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Dionigi non giocare con i soldi dei baranesi. Il caso Caliendo e le follie da contenzioso

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Il contenzioso legale è una delle pagine più oscure che agitano i bilanci delle pubbliche amministrazioni. Se ne vedono di tutti i colori.

Questo è il caso del geometra Caliendo, dei danari che deve ricevere dal comune di Barano e che, nonostante le mazzate dei giudici, la giunta di Dionigi Gaudioso sembra non voler concedere alla vedova di uno dei geometri più famosi di Barano.

Iniziamo con leggere l’ultimo atto della giunta baranese con cui viene affidato all’avvocato Antonio Pantalone un ulteriore incarico di 400 euro.

«Premesso che con sentenza n. 26/2021 il Tribunale di Napoli – Sez. distaccata di Ischia ha condannato il Comune di Barano d’Ischia al pagamento, in favore della Sig.ra Conte Maria, della somma di € 69.884,14 oltre IVA e C.N.P.A.;  Considerato che l’Ente, giusta Delibera di Giunta Comunale n. 28 del 02/03/2021, ha  interposto gravame dinanzi alla Corte di Appello di Napoli avverso la mentovata  sentenza e il giudizio è tutt’ora pendente; Visto l’atto di precetto notificato dalla Sig.ra Conte Maria e inerente il recupero delle somme portate dalla predetta sentenza; Verificato che il difensore di fiducia dell’Ente nel procedimento in parola, sentito per le vie brevi a seguito della ricezione dell’atto di precetto, in considerazione della ragionevole fondatezza dell’appello medesimo e della sussistenza di gravi e fondati motivi, ritiene proponibile una istanza di sospensione della sentenza di primo grado»

Se è chiara la condanna del comune di Barano, è meno chiaro, invece, in concetto alla base del nuovo incarico: “istanza di sospensione della sentenza di primo grado”. Andiamo per gradi.

La difesa dalla signora Conte ha precettato al Comune di Barano l’importo di € 103.618,40 per la vicenda che nasce da numerosi incarichi dati ad Angelo Caliendo che il Comune non ha pagato. Per rendere facile il concetto, va detto che la difesa ha proposto appello incidentale perché il Giudice non ha riconosciuto gli interessi e la rivalutazione monetaria che fa lievitare la somma ad oltre 140.000.00 euro.

Bella botta! 140mila euro dei baranesi che meriterebbero maggior attenzione e cura da parte del comune di Barano.

Ma torniamo all’agire dell’ente. Più di un legale suggerisce che la richiesta di sospensione dell’efficacia della sentenza doveva essere presentata con l’atto di appello e non con un ulteriore dispendio di danari pubblici (anche se pochi, 400 euro). Qualche altro, invece, si fa forte della giurisprudenza che la prevede anche successivamente in verità, però, tra i due litiganti, il popolo di Barano meriterebbe una politica legata al contenzioso più oculata e seria. Non cause decennali per portare avanti dispetti e vendette, bensì accordi transattivi e conciliazioni.

Le percentuali che il comune abbia ragione, in verità, sono molto basse. Sarà molto difficile che il tribunale conceda la sospensione della sentenza, soprattutto perché manca il “danno grave ed irreparabile”. Per il bilancio del comune di Barano, infatti, 100.000 euro non sono una grande cifra.

Ma torniamo al sodo perché la strada sembra già scritta: non vorremo che le casse dei baranesi vengano fiaccate ancora di più. E’ difficile pensare che più vanno avanti, più la somma aumenta e alla fine dell’appello potrebbe diventare veramente importante?

Ma non è meglio provare una proposta transattiva? Alla fine, gli incarichi svolti dal geometra Caliendo sono stati tutti svolti come certificato dal Comune stesso! Ma di che parliamo? Suddai….

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