemia del Covid, riteniamo che da un punto di vista tecnico-amministrativo-giuridico l’emergenza abitativa che si creerebbe nel momento in cui ci fossero demolizioni e quindi determinate famiglie avrebbero delle difficoltà oggettive a reperire una abitazione, sarebbe molto grande».

DEMOLIZIONI GRADUATE

– Ribadiamo per i nostri lettori: parliamo di abitazioni in cui abitano intere famiglie, dunque di prima necessità. Degli abusi che potrebbero essere graduati…

«Riteniamo che sia una questione di pubblica utilità dare, da parte di un Consiglio comunale che se ne assume la responsabilità e di una Pubblica Amministrazione, una risposta al problema. Poi, è da valutare se ci sono le condizioni per poter creare in maniera concreta un atto deliberativo che possa fornire soluzioni in tale direzione; ci siamo lasciati che valuteremo nei prossimi giorni se c’è la possibilità concreta di dare vita ad una iniziativa de genere. Sia da pare della minoranza che da parte del sindaco c’è stata la disponibilità a dialogare insieme e unitariamente uscire con una risposta che possa essere seria ad un problema che sottopone a sofferenza tante famiglie anche nel nostro comune».

– Lei su questo tema è intervenuto tante volte. La domanda è: con quale efficacia il Consiglio comunale può intervenire in un argomento così delicato?

«Lo so che è una questione tecnica, però io mi batto, da sempre, per far emergere una tesi. Chiaramente una tesi forzata, ma credo che chi fa politica e occupa determinati ruoli si debba assumere anche la responsabilità di prendere determinate iniziative.

La norma stabilisce che le abitazioni abusive prive di titolo devono essere demolite dopo una serie di iniziative procedurali, acquisite e demolite oppure acquisite a patrimonio pubblico finalizzate alla pubblica utilità.

Si acquisisce un immobile abusivo finalizzato alla realizzazione di una scuola, di un asilo… il tema oggi è l’emergenza abitativa nell’ambito della comunità. E’ pubblica utilità o no? Noi riteniamo sia di pubblica utilità anche l’emergenza abitativa. Credo sia emergenza abitativa se delle famiglie, con tutte le loro cose, finiscono per restare in strada o in Piazza Santa Restituta. A Lacco Ameno non abbiamo case comunali, non vi sono case popolari sfitte, le scuole sono inagibili, perché risulta che non si va a scuola da tempo perché non vi sono le condizioni adatte.

Ritengo che sia anche questa pubblica utilità. Noi dobbiamo creare le condizioni di redigere un atto, assumendoci in Consiglio comunale le responsabilità in prima persona, per dare una risposta concreta ad un problema del genere.

Poi la Procura, la magistratura, i giudici ritengono che noi abbiamo approvato un atto che non va nella direzione della legalità? Beh, lo andremo a verificare nelle sedi opportune».

NECESSARIA L’UNITA’

– Lei vorrebbe sfidare in qualche modo…

«Non si tratta di sfidare. Il magistrato applica le leggi, quindi è impegnato a portare avanti la sua iniziativa legittima. L’amministratore pubblico deve fare altrettanto legittimamente il proprio lavoro, dando risposte concrete a quelli che sono i problemi della propria comunità.

Non mi voglio ripetere, ma è questione di ordine pubblico, è questione di pubblica utilità l’emergenza abitativa in un comune come Lacco Ameno e il Consiglio comunale ha il dovere di assumersi la responsabilità per cercare di dare risposte. Poi se ci si riesce o meno, è importante che al netto di quella che è la demagogia, perchè il problema è serio, al netto di quelli che possono essere gli interessi di parte tra maggioranza e minoranza, noi ora dobbiamo fare gli interessi del nostro comune. Quindi mettere da parte tutte le divergenze che ci sono tra di noi e dare una risposta unitaria.

Devo essere onesto, sono stato con i miei amici consiglieri comunali dal sindaco e ho trovato la sua massima disponibilità. Anche lui è sensibile a temi del genere, non ho difficoltà ad ammetterlo e, in maniera obiettiva, dico che siamo rimasti soddisfatti dall’incontro che abbiamo avuto, da come si è posto nei confronti di un problema del genere, perchè anche lui è sensibile a ciò e lo conosce bene. Io mi auguro che possiamo riuscire a  trovare una intesa unitaria».

– Fece scalpore la dichiarazione del Ministro Cartabia quando la posizione del governo sulle demolizioni era quella di affidare la valutazione caso per caso, da parte del giudice. Adesso che conoscete meglio e più approfonditamente i casi che la Procura ha sollecitato, è il caso di sollecitare la stessa Procura a valutare caso per caso, appunto, le demolizioni che si andranno a fare?

«Leggendo i nominativi sono persone che sono titolari di prima casa, con unica possibilità abitativa nella casa che occupano e si creerebbe, davvero, un problema serio.

E’ ovvio che una iniziativa del genere non vale per un proprietario di altri dieci appartamenti o altre case… è ovvio che non può trovare accoglimento una cosa del genere.

Credo che per chi abbia solo una abitazione vi sia la possibilità tecnico-amministrativa di trovare una via con un tecnico per verificare se ci sono i presupposti per dar vita ad un atto e ad una assunzione di responsabilità da parte dei consiglieri comunali che vada in una determinata direzione».

– Quindi prima del Consiglio comunale state provando a scrivere questo atto e poi vi sarà la convocazione?

«Esatto, per verificare se ci sono le condizioni».

– E state lavorando di comune accordo?

«Penso che l’unica possibilità che ci sia per avere un minimo di successo sia quella di stare insieme ed essere uniti».

SCUOLE E PORTO

– Nel frattempo, però, tra 5 giorni, 10 giorni iniziano le scuole e a Lacco Ameno si va verso i doppi turni…

«Questa è un’altra partita. Questa è una partita in cui l’opposizione è su un altro binario rispetto alla maggioranza, non condividiamo assolutamente nulla di quello che è stato fatto in precedenza, abbiamo detto più volte quale è il nostro punto di vista, ma hanno la testa dura e non c’è possibilità di confronto e ragionamento».

– Oggi è 6 settembre, tra nove giorni il Tar dirà la sua sul porto, un altro momento di scontro e confronto mancato tra politica e privato e anche tra politica e territorio, perché molti commercianti si sono lamentati, a prescindere dalle polemiche, che è mancata la boccata d’ossigeno che si riversava sul territorio.

«Non dobbiamo fare confusione. Il tema degli abbattimenti è un tema serio su cui non speculare. Per determinate persone rappresenta una tragedia. Io ho assistito a drammi familiari rispetto a questo tema, bambini che si trascinano dietro gli strascichi per anni. Su un tema del genere dobbiamo provare ad essere uniti e siccome io so come la pensa il sindaco di Lacco Ameno, perché siamo stati insieme per una vita, so che è sensibile ad una operazione de genere, abbiamo tutti il dovere di essere uniti.

Il tema porto è un tema esclusivamente amministrativo e riguarda le scelte che deve compiere la maggioranza nell’ambito di un paese. Io in Consiglio comunale con i miei amici, con i quali rappresentiamo la minoranza, siamo stati chiari, abbiamo detto che stavano creando i presupposti per arrecare un danno al paese per l’estate 2021. Dicevamo “perché vi accanite in una determinata maniera quando chi avrà il danno è solamente il comune? Create le condizioni per far lavorare nel miglior modo possibile”. Non siamo stati ascoltati. L’iniziativa futura spetta al sindaco e alla maggioranza, non a noi. Noi rappresentiamo la minoranza, rappresentiamo coloro i quali la pensano in una determinata maniera e dobbiamo essere vigili rispetto alle scelte dell’Amministrazione. Senza possibilità di fraintendimenti. Noi siamo minoranza e loro maggioranza. Ci sono temi, poi, che possono essere unitari e lo facciamo in maniera responsabile».

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