mercoledì, Gennaio 27, 2021

Diego e il rifugio di Cartaromana

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Scavando nell’album dei ricordi, ho ritagliato un passaggio del mio ricordo del caro Dino sul “Dispari” del 29 Giugno 2015.

“SONO DIEGO. DINO, APRI!”
Mia nonna paterna abitava a centocinquanta metri di distanza da casa sua. Soprattutto d’estate, i giornalisti della Rai e della carta stampata chiedevano quale fosse l’abitazione del “Signor Celentano” per una intervista. Sempre depistati, che fa rima con incazzati. La privacy del Signor Celentano veniva prima di tutto. Tre-quattro volte alla settimana, mi dividevo tra le partitelle con gli amici nel vicoletto e gli incontri di tennis sui campi di Salvatore Cosentino, sede di spettacolari tornei e sfide tra i big locali. Una mattina seppi da un amichetto che in nottata, proveniente dalla baia, Maradona aveva bussato al cancello di Celentano, svegliandolo letteralmente per trovare “rifugio”.

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«Dino, Dino apriii!!», gridava Diego. Non era la prima e non sarebbe stata l’ultima volta. L’ennesimo bagordo del Pibe de oro dribblato dal “Signor Celentano”.Mi piaceCommentaCondividi

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