giovedì, Febbraio 25, 2021

Depuratore di San Pietro: l’Ati contro Isidoro: «Interessi privati bloccano il depuratore!»

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Le affermazioni dell’assessore oggi dimissionario Isidoro Di Meglio nei confronti dell’Ati Sled per giustificare il blocco dei lavori per il depuratore e allontanare dall’amministrazione comunale e da se stesso eventuali responsabilità, hanno suscitato la reazione dell’impresa. Che non ci sta ad essere definita «decotta» e ancor meno ad accettare il sospetto di «prendere i milioni di euro ed andar via». L’Ati Sled ribadisce di non aver ricevuto i pagamenti dovuti, dopo un investimento di diversi milioni, il che configura un gravissimo danno. Nella missiva inviataci dunque l’Ati richiama alle proprie responsabilità la Regione Campania e il Comune d’Ischia e rintuzza le affermazioni di Isidoro facendo riferimento ad «interessi personali» di politici. Non è difficile capire con chi ce l’abbia l’impresa e forse certe affermazioni, da parte dell’assessore dimissionario, sono state imprudenti e pericolose per la sua immagine e quella della società alberghiera di famiglia…
Ecco cosa scrive l’Ati per rispedire al mittente le accuse: «Con riferimento all’articolo apparso sul Vs. quotidiano il giorno 15.08.2015 – avente ad oggetto l’intervento dell’Assessore Isidoro Di Meglio circa il fermo dei lavori al depuratore – la scrivente impresa, qualificata come “decotta”, intende chiarire quanto segue.
L’ATI appaltatrice dei lavori del depuratore in parola ha avviato la procedura di risoluzione contrattuale nel luglio 2011 quando ha accertato che la Committente non era in grado di mantenere i propri impegni finanziari, non riuscendo a provvedere al pagamento dei lavori contabilizzati. E’ ovvio che l’ATI non poteva e non può finanziare oltremodo un’opera pubblica senza alcuna certezza circa i tempi di pagamento. E’ altrettanto evidente che di fronte ad un’esposizione finanziaria di diversi milioni di euro l’ATI subisse le azioni dei fornitori/subappaltatori. Dette azioni hanno portato a dei pignoramenti per un importo complessivo di circa ottocentomila euro che rappresentano una modesta quota del credito vantato dall’ATI. Azioni esecutive che sono diretta conseguenza dell’inadempimento della Committente.
La preoccupazione che sarebbe stata espressa nell’articolo in questione circa il timore che l’impresa “prenda i milioni di euro e vada via” è del tutto irrilevante rispetto alla certezza dell’ATI di aver investito diversi milioni di euro senza aver riscosso – dopo quasi un lustro – neppure un euro! Il tutto a prescindere dalla considerazione che l’ATI ha prestato idonea fidejussione a garanzia dell’adempimento delle proprie obbligazioni. Di fronte all’infondata preoccupazione della Committente (infondata sia perché gli importi da riscuotere sono già dovuti e quindi non trattasi di anticipazione per lavori a farsi, sia perché le fidejussioni garantiscono ampiamente gli impegni contrattuali assunti dall’Appaltatore) sussiste la certezza dell’ATI di aver dovuto agire giudizialmente per riscuotere quanto già anticipato.
Se si vuole parlare di decozione va sottolineato che l’unico soggetto appellabile come decotto è la politica regionale e comunale e giammai l’operatore privato che esegue espressamente l’opera per riscuotere il relativo corrispettivo. Il fine prettamente economico dell’ATI è palese ed indiscutibile mentre restano occulti i fini dei vari operatori politici – sia quelli che ostacolano sia quelli che favoriscono l’opera – su cui andrebbe focalizzata l’attenzione. Si verifichi chi tra i vari politici intervenuti sull’argomento abbia interessi personali sul depuratore. Sono proprio questi interessi contrapposti, tra chi favorisce e chi si oppone alla realizzazione dell’opera, che hanno ostacolato ed ostacolano l’opera pubblica».
A buon intenditor, poche parole.


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7 Commenti

  1. ci voleva la zingara per capirlo? Cosa pensate che si metta a fare in politica un rampollo di famiglia, per spirito sociale?

  2. Un’affermazione così grave non stimola nessun magistrato ad indagare! Possibile che un’isola di 65000 abitanti sia alla mercè di una famiglia che per tutelare l’aquisto di una pensione ormai cadente mette a rischio l’intero fatturato dell’isola cercando di bloccare il depuratore, necessario all’intera isola e nessuno interviene. Sono infiltrati nella politica o dobbiamo pensare che lo siano anche in altri contesti?

  3. Purtroppo sono cose note e stranote. Se ne parlava già da quando nel 2007 il personaggio in questione scese in politica. Quando qualcuno afferma che il comune è divenuto in questi anni “cosa loro” è perché nel paese si dice da sempre ( chissà se non sia vero) che la politica è stata solo il mezzo per “aggiustare” tante cose. Certo quell’intervista rilasciata proprio al il Dispari ai più è sembrata proprio fuori luogo!!

  4. Domani provvedero’ a denunciare alla procura, come verra’ pubblicato, le illazioni di cui all’articolo chiedendo che emergano quali atti del Comune abbiano mai opposto i lavori , con richiesta di tutela anche risarcitoria per le calunniose destituite affermazioni avanzate : va da se che i commenti avranno la stessa sorte, cosi’ una volta e per sempre vedremo se la liberta’ di pensiero significhi anche liberta’ di calunniare il prossimo.

  5. Gli interessi della “famiglia” innanzi tutto. La sopraelevata resa strada cittadina per rendere condonabile l’albergo di papà, il depuratore strategicamente bloccato, i favori ricevuti, l’indulgenza nelle verifiche nelle strutture di famiglia… ci sarebbe tutto.Ma si sà, la mafia non esiste!

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