lunedì, Marzo 8, 2021

Demanio rovente a Lacco Ameno. Doppio attacco al “sistema Barone”

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Il comune preme sulla Curia per restituire al culto il sacro luogo. L’occasione è data dalle imminenti festività pasquali. Castagna tuona:“Non posso esimermi dall’informarVi che nulla osta all’utilizzo dell’immobile, pertanto a partire dal 15 marzo 2021 sarà cura del comune assicurare l’apertura della Basilica tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13 esclusi il sabato e la domenica, salvo ulteriori disposizioni“

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Ida Trofa | Sul demanio marittimo di Lacco Ameno c’è una grossa agitazione politica. La minoranza di guidata dal Senatore De Siano affonda la pressione su Pascale con un doppio colpo.
E così, dopo aver chiesto l’accesso agli atti di tutte le concessioni lacchesi, rilancia con una seconda interrogazione con risposta scritta al Sindaco. Rumors e indiscrezioni parlerebbero di contestazioni e procedimenti tecnici avviati dall’UTC di Lacco Ameno a firma del Tecnico Ing. Flavia Ramona Cesano, verbalizzati e mai contestati dall’Ente Locale agli interessati. Una forma di favore tacito e di insabbiamento delle illegittimità emerso in questi giorni di dura contesa sul fronte demaniale del Fungo.

Il primo affondo
A seguire il caso della “concessione Negombo”e la proroga al 2032 in favore delle aziende del Duca Paolo Fulceri Camerini, gli uomini di De Siano tornano alla carica e tentano di passare al setaccio l’operato del governo Pascale sul fronte mare. La richiesta è di accesso agli atti con uno screening minuzioso del carteggio, delle richieste e delle relative autorizzazioni concesse all’ombra del Fungo sull’ area di proprietà del demanio. Il contenuto della richiesta di “Sempre per Lacco Ameno”, che non pare intenzionata ad abbassare la guardia, tra politica, azione di controllo e demagogia alla luce delle importanti ripercussioni ed i limiti dovuti alla tanto discussa direttiva europea Bolkestein.

“Vogliamo vedere gli atti, pagamenti compresi”
I sottoscritti Consiglieri Comunali di opposizione, interrogano il Sindaco, chiedendo ancora una risposta scritta per sapere tutto dalle richieste specifiche, dai pagamenti, alle posizioni di possibile decadenza e perdita dei titoli concessori, passando dalle mobilità di concessione ai rapporti tra le parti, dei rapporti tra a pubblico e privato. Ecco il teso completo della richiesta.

“Nel rilasciare la proroga delle Concessioni Demaniali Marittime scadute al 30/12/2020, chiediamo se l’Ufficio Demaniale Marittimo del Comune di Lacco Ameno abbia provveduto a verificare che ci sia stata la manifestata volontà del concessionario a proseguire il rapporto concessorio in scadenza il 30/12/2020. Se si era in regola con i pagamenti degli importi dovuti a tutto il2019 e o sono stati destinatari delle diffide emesse dall’ente per omesso versamento dei canoni di concessione e/o delle imposte regionali sulle concessioni demaniali e che nel frattempo hanno provveduto a regolarizzare l’intera posizione debitoria. Se i concessionari hanno in corso procedimenti per aver realizzato innovazioni sine titulo sulle aree demaniali in concessione. Se ancora l’ufficio demanio marittimo ha provveduto all’istruttoria delle istanze presentate verificando la permanenza dei requisiti in capo al concessionario. Se si è provveduto a pubblicare all’albo pretorio del Comune le istanze pervenute al fine di sollecitare reclami ed osservazioni. Se il provvedimento ricognitivo dell’avvenuta proroga ex lege con tre originali in bollo (Concessionario, Agenzia delle Entrate e Comune) sia stato registrato a repertorio – registro degli atti sottoposti a registrazione con obbligo ai concessionari di riconsegnare entro e non oltre i ventuno giorni dall’ emissione del provvedimento di proroga un originale con estremi della registrazione all’ufficio Demanio dell’Ente pena l’inefficacia del medesimo atto”.

Approvata nel 2006 e recepita nel 2010, la direttiva europea continua a far discutere da molti anni. Tra i punti più contestati c’è l’obbligo di rimessa al bando per alcune concessioni pubbliche. E’ su questo punto che ora si agita la politica chiedendo di chiarire le zone d’ombra lacchesi.
Dalle concessioni demaniali al trasporto marittimo ed i servizi turistici, la Campania non è mai stata un faro di luce. Di recente nel mirino della Procura Antimafia di Napoli, con il pm Giuseppe Cimmarotta ed Henry John Woodcock sono finiti gli uffici dell’Unità Operativa Dirigenziale trasporto marittimo e demaniale, ricercando mail, file, atti e qualunque prova tangibile relativa alle concessioni demaniali.
Nel dettaglio, le indagini vertono su probabili accordi tra imprenditori e uffici al fine di ottenere la proroga delle concessioni demaniali tramite mazzette o affini. Dunque si pensa alle accuse di corruzione, traffico d’influenze, turbativa d’asta e falso ideologico. Stando alle indiscrezioni filtrate e alle parole proferite a mezza bocca negli ambienti politici lacchesi, il lavoro politico dei consiglieri di minoranza sarebbe teso proprio a scongiurare che tali pratiche siano aduse anche sulle coste di Lacco Ameno. A far alzare l’asticella dell’attenzione di Sempre per Lacco Ameno, oltre alle concessioni su spiagge ben note, alle richieste per le scogliere e a diversi ampliamento, la recente volontà di riesumare la concessione per un chioso bar in zona Sombrero, sopra il giardino pensile del depuratore al Parcheggio del Capitello. Insomma un politica che proprio non riesce a cambiare pelle o veste, dove al grido di libertà si celano mire sottese ed interessi economici pesanti. Come sempre a pagarne le conseguenze è la comunità che auspicabilmente si attende una svolta all’attuale impasse.

Il secondo attacco
L’ultima richiesta politica degli uomini del senatore, invece, si concentra sulle “istruttorie”. I consiglieri comunali di opposizione Domenico De Siano Silvio Aniello Di Meglio Antonio e Vespoli William interrogano il sindaco per sapere quando segue: “Se nel rilasciare la proroga delle concessioni demaniali marittime scadute al 30 dicembre 2020, l’ufficio demaniale marittimo del Comune di Lacco Ameno abbia provveduto a verificare che ci sia stata la manifestata volontà del concessionario a prorogare il rapporto concessorio in scadenza il 30 dicembre 2020. Se essi era in regola con i pagamenti degli importi dovuti a tutto il 2019 o sono stati destinatari delle diffide emesse dall’ente per omesso versamento dei canoni di concessione e dell’imposta regionale sulle concessioni demaniali. Se nel frattempo hanno provveduto a regolarizzare l’intera posizione debitoria. Se i concessionari hanno in corso procedimenti per aver realizzato innovazioni sine titolo sulle aree demaniali in concessione.

Se ancora l’ufficio demanio marittimo abbia provveduto all’istruttoria delle istanze presentate, verificando la permanenza dei requisiti in capo al concessionario. Se si è provveduto a pubblicare all’albo pretorio del Comune le istanze pervenute al fine di sollecitare reclami ed osservazioni. Se il provvedimento ricognitivo dell’avvenuta proroga ex legge con tre originali in bollo(concessionario, Agenzia delle entrate o comune) sia stato registrato il repertorio registro degli atti sottoposti a registrazione con obbligo ai concessionari di riconsegnare entro e non oltre il 21 giorni dall’emissione del provvedimento di proroga in originale con estremi della registrazione all’ufficio demanio dell’ente pena l’inefficacia del medesimo atto”.
La sintesi delle richieste appaiono chiare. Ovvero: chi e come non è in regola e chi e come ha coperto in municipio gli abusi…
Insomma riflettori puntati su un ambito e una realtà, in vero, da sempre rovente e contesa in quel di Lacco Ameno. Il demanio in queste settimane di inizio 2021 sembra essere divenuto l’unico terreno di scontro istituzionale.

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1 commento

  1. Si puó andare indietro a ricercare permessi fino ad una trentina di anni? Perchè penso che il negombo di abusi ne ha commessi parecchi nella storia! Allora sono colpevoli solo quelli di oggi solo perchè i fatti vecchi sono andati in prescrizione? Il barone con chi governava per decenni prima di diventare sindaco? Tutto il demanio e non solo di lacco ma di tutti i comuni dell’isola sono un grande mistero!vedi baraccopoli riconvertite dei pescatori a san pietro, pedane a casamicciola, scarichi maronti, e chi più ne ha più ne metta. Finche i politici imbroglioni non pagano per i loro brogli con patrimonio personale e non vengono interdetti poi dal ricoprire qualsiasi carica pubblica possiamo solo assistere a questi teatrini che paghiamo noi con le tasse richiesteci da questi stessi signori! Allora mi domando… cosa si vota a fare? Tanto la minestra è sempre la stessa! E non mi venite a dire che a lacco ameno ci sono i nuovi! Se siete nuovi davvero e qualche “vecchia volpe” si è pentita fate uscire fuori tutti i vecchi brogli ( anche se prescritti condonati ecc ecc) e cominciate a ricostruire davvero

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