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Depuratori: summit inutile alla Federico II. Del Deo chiama, Giugni non risponde

Ida Trofa | Sono decenni che si dibatte sulla depurazione a Ischia. Decenni di annunci, programmi, sparate di posa e progetti. Ischia resta senza un sistema di depurazione. Il mega progetto dei tre impianti di Ischia, Forio-Serrara Fontana e Casamicciola-Lacco Ameno rischia di restare una grande opera incompiuta. Siamo commissariati da anni, i comuni (incapaci) e la Regione (assente) esautorati dopo l’infrazione europea. E meno male che il mare ancora riesce a reggere i livelli di inquinamento dei nostri liquami e, sempre il mare risulta, sulla carta, balneabile, godibile e bello all’occhio nei luoghi chiave.
A quasi 30 anni dalla progettazione e ad almeno 10 dall’avvio dei lavori del solo progetto di Ischia, poi bloccati, sembra proprio che debba essere definitivamente archiviato il proposito di dotare l’isola di Ischia almeno di un depuratore per il trattamento delle acque reflue.
Dopo la burocrazia e i disagi, ora, a bloccare i progetti affidati al Commissario Straordinario Unico per la Depurazione, prof. Maurizio Giugni ci si mettono anche i sindaci. Obiettivo? Assecondare i proposti del deus ex machina EVI, funzionale ai bisogni sindacali, Pierluca Ghirelli.

Basta leggere l’ultima convocazione dell’ultimo, inutile, summit all’Università Federico II di Napoli. Un summit a cui lo stesso Giugni non ha partecipato e nel merito del quale i sindaci non hanno alcun potere decisionale: siamo stati commissariati perché sia estranei ai lavori, sia perché incapaci di attuare le norme europee che ci impongono di realizzare i depuratori e, soprattutto, di monetizzare e valorizzare i fondi ricevuti in tale direzione. Incontri a vuoto e Incontri inutili.

Del Deo chiama, Giugni non risponde
A guidare la disastrosa marcia sindacale sui depuratori è il sindaco di Forio Francesco De Deo che, forte del suo ruolo di presidente ANCIM, dopo aver recuperato i progetti e i fondi per la depurazione, ora è persuaso di dover stravolgere tutto.
Infatti, la convocazione ai sindaci di Casamicciola e Lacco Ameno e al commissario prefettizio di Serrara Fontana è giunta settimane fa proprio dal presidente dell’Ancim e sindaco di Forio Francesco Del Deo. Una nota avente ad oggetto “Incontro di Coordinamento tra quanti in indirizzo per analizzare la situazione attuale relativa ai depuratori di Forio-Serrara e di Lacco-Casamicciola e definire le iniziative più opportune da intraprendere per superare le criticità emerse”.
Il documento è stato inoltrato ad un’altra serie di soggetti interessati tra cui i componenti del comitato tecnico scientifico dell’Ancim, Dipartimento di Biologia Unina (Pierluca Ghirelli, Francesco Aliberti, Marco Guida e Angelo D’Abundo).
Proprio presso il dipartimento dell’Università Federico II di Napoli si è tenuto l’incontro che, in teoria, avrebbe dovuto dibattere una serie di punti.
Un tavolo fine a se stesso al quale non ha partecipato, praticamene, il protagonista dell’intera vicenda: il commissario Giugni.

In ogni caso la delegazione isolana ha voluto illustrare ai presenti, pochi, il promemoria del comitato, che richiamava quanto già esposto nelle precedenti due lettere all’allora Ministro dell’Ambiente, a firma congiunta dei sindaci di Casamicciola, Forio, Lacco Ameno e Serrara Fontana e in data 10 maggio 2020, a firma del Dott. Pierluca Ghirelli.
Nell’avviso si legge anche della “Possibilità di applicazione dell’art.6 della direttiva 91 /271 /CEE che cita: 1. Per il conseguimento degli scopi di cui al paragrafo 2, gli Stati membri possono individuare, entro il 31dicembre 1993, aree meno sensibili, secondo i criteri stabiliti nell’allegato II. 2. Gli scarichi di acque reflue urbane provenienti da agglomerati con un numero di ab. equivalenti, compreso tra 10.000 e 150.000 se immessi in acque costiere e tra 2000 e 10000 se immessi in estuari, situati nelle aree di cui al paragrafo 1, possono essere sottoposti ad un trattamento meno spinto di quello previsto all’articolo 4, purché tali scarichi subiscano almeno il trattamento primario così come definito all’articolo 2, punto 7), conformemente alle procedure di controllo stabilite nell’allegato I D; studi esaurienti comprovino che essi non avranno ripercussioni negative sull’ambiente”.

Su tutto, però, si è voluto discutere sull’opportunità opportunità di valorizzare gli ambienti esistenti e già disponibili, che, unita alle minori necessità di spazi, utilizzando nuove tecnologie (ad esempio: trattamento primario con filtri tipo Salsnes) potrebbe permettere, in prospettiva, anche un trattamento secondario più semplice e meno costoso, qualora necessario, con ovvio contenimento dei tempi e dei costi sia di investimento che di gestione. Infine spazio alla possibile adozione di nuove tecnologie di trattamento a valle della condotta come la tecnologia MUDS (Marine Underwater Depuration System), già in sperimentazione nella regione Liguria, che permette un trattamento biologico dei reflui nella fase di smaltimento in condotta a livello di diffusore.
I sindaci vogliono che Giugni blocchi i lavori finanziati dal CIPE, fermi i progetti, stracci i soldi e tutto il lavoro già fatto per progettare nuove condotte che portino i liquami da una zona all’altra del territorio isolano e, ovviamente, via mare. Condotte, lo sappiamo tutti, illegali e non più previste dalla norma. Ove mai fossero state previste.

Dietrofront
Dopo una iniziale marcia avanti, il sindaco di Forio, ha deciso di cambiare rotta e di avviarsi verso una soluzione diversa.
In una precedente ricostruzione della vicenda a firma del commissariamento della Presidenza dei Ministri, circa i lavori per la realizzazione dei depuratori, il sindaco era stato l’unico che aveva dimostrato di aver compreso l’importanza dell’opera tanto da chiedere lo stralcio di una porzione dell’opera per risolvere il problema delle fogne tra Citara e il porto di Forio. Sfumato quell’azione, mirata a superare le difficoltà operative e burocratiche relative ai due progetti, oggi Del Deo ha una nuova idea e vuole abbandonate l’impegno economico che vale la considerevole somma di 74 milioni di euro (da aggiornare al 2021) ma che, soprattutto, significherebbe un passo in avanti per l’intera comunità dell’isola d’Ischia.
Ora, però, ha cambiato rotta e, con il suo dietrofront, sembra voler disfare tutto ciò che ha fatto, anche in ordine alla realizzazione e la sistemazione delle condotte fognare sottomarine in attesa che l’iter per il depuratore, che non sarà certamente a breve scadenza, anzi rischia di non concludersi mai, diventi davvero operativo.

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