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Diamo a Savio quello che è di Savio. Ma non anche quello che non è suo

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Gaetano Di Meglio | La presentazione delle liste al comune di Ischia ci ha presentato uno scenario nuovo? No! C’è uno scenario diverso da quello del passato? C’è una condizione nuova? Si! E non è Savio.
Cinque anni fa la coalizione di Enzo Ferrandino sindaco era composta da 8 liste e, contro, c’era sempre Gennaro Savio.
Emanuele Verde, attento commentatore politico con la fede nerazzurra, mi ha servito un assist alla Perisic: “Spero vivamente che il popolo ischitano premi Gennaro Savio. Sicuramente per la persona, l’impegno politico e giornalistico ma anche per una questione di sistema: ho sempre creduto che la qualità di una democrazia si misuri dalla tutela del dissenso (non del consenso) e questo implica che l’opposizione è finanche più importante della maggioranza. Diffidate di chi ha la “governite” e sarcasticamente afferma che la politica non può ridursi a testimonianza. La politica è innanzitutto e soprattutto testimonianza. Chi dice il contrario meriterebbe un soggiorno prolungato a Novosibirsk (si scherza, eh… fino a un certo punto)”

Ecco, appunto, “La politica è innanzitutto e soprattutto testimonianza” ed è quello che fa Gennaro Savio, la non novità di questa elezione. Perché possiamo dirci quello che ci piace mille volte, la verità è che a questo turno manca l’opposizione politica. Manca la coalizione che era rappresentata da Gianluca Trani e dagli altri consiglieri “saltatori”.
Un saltino, quello di Gianluca & Co che, comunque, è avvenuto il 7 marzo del 2021. Un anno in cui, diciamocelo, sarebbe dovuta nascere la coalizione di minoranza. Ed è questa la vera novità di questa elezione: l’assenza di una coalizione.
Quella che era di Gianluca Trani e quella che Gianluca ha lasciato quando aveva capito che non gli avrebbero mai riconosciuto il ruolo avuto nel 2017. Non è una giustificazione, ma è impossibile non vedere come Trani e i “consiglieri” baranesi avevano previsto quanto fosse impossibile amalgamare quelli contro Enzo. Una platea politica poco omogenea, divisa dagli interessi e sempre in cerca di un po’ di visibilità in più rispetto agli amici di cordata più che agli “avversari” in campo.

Possiamo fare finta di niente e, volendo, possiamo anche non guardare più al campo vuoto, ma se lo facciamo e se ci illudiamo che la candidatura di Gennaro Savio ci risolva il problema, significa che non abbiamo capito cosa è successo.
Dobbiamo avere sicuramente un occhio alla campagna elettorale, ai suoi contenuti (rido a leggere le cazzate dei vari candidati che accompagnano inutili santini) ma dobbiamo anche capire quale sia il male con cui abbiamo a che fare. Ischia, abbiamo un problema.
E ora restiamo con un “buco” nel facsimile che peserà non poco. Anzi, che peserà molto su quelli che sono gli equilibri della politica, della comunità e della società civile. Sarebbe troppo facile scaricare tutto su Savio o lavarsi la coscienza con la sua candidatura di partito e di bandiera, ma tutto ciò non serve a risolvere il problema.

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