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DENUNCIARE SENZA PAURA QUALSIASI FORMA DI SOPRAFFAZIONE #25novembre

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Carmen Criscuolo, Consigliere comunale di Ischia | Denunciare senza paura. Non sottovalutare la violenza di genere, nemmeno quella verbale. Soprattutto quella verbale. Pretendere la parità dei sessi, senza accontentarci di piccole conquiste quotidiane che sono in verità atti dovuti. Nella giornata in cui diciamo a gran forza “no” alla violenza contro le donne non possiamo – dall’osservatorio di una piccola isola – dirci immuni a un fenomeno ancora molto, troppo presente. Anche a Ischia. Lo confermano i dati e il lavoro, spesso invisibile, del Centro Antiviolenza, una realtà a me molto vicina che – in qualità di amministratrice del Comune di Ischia impegnata nella delega alle Pari Opportunità – ho spesso avuto il privilegio di supportare.

Ecco, oggi non tutte le donne isolane si sentono libere di denunciare senza paura chi, in nome di un falso amore, di un matrimonio di facciata, esercita su di loro una qualsiasi forma di violenza fisica e/o morale. Ed è questo il primo obiettivo da raggiungere, quanto prima. Evitare di fare come gli struzzi, che nascondono proverbialmente la testa sotto la sabbia, e fare emergere invece le storie di sopraffazione e violenza che si annidano tra le pieghe della nostra società, coperte spesso da un velo di ipocrisia e di omertà.
Da avvocato e da consigliera, ma soprattutto da Donna, continuerò ad essere in prima linea, oggi e tutti i giorni, auspicando che si avvicini il giorno in cui le differenze e le violenze di genere – anche nei settori in cui opero – saranno soltanto un ricordo.

E continuerò ad esaltare, invece, le tante straordinarie storie di riscatto e valorizzazione del talento femminile, che – come Comune di Ischia – abbiamo per esempio raccontato lo scorso 8 marzo con una bellissima mostra fotografica nelle sale della Biblioteca Antoniana: tantissimi volti femminile di donne che si sono realizzate nei rispettivi campi d’interesse, senza mai cedere al ricatto sotterraneo che ancora serpeggia, nella nostra società, e che spesso vorrebbe costringerci a scegliere – secondo logiche desuete – tra la carriera e la famiglia. Non facciamo in modo che ciò accada.

Non facciamo in modo che qualcuno possa farci pesare l’essere Donne.
Perché una delle forme più subdole di violenza di genere, ancora oggi, è ostacolare il raggiungimento degli obiettivi professionali di una donna, sulla scia di un antico retaggio patriarcale che ancora sopravvive, ahinoi.
Su questo bisogna lavorare, tutti insieme. E bisogna lavorare per frenare la violenza fisica che ancora si genera al chiuso delle quattro mura di tante case ischitane. Bisogna “urlare” al mondo che la violenza sulle donne esiste e va combattuta perché – come scrive Èlie Wiesel – “il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato”. E non è un caso che il presidente della Repubblica Mattarella abbia definito la violenza sulle donne “un’emergenza pubblica”, sostenendo che c’è ancora molto da fare.

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