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Diffamò i servizi dell’hotel, assolta dal tribunale

Sentenza. Per il pm l’ospite si era espressa in modo negativo andando ben oltre la critica

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Paolo Mosè | Il rapporto tra clientela e albergatore non sempre è idilliaco. Anzi, molto spesso nascono delle divergenze sui servizi e sul rapporto di attenzione verso chi è ospite. In un contesto del genere, nascono delle valutazioni scritte che vengono postate sulla rete. Per elogiare o screditare questo o quell’albergo. A volte si esagera in tutti i sensi e gli albergatori che hanno un’attenzione viscerale nel salvaguardare la propria azienda da eventuali diffamazioni richiedono l’intervento della magistratura. Come nel caso che ha visto sul banco degli imputati Filomena Riccio, che sarà stata cliente “affezionata” dell’Hotel Imperial, che senza alcuna esitazione negli anni passati ebbe a sollecitare altri potenziali ospiti a stare alla larga da questa struttura. Descrivendo alcune deficienze e spiegando altresì che durante il suo soggiorno ebbe a registrare una diarrea causata si presume da ciò che aveva ingerito.

Ebbene, questa storia si è conclusa con una sentenza per la imputata con la formula per non aver commesso il fatto. Secondo comma dell’art. 530 che equivale ad una vecchia insufficienza di prove. Non avendo il dibattimento chiarito in modo inequivocabile che si fosse giunti alla matematica certezza dell’innocenza piena o della colpevolezza dell’imputata. Resta da questo dispositivo che comunque la Riccio non abbia postato quella valutazione su una struttura alberghiera di Ischia definendola non all’altezza di una struttura ricettiva per ospitare dei turisti che amano l’isola d’Ischia e che erano pronti a ricevere dei servizi adeguati.

CRITICA TROPPO SEVERA
Per capire ciò che ha indotto il giudice a formulare questa decisione è necessario che siano depositate le motivazioni, in cui emergeranno i dubbi, le certezze e perché in questa fase la Riccio non potesse essere ritenuta responsabile di diffamazione con l’aggravante di aver pubblicato il suo giudizio su una piattaforma tra le più importanti. Il nocciolo della questione sta tutto in ciò che è accaduto in questi mesi e il confronto che si è avuto tra la parte accusatrice e la difesa. In quanto l’albergatore si è fatto rappresentare da un proprio legale di fiducia. Richiedendo la condanna, che è stata anche sostenuta come avviene di solito. Diverso il ragionamento e la decisione del giudice, che si è dovuto confrontare unicamente con ciò che si è verificato nei mesi passati in dibattimento e dinanzi ad altro giudicante.
Certamente non sarà stato affatto piacevole leggere una critica così severa da parte di chi rappresenta la società e che deve difendere la serietà e la capacità di un albergo che opera prevalentemente nel periodo estivo. Una cliente che sottoscrive quella opinione e precisando di essere stata ospite nell’Hotel Imperial. Annotando di non aver passato un piacevole soggiorno, ma perlopiù di essere stata costretta a dover affrontare una sorta di calvario. Imputando quella situazione ad una carenza di servizi, definendoli non di qualità e soprattutto che rispecchiassero la categoria di stelle che erano state assegnate a quell’hotel.

Definendo altresì le suppellettili che ha constatato di persona non essere tra le migliori. Ma di una categoria inferiore rispetto alla scelta che aveva fatto all’atto della prenotazione. Ma ciò che ha maggiormente insospettito la parte offesa nella fase delle indagini preliminari è l’invito che la turista avrebbe rivolto a tutti coloro che avessero avuto in mente di soggiornare in quell’hotel per una vacanza di tutto riposo, a disdire immediatamente una eventuale prenotazione. Un attacco duro, è evidente dalla lettura di pochi passaggi che la Riccio originariamente avrebbe scritto secondo le conclusioni del pubblico ministero. Una ipotesi che non ha trovato riscontro oggettivo e al di là di ogni ragionevole dubbio a conclusione del processo.

DOMANDE SENZA RISPOSTA
L’aver poi riferito che il cibo offerto non fosse all’altezza della categoria dell’hotel, è stata giudicata a suo tempo una vera e propria e dichiarata diffamazione. Un racconto che va a cristallizzarsi dal momento dell’arrivo e fino a quando è terminato il periodo di vacanza. Senza soffermarsi minimamente su quanto avesse sborsato per rimanere in quella struttura. A chiedersi la difesa del perché, dopo aver constatato queste disfunzioni, non avesse protestato o comunque abbandonato l’hotel spiegandone le ragioni. Questa è una parte del racconto che non trova alcuna risposta.
Quella valutazione postata sulla rete non era passata inosservata. Anzi, molti naviganti ne hanno segnalato la durezza al proprietario di fatto dell’Hotel Imperial. Ritenendole da subito frasi diffamatorie e meritevoli di essere valutate da un magistrato inquirente affinché chi avesse sbagliato ne pagasse le conseguenze.

Il procedimento penale è iniziato con la massima attenzione e senza grossi sforzi e alla fine si è giunti alla conclusione che fosse inevitabile richiedere il rinvio a giudizio, accolto dal giudice dell’udienza preliminare Marcopido. Necessitando una valutazione più attenta e non troppo raffazzonata con la escussione di tutti i protagonisti. E chiedere all’imputata se quello scritto fosse frutto della sua mente. Dall’altro l’albergatore a difendere l’onorabilità della propria struttura ricettiva, mettendo a disposizione degli stessi giudici la qualità e la professionalità riversate in un hotel che ha una storia di accoglienza e che è uno degli elementi che fanno di Forio un angolo di paradiso dell’isola. Non mostrando una sorta di “tirchieria” nell’offrire le pietanze, i servizi che hanno consentito di passare una vacanza in tutto relax. Era quindi una lamentela isolata, che non rispecchiava i numerosissimi elogi che sono stati postati in tempi diversi e quindi ha definito la parte offesa quel messaggio un vero e proprio colpo alla schiena, perché in contrasto con altre valutazioni di ospiti giunti dall’Italia e dall’estero. L’imputata risiede nella provincia di Caserta ed era una turista che per un breve periodo ha deciso di trasferirsi a Forio. Di ciò che è accaduto in quella struttura è stata una valutazione non troppo approfondita, ma il giudice si è basato sulla ricerca della verità in ordine a ciò che è stato scritto e soprattutto se lo avesse fatto Filomena Riccio. Anche se quel messaggio era partito dal suo profilo.

LA RECENSIONE OFFENSIVA
Lei dal canto suo ha respinto ogni coinvolgimento, non ritenendo farina del proprio sacco quelle parole impresse e divulgate dalla rete nel dare un giudizio estremamente negativo sull’hotel.
Il capo d’imputazione fotografa ciò che sostanzialmente è stato scritto. Dando una rappresentazione del tutto negativa: «Perché pubblicando sul sito Google una recensione all’hotel Imperial srl d’Ischia, afferma, tra l’altro, che l’albergo fosse sporco con suppellettili rotte, che il cibo fosse riciclato ed avesse provocato giorni di diarrea e nausea ed infine invogliando i clienti a disdettare le prenotazioni, offendeva l’onore e la reputazione dell’albergo».

Per l’accusa le proteste dovevano essere un po’ più contenute nel precisare alcune deficienze dell’hotel. Senza andare incontro alla diffamazione, che è molto facile che si manifesti durante il post, che immediatamente viene inghiottito ed è alla mercè di chiunque abbia voglia di conoscere i giudizi di determinati clienti che hanno già fatto visita agli alberghi di una determinata località turistica.
Molto probabilmente hanno influito non poco certe critiche che non avrebbero ricevuto i riscontri necessari già nella fase delle indagini preliminari. Il riferire la scarsa qualità nei servizi è un aspetto che ha bisogno di una verifica e non basta la sola dichiarazione di chi si è trovato in un momento particolare nelle vacanze. Perché dire che un albergo non è all’altezza, che ha numerose carenze ed un servizio pessimo incide non poco sulla valutazione degli altri naviganti che hanno interesse a venire sull’isola. Esistono siti specializzati che vengono visitati da chi ha interesse a prenotare una vacanza. E lo fa in virtù di ciò che legge di negativo o di positivo. Ci sono delle critiche, molte delle quali sono di insoddisfazione per i servizi, ma con una scrittura corretta, per così dire cordiale, senza oltrepassare il limite dell’offesa. Molto probabilmente la denigrazione che si è appalesata è stata l’elemento essenziale per il pubblico ministero nel decidere di formalizzare una richiesta di rinvio a giudizio, peraltro accolta da un giudice.

PREZZI AL RIBASSO
In moltissimi altri casi abbiamo registrato che vi sono state delle lamentele ed alcune di una certa gravità e che necessitava una maggiore attenzione da parte di chi ne gestisce la struttura. Tutto questo però in modo corretto e quelle stesse critiche si sono dimostrate utili per cambiare alcune impostazioni ed andare incontro alle esigenze degli ospiti, dando maggiore vigore per rispondere alle richieste che sono sempre più pressanti. Ma la colpa maggiore il più delle volte è legata ad una politica al ribasso che pongono in essere gli stessi albergatori, che per attirare maggiormente la clientela applicano prezzi al ribasso per non vedersi sottratta una fetta della clientela. Ma ciò incide, di riflesso, sulla qualità dei servizi e una minore presenza di dipendenti a causa di minori introiti. E molte strutture che hanno adottato questa linea oggi ne risentono abbastanza, a causa anche di una pandemia che ne ha rallentato le attività in questi ultimi due anni.

L’imputata nella prima fase non si è fatta rappresentare da un legale di fiducia. Ha pensato perlopiù a disinteressarsi, attendendo la decisione del gup sul rinvio a giudizio. Solo allora ha preso atto che il suo post sarebbe stato vivisezionato e sottoposto a verifica dal giudice del tribunale al quale era stata demandata la sentenza. E sono emerse le spiegazioni che hanno convinto che molto probabilmente non è stata Filomena Riccio a scrive|rlo, a dare quei giudizi non veritieri verso l’Hotel Imperial di Forio.

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