Di Meglio: “Intorno all’Ischia tanta gelosia. Gli altri chiamano e promettono, noi no”

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L’Ischia ha dato vita, finalmente, al suo Settore Giovanile. Juniores, allenata da Ciro Bilardi, Allievi, allenati da Carmine Di Meglio, che è anche Responsabile e Coordinatore del Settore Giovanile gialloblu, e Giovanissimi, allenati da Gennaro Fondicelli, sono le tre squadre che la società del presidente D’Abundo iscriverà ai rispettivi campionati. Un progetto lungimirante, quello ischitano, che dovrà portare quanto la Prima Squadra ad essere composta per la sua totalità da calciatori nati sull’Isola Verde. Per capire come si sta evolvendo in queste prime settimane di lavoro il Settore Giovanile dell’Ischia, abbiamo intervistato il suo Responsabile, mister Carmine Di Meglio, che ci ha anche rilasciato un commento sullo stato dei rapporti fra le varie Scuole Calcio dell’isola e, soprattutto, riguardo a quello che succede in estate, in periodo di iscrizioni. Ecco le parole del tecnico.

Mister Di Meglio, l’Ischia è partita con il suo Settore Giovanile. A che punto siamo con la messa a punto delle varie squadre, parlo della Juniores, gli Allievi ed i Giovanissimi?
“Le squadre Allievi e Giovanissimi, ovvero 2003-2004 e 2005-2006, sono già complete ed hanno iniziato la preparazione e sono a buon punto. Si procede spediti con loro. Alla Juniores manca ancora qualche tassello, ma ci tengo a precisare che la Under 19 non è sotto la mia responsabilità. Io gestisco dagli Allievi a scendere, fino alle annate 2014 e 2015. Il Responsabile della Juniores è mister Ciro Bilardi”.

Che tipo di campionati andranno a fare sia gli Allievi che i Giovanissimi?
Entrambe le squadre faranno i campionati Provinciali, perché l’Ischia non ha i titoli per disputare i tornei regionali. Il Settore Giovanile è nuovo, non Elite, quindi siamo costretti a fare i Provinciali con entrambe”.

Avete fatto anche degli Stage nelle settimane scorse per creare le rose di dette squadre…
“Si, per quanto riguarda gli Allievi, gli stage sono stati importanti perché la fascia d’età isolana ha risposto bene, quindi abbiamo fatto degli innesti, 8-9 elementi nuovi – sulla squadra che io seguo da 5 anni. Ancora più importanti sono stati gli stage per i Giovanissimi di Fondicelli, perché come Ischia Soccer non coprivamo la fascia d’età. Hanno risposto in tantissimi e la attuale rosa della squadra consta di 25 atleti”.

Qual è l’obiettivo societario datovi dal presidente D’Abundo, sia per squadra che di progetto per la stagione in corso?
“Il nostro obiettivo è far crescere i giovani, per creare un serbatoio isolano per la Prima Squadra. Ovvero, far crescere i giocatori e soprattutto gli under in casa nostra, per fare acquisizioni dalla terra ferma. Non abbiamo la bacchetta magica, però ci crediamo. Almeno, poi, vorrei ripetere il risultato dello scorso anno, ovvero raggiungere la finale del campionato Provinciale con gli Allievi, magari ottenendo un risultato diverso (ride, ndr). Però il calcio è fatto anche di sconfitte, che servono anche al percorso di crescita dei giovani. L’importante è che i ragazzi vengano al campo con impegno e con una mentalità giusta. Hanno una opportunità unica, visto che l’Ischia, nella persone del presidente D’Abundo, manche di Taglialatela e Pinto, dà a loro la possibilità di crescere tantissimo ed arrivare a difendere i colori gialloblu”.

In cosa consiste questo rapporto che l’Ischia ha con altre 3 società ischitane? Oltre all’affiliazione con Ischia Soccer, pareva ci potevano essere rapporti particolari con Campagnano, Isola d’Ischia e Futura…
“Non c’è nulla. Unica società che ha fatto una affiliazione con l’Ischia è l’Ischia Soccer. In qualità, con Gianni Di Meglio, di Responsabili dell’Ischia Soccer, visto che il presidente Carraturo ha lasciato e dopo la morte del presidente Cautiero, non volevamo che la matricola sparisse. Ci sono stati incontri con altre società prima dell’estate ma non so cosa sia successo. Poi, Taglialatela e Pinto sono venuti da me ed io ho accettato con entusiasmo l’affiliazione con l’Ischia. Quindi le categorie Allievi e Giovanissimi sono a tutti gli effetti dell’Ischia Calcio, quelle sotto, fino ai 2015, sono Ischia Soccer solo come nome. Infatti, dopo accordo con il presidente D’Abundo, i calciatori sono già dell’Ischia, quindi non avremo nulla a pretendere dall’Ischia un domani”.

E per quanto riguarda le altre?
“Noi siamo aperti a tutti.. Chi ha voglia di partecipare al nostro progetto si faccia avanti. Ricordando che l’unico serbatoio per l’Ischia è l’Ischia Soccer. Non vogliamo più che un domani si presenti qui un ragazzo che voglia giocare a calcio a cui vengono tarpate le ali perché vengono chiesti soldi. Ovvero le solite cose che avvengono sulla nostra isola. Per cui, chi vuole partecipare al progetto, può chiamarmi, ma senza lucrare sui ragazzi”.

Però, l’ambiente delle Scuole Calcio isolano è abbastanza contrastato. Sembra che i rapporti siano buoni, ma invece il tutto è coltivato con dispetti ed accuse. L’ultima, ai miei microfoni, non riferendosi specificatamente a qualcuno, l’ha fatta Massimo Buono della Barano Academy, secondo cui in estate c’è un “calciomercato” intorno ai ragazzi. Lei cosa pensa?
“Chi mi conosce sa come la penso. Così come Gianni Di Meglio. Qualcuno, quando entrai in questo mondo, il signor Massimo Buono, mi disse: benvenuto nella giungla. Io non vado a fare guerre e non voglio benvenuti nella giungla. Noi, parlo dell’Ischia, non facciamo promesse e non chiamiamo i ragazzi. Sono le altre società che chiamano i ragazzi. All’Ischia, i ragazzi sono venuti spontaneamente, agli stage. A me non interessa cosa fanno gli altri, noi promettiamo solo impegno, serietà e trasparenza. Io so di episodi di calciatori che dovevano andare via da una società, che non li ha fatti partire perché voleva 5000 euro per il cartellino. Questa cosa, all’Ischia non verrà mai. Quindi, chi parla bene e razzola male stia attento, perché sull’isola le cose si vengono a sapere. Ognuno fa la Scuola Calcio come crede. L’Ischia fa Settore Giovanile e l’Ischia Soccer fa Scuola Calcio coi tesserati dell’Ischia e non pensiamo a chiamare nessuno, perché non facciamo questo come lavoro. Io rappresento l’Ischia e non faccio guerre, tutti sono i benvenuti ma non telefoniamo a nessuno. E non chiederemo mai nulla ai ragazzi, che hanno scelto anche altre società. Tutto senza promesse e senza minacce. Sa qual è il problema?”.

Quale?
“La gelosia. A me, poi, hanno detto che non posso allenare perché non capisco di calcio, ma va bene, tanto poi parla il campo. Nella vita contano i fatti, non le parole. Comunque, non capisco perché c’è così tanta gelosia su un progetto, come quello dell’Ischia, nato per il bene dell’isola e dei giovani, che guarda al futuro. I ragazzi così hanno uno sbocco verso la Juniores dopo gli Allievi, con la speranza che l’Ischia vinca più campionati per partecipare al torneo Berretti, a quello Primavera, senza che a 17 anni vadano al Torneo Amatoriale. Poi, se non prima, portarli in Prima Squadra, se sono fenomeni. Questo è il progetto, secondo quanto stabilito dal presidente D’Abundo, sposato in pieno dall’Ischia Soccer”.

Però, anche io che seguo solo in parte il calcio giovanile, so che esiste questa sorta di “calciomercato”. La mia domanda è: come si può provare a sconfiggere questa gelosia e questi malcostumi fatti di promesse e impegni presi a parole?
“E’ una parola…prima non c’erano le Scuole Calcio, ovvero non c’erano i soldi. Quindi, finché ci saranno i soldi ci sarà sempre questo calciomercato. Un giorno, quando non ci sarà il Dio denaro, le cose cambieranno”.

Io poi penso che un grosso guaio sia, fermo restando la libertà associativa, che è inviolabile, la proliferazione delle Scuole Calcio sull’isola. Ovvero, tutti, pur di sostentarsi, sono costretti a raggiungere un numero minimo di iscritti, quindi mettono in pratica il calciomercato…
“Penso che anche questo sia uno dei problemi. Non me ne voglia nessuno. E’ normale che se, come Scuola Calcio, ho un costo di 10, devo cercare di raggiungere le quote che mi possano permettere di raggiungere almeno 10 per non andare in perdita. Quindi chiamo i genitori e faccio promesse. Forse è uno dei problemi più grandi. Però devo dire una cosa…”.

Già che ci siamo…
“Penso che nessuna Scuola Calcio isolana sia in perdita o vada in perdita, facendo due conti ad occhio e croce. Non ho grossa esperienza in merito. Sento dire da qualcuno che va in perdita, ma non credo. Ma uno dei problemi del mercato giovanile è anche questo. Si devono raggiungere delle quote di costi che costringono a certi atteggiamenti. Ad Ischia ce ne sono 6 di associazioni, a cui vanno aggiunte quelle degli altri Comuni. E sono troppe. Però, il progetto prevede la creazione di un imbuto per l’Ischia. Cerchiamo di farlo e se non dovessimo riuscirci almeno ci abbiamo provato. Il presidente D’Abundo ci ha dato la sua disponibilità, è contento perché ha puntato tanto sul Settore Giovanile. Speriamo di ricambiare la fiducia che ci ha accordato”.



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