Disastro Liceo, bocciatura metropolitana. A Marrazzo, di Ischia, piace solo la passerella

A Lacco ameno piove in aula. A Ischia, invece, si muore di freddo: manca l’impianto di riscaldamento

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Gaetano Di Meglio | Capello biondo, atteggiamento fiero e passo spedito col tacco un po’ rialzato per darsi un tono, l’avvocato Domenico Marrazzo è il collega del dipendente del comune di Forio Raffaele Cacciapuoti, che gestisce la delega all’edilizia scolastica della Città Metropolitanta.

Una delega che viene gestita molto peggio di quella delle strade che è affidata, come ricorderanno in molti, al lavoratore agli ordini di Enzo Rando o Marco Raia al comune di Forio. Ma questa è una storia che, in parte, vi abbiamo raccontato ieri.
Oggi ci concentriamo sulla delega della scuola. Come i lettori sapranno, infatti, l’edilizia scolastica delle scuole superiori è affidata dall’ex provincia. Una vera disdetta. Da sempre!
Senza il bisogno di ricorrere alla storia del fallimento dell’edilizia scolastica sulla nostra isola, restiamo ai giorni nostri e, in particolare, fermiamoci a quella che dovrebbe essere la scuola “più nuova” sull’isola, ovvero il Liceo Ischia.

Un disastro da sempre.
Qualche settimana fa, in occasione della passerella con spinta mediatica in vista delle prossime elezioni, il sindaco De Magistris e il delegato Marrazzo sono venuti a Ischia, al “Mennella” di Ischia con tanta faccia tosta ad inaugurare il nuovo laboratorio di navigazione finanziato con i soldi dell’emergenza sisma da parte del MIUR. Si, avete capito bene, come cavoli a merenda e a prendersi il merito di altre persone.

In quell’occasione, davanti ad una platea, evidentemente impedita a dire la verità e davanti allo schieramento dei dirigenti scolastici che devono indossare il bavaglio istituzionale per ovvie ragioni, i tre cavalieri della scuole malandate, De Magistris, Enzo Ferrandino e Domenico Marrazzo, hanno avuto la loro passerella senza sostanza. L’ennesima. Ahinoi.

Ma torniamo, per un attimo, al nostro servizio su Cacciapuoti. Quando in una comunità si lascia spazio al lecchinaggio travagliesco (da Travaglio) e non si combatte per difendere i diritti della comunità stessa si arriva ad un punto molto pericoloso: che la politica si sente in libertà di poter fare quello che vuole e, soprattutto, anche quello che non vuole.
Così, lasciando da parte la passerella ischitana di De Magistris e Marrazzo che vengono ad Ischia con i soldi pubblici per farsi belli in un convegno privato, dal senso reale uguale a zero.
Tutto questo per introdurci allo scandalo del Liceo Ischia. Dopo i recenti fenomeni metrologici che hanno messo ko il comune di Ischia, in particolare, alcuni studenti del Liceo Ischia ci hanno raccontato le assurdità che sono costretti a vivere.

Procediamo per gradi. Marrazzo sa che nell’aula 4 di Lacco Ameno ci piove dentro?
Ormai sono anni che il plesso conteso dell’ex mercato di Lacco Ameno non è adatto e aspetta interventi di riqualificazione che vanno aggiunti a quelli storici. E’ inutile realizzare “cordoli” per far fronte allo smaltimento delle acque piovane. O altri interventi tampone che non portano benefici a nessuno e niente. Ovviamente, oltre alle aule insalubri ci sono le vie di fuga o, come si dice oggi di “esodo, che sono difficili da praticare perché i pavimenti sono pericolosi e “rotti”. Mattonelle saltate in ogni dove e un degrado di fatiscenza in crescendo che non trova soluzione.
Le tende sono un miraggio. Il sole batte forte e i ragazzi sono costretti a girarsi come “gira il sole”.

Inutile parlare delle scale e della poca sicurezza delle stessa se consideriamo che il plesso viene frequentato anche dai piccoli del Comprensivo Mennella.
Lasciamo da parte, ovviamente, gli intonaci esterni, il necessario adeguamento sismico e tutti gli altri problemi dagli infissi ai certificati.
Questa è la scuola di Marrazzo e De Magistris. Un papà, impiantista, si è anche chiesto come mai manchino anche le lampade di emergenza nei corridoi. Magari quando mancherà la luce e capiterà qualcosa di grave, sapremo a chi chiedere conto.

Nel frattempo, mentre il Liceo soffre grazie alla cattiva gestione della Città Metropolitana, il Mattei grazie a fondi ministeriali si è rifatto daccapo e tutto nuovo.
Dal disastro di Lacco Ameno a quello di Ischia, però, il passo è molto più breve di quello che si possa pensare.
Ad Ischia, nella sede del Polifunzionale, invece i problemi sono maggiori.
La pioggia dell’altro giorno ha prodotto il solito allagamento non solo di un’uscita di sicurezza ma anche di un piano seminterrato e dello spazio per l’ascensore. Manca ancora un impianto di riscaldamento e, anche per questo inverno, al Liceo si “morirà di freddo”. Così come è imbarazzante, nel 2019, sentire dai ragazzi che, sempre più spesso, si “stacca la luce”. Si avete capito bene, va via la luce e si “resta” al buio (relativamente).

La palestra è sempre la stessa storia. Lo stesso pianto greco e ora si aggiungono anche i tratti del “terreno di gioco” che iniziano ad essere pericolosi e le vetrate che sembrano cadere ad ogni soffio di vento.

Vabbè, parlare degli scarichi nei bagni rotti, delle mattonelle saltate, degli intonaci da rifare e delle infiltrazioni che, pioggia dopo pioggia, continuano a rendere la frequentazioni di diverse spazi al limite della norma. Così come sembra strano che ci siano ancora “finestre” non a norma ed è grave, in conclusione, anche la presenza di numerosi battiscopa caduti. E così, caro Marrazzo, sarebbe anche il caso di far rimuovere i vecchi condizionatori inutilizzati dal vecchio impianto.

Davanti a tutto questo, davanti a tutto questo disastro si può continuare a tacere? Si può continuare a far finta di niente? Pensiamo di no.

Purtroppo, però, i genitori se ne fregano, gli studenti si agitano e si mobilitano poco e, nel frattempo, i servizi perdono qualità. Ci vorrebbe una Greta ischitana che scioperi per la normalità. Per avere una scuola almeno “modello base”. Quella che Marrazzo e De Magistris non riescono a darci. Nel 2019. Freddo, gelo e scuole arrepezzate e poi parlano di milioni di euro o di piani strategici. Si, per il disservizio, per la sciatteria e per le scuole dove ci piove dentro.

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