Di Spigna: “A Forio non mi hanno considerato. Il Barano? I gesti valgono più di mille parole”

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Al Barano si sta cercando di correre ai ripari. Dopo gli impacci di inizio estate, la nomina di Nunzio Gagliotti come allenatore ha portato un po’ di tranquillità e programmabilità all’interno del sodalizio bianconero. La campagna di rafforzamento degli aquilotti, persa in pratica gran parte dell’ossatura over della scorsa stagione (a parte il riconfermato Angelo Arcamone), sta rivolgendo alla terra ferma gran parte delle sue attenzioni, anche se dall’isola è arrivato qualche buon elemento di esperienza. Oltre a Luca de Simone, infatti, al Barano come over isolano è arrivato Luca Di Spigna, dal Real Forio. Tutti credevamo che, da foriano doc, ù Piezz avrebbe chiuso la sua onorata carriera in biancoverde, invece così potrebbe non essere. Con Di Spigna abbiamo fatto una chiacchierata nei ritagli di tempo delle sue intense giornate, passate fra lavoro ed allenamenti, nella quale abbiamo parlato dei motivi che lo hanno portato a vestire la maglia del Barano (è un ritorno per lui) e dei suoi obiettivi stagionali. Ecco le parole di Di Spigna.

Di Spigna, tutti ci aspettavamo che potesse chiudere la sua carriera con la maglia del Real Forio, ma oggi la ritroviamo al Barano. Cosa è successo?
“La mia priorità è sempre stata il Real Forio. Dopo tanto tempo dal primo contatto con la società, mi aspettavo che la società mi desse la giusta importanza, quella che credevo di meritare. Non sto parlando di soldi, non ne ho mai fatte di questioni economiche. Il calcio l’ho fatto sempre per passione e, come si vede, non mi ha mai arricchito. Però, a Forio non mi hanno dato l’importanza che credevo di meritare. Ho fatto tanto per rientrare in biancoverde, dopo tanti anni in cui ho girovagato. Ho accettato qualsiasi tipo di rimborso, senza lamentarmi di nulla, ma dal Forio mi aspettavo quella considerazione che mi avesse fatto capire che puntavano anche su di me. Non volevo essere in biancoverde tanto per, ma avere la considerazione giusta”.

Quella che le ha dato il Barano…
“Si, quella che mi ha dato il Barano. Io avrei voluto chiudere la carriera al Real Forio, anche se non subito. Volevo giocarmi le mie carte e poi decidere al momento giusto di smettere. Mi sento ancora integro, ma giustamente devo dare priorità al lavoro, che dovrò conciliare col calcio fino ad ottobre. A Forio non tutte le situazioni erano tali da farmi stare tranquillo”.

Però non ha accettato subito il Barano…
“La trattativa è stata lunga. Perché anche col Real Forio mi sono visto più volte e mi sentivo sempre con i ragazzi, Pasquale (Savio, ndr), Davide (Trofa, ndr), ma dall’ambiente di Forio non ho avuto l’importanza che volevo. Il Direttore Antonio Boria aveva interesse a farmi restare, ma per il resto l’aria non mi faceva stare bene. Io non volevo essere un peso per il Real Forio, anzi. Volevo che la mia presenza fosse piacevole, dopo che ho dato tanto negli anni al biancoverde. Al Barano, fin dal primo giorno, si sono messi a disposizione. Mister De Siano è venuto più volte anche in albergo a parlarmi e spiegarmi che mi avrebbero dato la possibilità di allenarmi. Il Barano ha fatto tanti piccoli gesti, che mi hanno fatto riflettere. Mi hanno fatto capire che avevano bisogno di me, che non ero vecchio, non ero finito, che gli servivo e che potevano costruire una squadra intorno a me. Mi sono confrontato anche con il Professore Gaudioso, che ringrazio come mister De Siano, due volte. Ma di tutto ho informato il Real Forio, perché le cose di nascosto non le faccio. Il Barano mi ha dato l’importanza giusta, l’ho sentita da tutti i dirigenti. E’ vero, volevo chiudere la carriera a Forio, ma non ho percepito l’atmosfera che mi facesse stare tranquillo. Non volevo essere un peso, ma stare in gruppo e giocare quando lo meritavo. I gesti valgono più di mille parole”.

Sta facendo grandi sacrifici per allenarsi in questi giorni. Tutti i giorni, dopo intense giornate di lavoro, alle 20:00, raggiunge il Don Luigi Di Iorio e si allena con altri che non possono farlo di pomeriggio…
“Si, tutti i giorni. Non sono mancato mai una volta. La sera, dopo il lavoro, prendo il motorino e vado al campo ad allenarmi alle 20:00. Lavoro una giornata intera, ho solo uno spacco di un’ora per pranzare, ma di sera vado ad allenarmi, dove mi aspettano mister Gagliotti, mister De Siano ed i dirigenti del Barano. Al Barano ho trovato un ambiente sereno, tranquillo, felice. In bianconero ci ho giocato un anno e mezzo. Nel primo campionato ci salvammo e feci 2 gol e l’anno successivo feci 6 gol. Il Barano è stata la squadra nella quale ho fatto più gol in un singolo campionato. In tutto ho fatto 8 gol”.

Barano o Real Forio che sia, in questa stagione lei vivrà un campionato duro e di sacrificio viste le ambizioni delle due…
“Si, sarà un campionato duro. Ho visto come si stanno organizzando le altre e sono tutte forti. Rispetto all’anno scorso sarà più difficile il campionato, per cui bisognerà fare molti sacrifici e lavorare tanto, come stiamo facendo. Ci sono almeno 6 squadre che lotteranno per il primo posto e noi dovremo puntare a fare più punti possibili in casa. Dovremo scendere in campo subito per far punti, nel girone di andata, perché nel ritorno sarà molto più difficile, ne sono convinto”.

Che impressione le ha fatto mister Nunzio Gagliotti? Lo sta vedendo di sera…
“Si, ci stiamo vedendo di sera, ma ci siamo visti un paio di volte anche durante la trattativa. E’ venuto a posta da Napoli per incontrarmi. Lo vedo preparato e negli allenamenti dà e vuole il massimo da tutti, dal più grande al più piccolo. Gli piace molto confrontarsi e questo mi piace. Lo fa anche con me, mi chiede cosa penso. Gagliotti è molto preparato, ma me lo avevano già detto alcuni ragazzi che erano stati con lui ai tempi del Settore Giovanile dell’Ischia. Chiede sacrifici e giocare sempre la palla. Questo mi piace molto. Gli allenamenti con lui sono intensi, mi sta spronando tanto. Gli faccio i complimenti. Alla fine, sto vivendo quello che volevo”.

A parte l’obiettivo di squadra, che sarà conquistare la salvezza, qual è il suo obiettivo personale per la stagione appena iniziata?
Si, dovremo conquistare la salvezza il prima possibile. Per quanto riguarda l’obiettivo personale, posso dire che sarà in primis stare bene fisicamente. In tanti mi dicono che sono vecchio, che sono a fine carriera. Queste cose mi danno fastidio, ma sono anche uno sprone per fare bene e meglio. Quindi, ho voglia di dare il massimo, giocare più partite possibili e mettermi in gioco. Voglio dimostrare anche alla mia età che posso segnare e contribuire alla salvezza del Barano. Se l’intervista è finita, voglio fare dei ringraziamenti…”.

Prego…
“Voglio ringraziare tutta la piazza foriana, con cui vivo quotidianamente. Spero che possa capire questa mia decisione che ho preso. E’ stata una decisione forte per me. Voglio ringraziare tutti i tifosi del Forio e le persone che mi hanno voluto bene in questi anni. Volevo chiudere la carriera al Forio, ma per divergenze sui punti di vista non è stato possibile. Ringrazio tutti quelli che mi vogliono bene, dagli addetti ai lavori, agli amici che hanno condiviso con me emozioni e vittorie”.

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