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Democrazia cristiana prima e seconda maniera…
Gianluca Trani presidente, vice Giovanni Sorrentino

Il primo consiglio comunale della storia del comune di Ischia è andato in scena: senza opposizione tra sorrisi e simpatia. Sentito il minuto di raccoglimento per Michele D'Arco

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Ugo De Rosa | Passeggiata in consiglio comunale per Enzo Ferrandino. In una anomala atmosfera di pace (finta) e di maggioranza, con Massimo Trofa e Antonio Mazzella assenti giustificati (per covid?) Enzo chiude la pratica prima consiglio come un semplice atto.

C’è poco da dire (così come poco sarà da dire nei prossimi consigli comunali). L’unico dato che emerge è la nomina di Gianluca Trani a presidente del consiglio e Giovanni Sorrentino vice. Un modo per dire “Benvenuta Democrazia Cristiana” nella prima maniera con Giovanni e nella seconda con Gianluca. Sentito il minuto di silenzio per Michele D’Arco.

Premio di “consolazione” per Pasquale Balestrieri con la nomina di vice presidente del Consiglio. “Doctor Sciupy” sorride e attende.

Gianluca Trani: “Dobbiamo attivarci con forza per affrontare le tante sfide che ci attendono”

“Sono particolarmente onorato di rivestire nuovamente la carica di presidente di questa assemblea. È una responsabilità – ha detto Trani – che sento ancor più forte rispetto alla mia precedente esperienza di presidenza, in ragione del grande impatto degli eventi che si sono succeduti nel corso degli ultimi 5 anni. Sono stati anni difficili, complessi, con accadimenti di diversa natura (pensiamo al terremoto del 2017, alla pandemia, alla crisi economica e sociale che ha duramente messo alla prova la nostra comunità, al conflitto in Ucraina che ha scosso le nostre coscienze ed aggravato una congiuntura già molto delicata). L’analisi di tutti questi fattori ha prodotto l’apertura di un dialogo con il sindaco Ferrandino, un dialogo che definirei sincero, costruttivo, un dialogo che ha avuto come conseguenza naturale la scelta di unire le forze nella recente tornata elettorale e di garantire al paese quella stabilità amministrativa che rappresenta il presupposto necessario per lavorare in maniera proficua, nell’interesse esclusivo della nostra comunità. Ho sempre considerato determinante il ruolo ed il prestigio del consiglio comunale, coerentemente con il dettato legislativo che assegna una centralità indiscussa a questa assemblea nello svolgimento dell’azione di governo del territorio.

Il consiglio comunale è l’organo di indirizzo delle scelte fondamentali, nonché di coordinamento e controllo di tutte le attività di amministrazione e gestione operativa conseguenti. Ma, soprattutto, il consiglio è l’organo di governo che esprime ed esercita la rappresentanza diretta della Comunità dalla quale è eletto: ecco perché il sottoscritto non può non sentire forte il dovere di far parte e di presiedere l’assemblea che rappresenta la volontà popolare, specialmente nella fase di nascita e sviluppo di questo nuovo progetto amministrativo che abbiamo, tutti insieme, fortemente voluto e difeso, con fiducia e coraggio. Le sfide che ci attendono sono tante e complesse, ma a questa assemblea non mancano le energie e le capacità per vincerle: dobbiamo attivarci con grande sinergia, unitamente alla giunta e con il prezioso supporto dell’intera macchina amministrativa, per far sì che gli impegni assunti in campagna elettorale si trasformino in atti e fatti concreti. Non possiamo deludere la nostra gente – chiosa mr 1079 preferenze -, che ci ha gratificati e responsabilizzati con un consenso senza precedenti, e sono certo che saremo in grado di interpretare correttamente l’esigenza di innovazione e di giustizia sociale che emerge con forza dalla voce e dal cuore dei nostri concittadini. Auguro a tutti noi buon lavoro, confidando nella saggezza dell’antico proverbio che ci ricorda che per arrivare lontano, bisogna camminare insieme…”

Il resto è semplice imbarazzo di una classe politica eletta senza aver dovuto dare dimostrazione di nulla. Belle statuite mute che alzano la manina così come gli viene detto. Non ci sono altre valutazioni da fare. Sotto i sorrisi c’è la rabbia da una parte e dall’altra ma, statene certi, sarà tutto così per molto tempo. Anzi, più si avvia la macchina del consenso muto e nascosto e più i sorrisi diventeranno più sinceri.

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