Dilettanti, il calcio vuole riprendere. Ma ci sono tante incognite all’orizzonte

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I vertici della LND, sulla stregua di quelli della FIGC, sperano che l’emergenza dovuta al diffondersi del Corona Virus possa dare a tutto il movimento nazionale di riprendere il suo cammino verso l’inizio di maggio. Indicativa la data, “fissata” nel 3 del mese mariano, per l’ipotetico principio dell’ultimo scorcio della stagione calcistica italiana, ma sono comunque tante le incognite che ci sono circa il periodo di stop (sarebbe praticamente di 2 mesi). A partire dai rimborsi ai calciatori ed agli staff tecnici, per finire con le reali – se si dovesse protrarre il periodo di stasi – possibilità di terminare i campionati come previsto dal regolamento e dalle NOIF (che non forniscono scappatoie). In questi giorni, non nel merito delle questioni sovrascritte, si stanno sprecando tante parole.
Dato lo stato emergenziale navighiamo a vista e seguiamo l’evolversi degli eventi in strettissimo contatto con i vertici nazionali”, così, il presidente del Comitato Regionale campano, Carmine Zigarelli, ha parlato nelle scorse ore – sul canale ufficiale della L.N.D regionale – del momento di stop che sta vivendo tutto lo sport nazionale e quello nostrano.
Il numero uno di via Santa’Anna alle Paludi ha aggiunto:Risolta l’emergenza – prosegue – puntiamo a salvaguardare la stagione sportiva, nella consapevolezza della valenza sociale del calcio dilettantistico, che sarà sostenuto in tutte le sedi. Le società campane stanno dimostrando un grandissimo senso di responsabilità e di maturità, attuando in toto i dettami dei decreti governativi sulla tutela della salute degli atleti e non solo, e di questo le ringrazio immensamente. I contatti con i presidenti sono stati quotidiani – svela Zigarelli – sin dai primi momenti, ci siamo confrontati e ho recepito le loro istanze, le loro preoccupazioni e le loro proposte. Ognuno sta facendo la sua parte. Inoltre stanno fornendo, anche attraverso le campagne social che come Comitato Campano abbiamo lanciato per la tutela della salute, un grandioso contributo. I video dei presidenti, calciatori e addetti ai lavori che restano a casa – ammette – sono un messaggio di grande responsabilità trasmesso alla nostra comunità campana. Un grazie immenso a tutte le società campane, che nonostante le tantissime difficoltà stanno affrontando a testa alta questo periodo così complesso, con quello spirito da combattente tipico di tutti gli innamorati del calcio! E’ la partita più tosta e difficile che potessimo mai affrontare – conclude – e sono certo che, rispettando le regole del gioco, giocandola di squadra, la vinciamo e ne usciamo più forti e compatti di prima. Restiamo a casa per poter tornare a gioire presto insieme per un gol!”.

DA MARCIANISE – Una prima voce di club, in merito alla situazione che si è venuta a creare ed alle sue potenziali conseguenze, si è levata nelle scorse ore da Marcianise. Il locale club milita nel girone A di Eccellenza, ed è invischiato nella lotta per non retrocedere con le isolane Barano e Real Forio. Il segretario del club casertano, ha pubblicato una nota ufficiale, nella quale ha chiesto chiarezza su come si intenderà chiudere la stagione, soprattutto circa lo svolgimento di play off e play out. Ecco il contenuto del comunicato:
Nel prendere lettura della proposta effettuata dell’avv. Luigi Barbiero (“Se ci saranno criticità particolari e i tempi fossero stretti, ci sarà la possibilità di valutare uno sforamento della data limite del 30 giugno. Questa ipotesi sarà affrontata con attenzione se ce ne fosse la necessità, non è nell’ottica e nella logica delle cose non riprendere l’attività”, ndr), coordinatore del Dipartimento Interregionale della LND, ci trova pienamente d’accordo sulle sue affermazioni.
Avendo a stretto giro scadenze improrogabili in arrivo come ad esempio: a giugno vi è la scadenza del cambio denominazioni e fusioni, tra la metà e la fine di giugno, le piattaforme vengono aggiornate con la documentazione burocratica da preparare e la presentazione del tutto in F.I.G.C. con i corrispettivi economici da versare per entrare nella nuova stagione sportiva.
Nel mese di luglio oltre al calcio mercato, iniziano i raduni per le società più gli stage per under da inserire nelle prime squadre e per quanto riguarda la Juniores Under 19 Elitè. Poi ci si avvia verso l’inizio della stagione e in contemporanea ci si concentra anche sui settori giovanili da allestire.
Riallacciandoci all’intervento fatto dal presidente della F.I.G.C. Campania che afferma la stagione si conclude a giugno, siamo d’accordo ma in quel mese le società già programmano la nuova stagione agonistica. Per quanto ci riguarda siamo pienamente d’accordo con l’Avv. Luigi Barbiero, però, la LND e F.I.G.C. Campania devono fare assoluta chiarezza in merito a quanto riguarda i play out e retrocessioni. Ma la stagione deve assolutamente concludersi in quanto non vi sono più le condizioni per proseguire. Devono assolutamente essere tutelate quelle società che hanno investito tanto per puntare alla vittoria del proprio campionato”.

RIMBORSI, IL CASO DELL’ISCHIA – Con la stagione che inevitabilmente si allungherà almeno fino a fine maggio – parliamo ovviamente dei campionati di Eccellenza e Promozione, nelle quali sono impegnate le squadre isolane (Barano, Real Forio, Ischia, Lacco Ameno e Procida) – oltre al problema di tenere allenati i calciatori nel periodo di pausa, si profila anche il problema del pagamento dei rimborsi a calciatori e tecnici. All’inizio della stagione, la stragrande maggioranza delle società di detti campionati, ha un budget risicato e spesso non riesce ad onorare tutti gli impegni presi. Compresi play off e play out, la stagione – per la quasi totalità dei club – avrebbe dovuto concludersi a fine aprile, quindi almeno un mese prima di quando oggi si prevede possa chiudersi dopo l’emergenza da Corona Virus (dopo un vero tour de force di partite in poche settimane).
In sostanza, ci sarebbe da pagare almeno un mese in più di rimborsi. La cosa, che fa spavento alle piccole società – che esistono anche sulle isole – di certo non tocca l’Ischia (e poche altre fra Eccellenza e Promozione). La società gialloblu, per decisione del presidente D’Abundo, onorerà tutti gli impegni presi, mese per mese, indipendentemente da quando (e come) si chiuderà la stagione agonistica. Il patron ischitano riconosce che alcuni dei suoi tesserati vivono di calcio e non intende lasciarli soli in un momento così delicato. Ma non tutti, crediamo, hanno le possibilità dell’armatore di origini foriane. Fra l’altro, i calciatori dell’Ischia – dietro indicazione del preparatore atletico societario, il professore Michelangelo Di Maio – stanno seguendo un regime di allenamenti casalinghi attraverso una app, grazie i quali si terranno in forma per la ripresa e quindi la chiusura della stagione. Ma non tutti si sono attrezzati così. Non tutti possono farlo.

(QUASI) DIVIETO DI ALLENAMENTO… – “Penso che nelle prossime ore saremo costretti a prendere in considerazione il divieto di attività sportive all’aperto”. Così, interpellato dal TG1, aveva parlato il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, sulla situazione che ha visto fermare in pratica quasi tutta l’Italia. “La comunità scientifica – ha proseguito il Ministro – ci aveva detto di mantenere la possibilità di correre anche per altre patologie. Ma l’indicazione era ed è quella di stare a casa. E se questo appello non verrà ascoltato saremo costretti a disporre il divieto”. Infatti il divieto è arrivato nelle scorse ore. Lo sport all’aperto si potrà fare tassativamente da soli e rimanendo nelle vicinanze di casa. Gli sportivi dilettanti avranno più problemi per tenersi in forma. Ma oggi la salute è molto più importante.




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