Dilettanti, il 20 maggio la parola fine

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Pieni poteri alla Figc che detterà le linee guida per i campionati 2020/21

Giovanni Sasso | A meno di ulteriori quanto clamorosi slittamenti, mercoledì 20 maggio si riunirà il Consiglio Federale per decretare la fine dei campionati dilettantistici e giovanili della attuale stagione sportiva e contestualmente diramare le linee guida per la composizione dei campionati 2020/2021. Che, come accennato nei giorni scorsi, potrebbero non più prendere il via tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, bensì a fine settembre o addirittura ottobre. La tempistica è determinata da due fattori: 1) probabile allungamento dei termini per le iscrizioni e ricorsi scontati da parte delle società, contrarie alle decisioni relative a promozioni e retrocessioni; 2) livello di diffusione della pandemia. Necessario sarà l’adeguamento delle varie strutture sportive al protocollo sanitario. Piccoli o grandi accorgimenti a seconda della dimensione e della funzionalità degli impianti. Per la Campania una problematica in più, indipendentemente se le strutture saranno private o pubbliche.

A tranquillizzare il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, arrivano due notizie importanti. Notizie che dovranno trovare un riscontro fattivo, pena la difficoltà della ripartenza di tutto l’apparato dilettantistico che conta centinaia di migliaia di tesserati tra calciatori, allenatori, preparatori, arbitri, dirigenti e collaboratori. La prima buona notizia per Sibilia è di carattere tecnico. Nel decreto in via di definizione, il Consiglio dei ministri inserirà un articolo che eviterà il consueto iter giudiziario che sarà innescato dalle società che si opporranno a mancate promozioni o eventuali retrocessioni (in merito ai meccanismi, si attende l’esito del direttivo della LND). A discutere i ricorsi sarebbe unicamente il Collegio di Garanzia presso il Coni, come annunciato l’agente Christian Bosco martedì scorso su queste colonne. Una società potrebbe impugnare la sentenza e rivolgersi al Tar (e Consiglio di Stato in seconda battuta) ma i tempi sarebbero piuttosto contenuti. La Figc avrebbe una maggiore libertà d’azione, una ampiezza di poteri che si spera renda meno problematiche le modalità di svolgimento delle competizioni e dei campionati per la stagione 2020/21.

SIBILIA RINFRANCATO –  «Subito dopo il Consiglio Federale – ha dichiarato Cosimo Sibilia nella mattinata di ieri – spero venga convocato al più presto quello direttivo. In quella sede otterremo delle indicazioni che poi trasferiremo ai nostri territori in seguito al confronto con tutti i Comitati Regionali della Lega Nazionale Dilettanti. Ho sempre coltivato la speranza di poter concludere la stagione in campo, ma allo stesso tempo non ho mai nascosto le difficoltà per le nostre società di attuare le misure di sicurezza richieste dall’emergenza sanitaria. Il tempo sta passando inesorabilmente e credo sia quasi impossibile per i Dilettanti pensare di tornare a giocare. La speranza è che non ci siano tanti ricorsi perché sento molte società pronte ad adire alle vie legali. La crisi socio-economica del Paese si ripercuoterà anche nel nostro settore dove le piccole realtà sostenevano la squadra. Aiuti dal Governo? Spadafora ha confermato fondi per 400 milioni, considerati i nostri numeri importanti penso che una buona fetta sia destinata a noi». Ed ecco la seconda buona notizia per Sibilia, che riguarda i fondi stanziati per il calcio dilettantistico. Infatti,nel prossimo decreto “Cura Italia 2”, il governo avrebbe infatti deciso di aumentare di altri 200 milioni di euro il fondo per il bonus che permetterà ai lavoratori del mondo sportivo dilettantistico, come tesserati e collaboratori sportivi, di prendere l’indennità di 600 euro anche nei mesi di aprile e maggio. Il ministro Spadafora ha sottolineato che «complessivamente tra risorse ordinarie e straordinarie arriviamo a circa un miliardo di euro di risorse complessive. Tra queste, il bonus ai lavoratori sportivi. Ad oggi già stato dato il bonus ad oltre 75.000 lavoratori sportivi».

SERIE A 13 GIUGNO – Se il governo darà il via libera alla ripresa del campionato, la Lega Serie A ha deciso che si ricomincerà a giocare dal 13 giugno. Per questa data si sono espressi a favore 16 club, mentre quattro hanno votato l’altra ipotesi: quella del 20 giugno. Lamentando spinte strumentali e polemiche sterili, Spadafora in Senato ha affermato che «la linea del governo è stata sempre di prudenza e tutela della salute, le immagini delle persone portate via tornano ancora in mente, sono di poche settimane fa. Per questo procediamo con prudenza alla riapertura. Abbiamo iniziato dall’attività motoria per gli italiani, ma anche gli allenamenti individuali. Una graduale riapertura. Stiamo lavorando senza sosta per dare risposte al mondo dello sport, anche se l’attenzione è concentrata sul calcio». Per il ministro «poi resterà la necessità di definire la riapertura del campionato, su questo vorrei essere chiaro: il campionato se riprenderà sarà perché ci sarà una successione di protocolli per avere la sicurezza di tutti».

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